melanie mair

ANCHE LE PULCI HANNO LA TOSSE: GLI SCISSIONISTI DEL SUD TIROLO VOGLIONO STACCARSI DALL'ITALIA! - QUESTI MONTANARI SVALVOLATI SI SONO ANCHE ALLEATI CON I NEONAZISTI DI AFD -MELANIE MAIR, PORTAVOCE DEI GIOVANI DELLA “SUD-TIROLER FREIHAIT” È INTERVENUTA AL CONGRESSO DEL MOVIMENTO GIOVANILE DI AFD SOSTENENDO CHE GLI ALTOATESINI SIANO “UNA MINORANZA IN UNO STATO STRANIERO”, CHE “IL MESCOLAMENTO CON GLI ITALIANI NON È UN’OPZIONE”: "L’OBIETTIVO E' LIBERARCI DA QUESTO STATO ATTRAVERSO L’AUTODETERMINAZIONE” – HA ANCHE DEFINITO I TERRORISTI ALTOATESINI DEL BAS, AUTORI DI OLTRE 350 ATTENTATI TRA GLI ANNI ’50 E ’60, COME DEI “COMBATTENTI PER LA LIBERTÀ…”

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Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

melanie mair

Fine agosto, Magdeburgo. Al congresso nazionale del movimento giovanile dell'Afd "Generation Deutschland",[…] tra una tirata a favore della remigrazione, una predica antieuropea e interventi che celebrano l'etnopluralismo e altre versioni moderne delle teorie della razza, sale sul palco l'altoatesina Melanie Mair. È la portavoce dei giovani della Süd-Tiroler Freiheit. Un partito talmente di destra e secessionista da scrivere sudtirolese col trattino.

 

Un giornalista del celebre sito d'inchiesta Correctiv, Markus Bensmann, ha la prontezza di registrare il suo intervento. E ha girato a Repubblica la registrazione. Parlando di una regione, il Trentino-Alto Adige in cui le ferite del nazismo e del fascismo sono ancora profonde, Melanie Mair fornisce dal palco dei giovani dell'Afd una ricostruzione storica incredibile.

 

Anche dopo il 1945 lo Stato italiano viene dipinto come crudele vessatore degli altoatesini, i terroristi del Bas degli anni '50 e '60 come "combattenti per la libertà", i carabinieri come aguzzini. E l'unica soluzione, per Mair, a una condizione che la politica altoatesina descrive per dieci minuti interi come persecutoria, è la secessione.

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Mair sostiene che dopo il 1945 l'Italia abbia «fatto sempre politiche contro la nostra identità», cioè contro la minoranza di lingua tedesca. E quando i terroristi cominciarono a mettere le bombe ai tralicci negli anni '50, quando i «combattenti per la libertà», come li definisce, iniziarono la serie di 350 attentati che funestarono l'Italia per oltre quindici anni, «era per attirare l'attenzione su di sé».

 

La politica altoatesina si lamenta insomma che dopo le bombe, «fino a 40mila forze dell'ordine furono mandate nelle nostre terre. Ci fu un'enorme ondata di arresti e quasi tutti i nostri combattenti per la libertà furono messi in prigione. Poi seguirono carcere e torture da parte dei carabinieri italiani. Alcuni (terroristi, ndr) hanno anche perso la vita».

 

il sud tirolo non e' italia

Per Mair è scandaloso, ovviamente, che ai «carabinieri seviziatori» siano stati poi «date persino delle onorificenze». È appena il caso di ricordare che quindici poliziotti e carabinieri furono tra le vittime del terrorismo altoatesino.

 

Il «mescolamento» con gli italiani «non può essere un'opzione, per noi», ha affermato poi Mair dal palco dell'Afd, che l'ha applaudita con entusiasmo. Perché, ha aggiunto, «siamo una minoranza in uno Stato straniero». Ancora: «Noi sudtirolesi non abbiamo nulla a che fare con lo Stato italiano, con la sua lingua o la sua cultura». E l'obiettivo della separatista altoatesina non può che essere uno: «Dobbiamo fare di tutto per liberarci da questo Stato e imboccare la strada dell'autodeterminazione».

 

Il sodalizio tra Mair e l'ultradestra tedesca, in realtà, non è nuovo. Già due anni fa il portale Brennerbasisdemokratie diede conto di una visita di Jean-Pascal Hohm, allora deputato brandeburghese dell'Afd e secondo i servizi segreti interni tra gli esponenti più radicali del partito, in Sudtirolo, su invito della leader di Süd-Tiroler Freiheit. […]

 

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Interpellata al telefono, Simonetta Nardin, direttrice del quotidiano di Bolzano Salto, commenta così il sodalizio tra i separatisti altoatesini e l'ultradestra tedesca: «La vicinanza della Süd-Tiroler Freiheit con l'Afd, e a sua volta la vicinanza dell'Afd con CasaPound, è particolarmente preoccupante in una terra che ha sofferto sia a causa del fascismo che del nazismo. In Alto Adige/Südtirol lavoriamo da anni, faticosamente e quotidianamente, per ricucire gli strappi della storia dovuti a queste ideologie — le stesse che l'Afd e la destra estrema italiana oggi ripropagano. Risvegliare e aizzare queste tendenze nazionaliste è pericoloso e irresponsabile».

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