il premier norvegese jonas gahr store e il presidente finlandese alexander stubb vladimir putin giorgia meloni

PUTIN HA OTTENUTO QUELLO CHE VOLEVA: HA SPACCATO L’EUROPA – IL PRESIDENTE FINLANDESE, ALEXANDER STUBB, E IL PREMIER NORVEGESE, JONAS GAHR STORE, HANNO SENTITO AL TELEFONO “MAD VLAD”, PER RIAPRIRE UN CANALE DIRETTO CON IL CREMLINO. L’INIZIATIVA ERA STATA CONCORDATA CON ZELENSKY, MA HA AFFATTO INCAZZARE ITALIA, DANIMARCA ED ESTONIA – LA COMMISSIONE UE BALBETTA: “I NEGOZIATI SI SVOLGONO IN DIVERSI FORMATI, IN LUOGHI DIVERSI E A DIVERSI LIVELLI” – GIORGIA MELONI COGLIE L’OCCASIONE PER LANCIARE UNA BORDATA ANCHE A FRANCIA, GERMANIA E REGNO UNITO CHE, CON IL FORMATO “E3”, L’HANNO ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE TRATTATIVE SULLA GUERRA IN UCRAINA: “I TENTATIVI ISOLATI FALLISCONO. BISOGNA DESIGNARE UNA O PIÙ PERSONALITÀ CON MANDATO A PARLARE A NOME DELL'EUROPA”…

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1 – FINLANDIA E NORVEGIA, SEGNALE A PUTIN SI ROMPE IL FRONTE EUROPEO SU MOSCA

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

IL PREMIER NORVEGESE JONAS GAHR STORE E IL PRESIDENTE FINLANDESE ALEXANDER STUBB

É il primo contatto diretto tra i leader europei e Vladimir Putin dal luglio 2025: il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre hanno avuto ieri mattina un colloquio telefonico con il presidente russo «franco e diretto» come lo ha definito Stubb.

 

[…]  marca comunque il tentativo dell'Europa di riaprire un canale diretto con il Cremlino: «Per porre fine alla guerra — ha sottolineato il presidente finlandese — occorre intavolare una discussione diretta». A conferma dell'abisso che divide ancora la Russia dalle posizioni ucraine ed europee, Støre ha ammesso che dal colloquio sono emerse «grandi divergenze di vedute».

 

La telefonata era stata concordata con Volodymyr Zelensky. Ma ha diviso gli europei: da Italia, Danimarca ed Estonia è trapelato scetticismo sull'iniziativa dei due leader scandinavi. Stubb e Støre hanno successivamente informato il presidente ucraino dei contenuti della conversazione con Putin. E il presidente finlandese e il premier norvegese «hanno detto chiaramente al leader russo che occorre una de-escalation» riguardo agli attacchi russi «contro l'energia e le infrastrutture», ha sostenuto Zelensky su X.

 

VLADIMIR PUTIN AL TELEFONO

Tra gli obiettivi dichiarati del colloquio tra i due leader europei e Putin c'è quello di preparare il trilaterale Russia-Stati-Uniti-Ucraina previsto a novembre ad Abu Dhabi. L'ultimo tentativo di aprire un filo diretto tra Europa e Russia risale all'estate del 2025, quando il presidente francese Emmanuel Macron aveva chiamato Putin, scontrandosi con un muro.

 

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La scorsa settimana i due inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, avevano fatto tappa a Oslo per incontrare proprio Stubb e Støre prima di volare a San Pietroburgo per incontrare Putin. «Siamo vicini diretti della Russia» ha ricordato ieri Stubb: «I risultati di questa guerra avranno un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella dell'Europa nel suo insieme».

 

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GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN

Non tutti hanno apprezzato l'iniziativa di Stubb e Støre: la premier danese Mette Frederiksen si è detta «molto scettica» della fuga in avanti dei due colleghi scandinavi. In serata, anche da uno dei Paesi più intransigenti con la Russia è arrivato un commento negativo: la telefonata «comporta più minacce che opportunità, poiché potrebbe erodere l'unità europea e favorire la Russia» ha detto il segretario generale del ministero degli Esteri estone, Jonatan Vseviov.

 

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steve witkoff a san pietroburgo incontra putin

Gelido il commento da Bruxelles sul passo in avanti dei due paesi scandinavi: «I negoziati si svolgono in diversi formati, in luoghi diversi e a diversi livelli, coinvolgendo capi di Stato e di governo, ministri, alti diplomatici e funzionari. L'Ue è coinvolta. Non abbiamo altro da aggiungere in questa fase», sono le parole di un portavoce della Commissione. […]

 

2 - "I TENTATIVI ISOLATI FALLISCONO" LA STOCCATA DELLA PREMIER AI BIG UE CHE LA ESCLUDEVANO

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni

La certificazione del fallimento della strategia degli E3. La fine del progetto di Francia, Germania e Regno Unito di gestire a nome dell'Europa il disgelo con Mosca. E ancora, un colpo politico all'E3 che aveva escluso l'Italia dal tavolo europeo che conta. Un favore allo Zar, che può scegliere l'interlocutore e dividere i partner Ue, ma soprattutto la dimostrazione che da soli si finisce stritolati dalla morsa tra Trump e Putin.

 

Nel giorno in cui il presidente finlandese e il premier norvegese telefonano al presidente russo, Giorgia Meloni si scaglia contro il tentativo delle principali tre cancellerie continentali di aprire un negoziato con il Cremlino.

 

IL PREMIER NORVEGESE JONAS GAHR STORE E IL PRESIDENTE FINLANDESE ALEXANDER STUBB

La premier aveva già criticato pubblicamente l'accelerazione anglo-franco-britannica, adesso sostiene: l'avevo detto. Fa mostra di un europeismo di necessità, una virata azzardata per chi ha osteggiato i Volenterosi e ha speso il primo anno di presidenza Trump a invocare una tregua con il tycoon, rallentando in diverse circostanze le mosse di Bruxelles. [...] 

 

La presidente del Consiglio indica proprio questo «vuoto» decisionale in Europa come il freno al protagonismo del continente. La ragione che «spinge le singole nazioni a muoversi su base nazionale».

 

«È per questa ragione - fa trapelare - che l'Italia sostiene da tempo che bisogna designare al più presto, e in modo condiviso, una o più personalità con un chiaro mandato a parlare a nome dell'Europa».

 

vertice dei volenterosi a parigi - Giorgia meloni keir starmer emmanuel macron friedrich merz

Per Meloni, il tempo sta per scadere: la trattativa «non aspetta e l'Ue deve decidere chi la rappresenta e deve farlo rapidamente, non può continuare a muoversi in ordine sparso e in formati che mutano», pena «la progressiva perdita di peso nel negoziato».

 

È una critica feroce a Emmanuel Macron e Friedrich Merz, ma anche al neo premier britannico Andy Burnham. Detta ancora più brutalmente, seguendo i ragionamenti di Palazzo Chigi: la proposta di mediazione dei tre è, di fatto, già deragliata. [...]

 

La leader non sembra ostile a questo formato scandinavo, avendo già in passato auspicato che a guidare i negoziati fossero potenze di medio calibro. Per questo, esprime «stima» per i due leader e ricorda che Finlandia e Norvegia hanno molto da dire anche perché sono limitrofi al territorio russo. Resta il fatto, rileva, che tocca comunque ai Ventisette assicurare un eventuale mandato.

 

VERTICE EUROPEO PER L UCRAINA A PARIGI

Che tocchi davvero a loro, oppure al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa è questione che per Palazzo Chigi va affrontata presto. Per Meloni, è proprio Costa a dover prendere in mano il pallino e favorire un compromesso. Con una call degli Stati membri o, al più tardi, durante il summit informale che si terrà a Dublino il prossimo 12 e 13 novembre. «Il governo – promette - è pronto a continuare a fare la sua parte perché questa scelta avvenga in tempi brevi».

 

IL PRESIDENTE FINLANDESE ALEXANDER STUBB E IL PREMIER NORVEGESE JONAS GAHR STORE

Molto si muove, in queste ore, attorno al dossier ucraino. Anche perché il governo continua a rimandare il pacchetto armi per Kiev. E anzi, adesso trapela un certo fastidio verso Parigi, che avrebbe garantito senza troppo consultare l'Italia a Zelensky le dotazioni entro ottobre […]

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