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MA QUALE PROTESTA PER IL CAROVITA! I DEVASTATORI DI MILANO HANNO COME UNICO OBIETTIVO LA “CACCIA ALLO SBIRRO” – COME A PARIGI, I GIOVANISSIMI SCESI IN STRADA PER LA MANIFESTAZIONE “ITALIA IN PIAZZA” NON HANNO LEADER NÉ IDEOLOGIE. IN GRAN PARTE SONO MARANZA E ITALIANI DI SECONDA GENERAZIONE CHE HANNO RABBIA DA SFOGARE E DA RIPRENDERE E POSTARE SUI SOCIAL, TIKTOK SU TUTTI – IL FATTO CHE QUESTI VANDALI SIANO APOLITICI, CANI SCIOLTI, PERMETTE LORO DI SFUGGIRE AI RADAR DELLA DIGOS, CHE IN QUESTE OCCASIONI NON HANNO REFERENTI CON CUI PARLARE E PROVARE A MEDIARE – QUASI LA METÀ DI QUELLI FINITE IN QUESTURA A MILANO IERI SERA SONO MINORENNI…

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CHI SONO I DEVASTATORI DI MILANO: NESSUN LEADER O SCHEMA, SOLO LA CACCIA ALLO SBIRRO

Estratto dell’articolo di Carmine R. Guarino per https://milano.repubblica.it/

 

SCONTRI E VIOLENZE IN PIAZZA DUOMO A MILANO

Una regola: nessuna regola. Nessun leader, nessun capo, nessuno schema, probabilmente nessuna ideologia né “movente”. Ma un solo obiettivo, dichiarato: spaccare tutto. A Milano come a Parigi, davanti al Duomo come sotto la Torre Eiffel.

 

Simboli da assaltare per poi rivendicare blitz e raid violenti sui social, TikTok su tutti: la vetrina preferita degli improvvisati “rivoluzionari” che ieri pomeriggio, fino a sera, hanno messo a ferro e fuoco il cuore del capoluogo meneghino, tra cestini rovesciati, barricate improvvisate, vetrine devastate – quelle reali, dei negozi – e una caccia allo “sbirro” senza pietà [...]

 

manifestanti violenti devastano milano

In alcune occasioni quegli stessi “sbirri”, poliziotti e carabinieri coi caschi indossati per proteggere, a volte inutilmente, le teste, hanno dovuto accettare quasi la resa. E hanno dovuto indietreggiare davanti a quel manipolo di tre, quattrocento ragazzi che hanno trasformato la manifestazione “Italia in piazza” – contro il carovita e i prezzi della benzina alle stelle – in un uragano di devastazione cieca.

 

Un’operazione che non appare riconducibile a sigle, collettivi o movimenti, perché, come già accaduto in passato, chi ieri si è preso il centro città non ha un gruppo di riferimento, non ha partiti, ha “solo” rabbia da sfogare ed esibire

 

manifestanti violenti devastano milano

[…] ieri sera tra la sessantina di persone portate in Questura – arriveranno arresti, denunce e provvedimenti del questore – quasi la metà era minorenne. "Facce da bambini, davvero", la frase che come un triste mantra viene ripetuta nei corridoi di via Fatebenefratelli, a testimonianza dell'età di chi ha voluto giocare a fare la guerriglia.

 

Scene così si erano già viste in stazione Centrale, a settembre dello scorso anno, e poi in tangenziale. Il copione è stato identico: sassi contro poliziotti e carabinieri, cariche, scontri, pioggia di lacrimogeni. Ma identici erano anche – e non è un dettaglio da poco – vestiti e accessori dei protagonisti della rivolta: berretti che si trasformano in passamontagna, tute, scarpe da tennis, marsupi spesso griffati.

 

manifestanti violenti devastano milano

La “firma” dei giovani, giovanissimi, anche minorenni, italiani e italiani di seconda generazione, che soprattutto nel weekend si spostano dalle periferie e dalle cittadine dell’hinterland per ritrovarsi in centro a Milano.

 

Il loro essere sostanzialmente apolitici, “fluidi”, cani sciolti, gli permette di sfuggire ai radar degli specialisti della Digos, che in queste occasioni – in Centrale, in tangenziale e ieri in Duomo – non hanno referenti con cui parlare, trattare, provare a mediare.

 

manifestanti violenti devastano milano

E così non c’è altra via se non lo scontro, che sabato ha fatto finire in ospedale venticinque persone, tra cui dieci militari e agenti. Ieri qualcuno era evidentemente arrivato preparato all’appuntamento, altrimenti non si spiegherebbe il possesso di fumogeni e bombe carta o di guanti per rispedire al mittente i lacrimogeni, ma il grosso dei devastatori è stato attirato dai primi tafferugli e dal successivo tam tam social. Come se il caos fosse per loro garanzia di poter crearne altro, di caos.

 

scontri tra manifestanti e polizia a milano

Così alcuni si sono spostati dalle città di provincia in cui la stessa manifestazione non aveva attirato gente. Si sono aggiunti alla nuvola che si era già creata a Milano – punteggiata in minima parte da bandiere proPal e kefiah – e in un attimo i passamontagna si sono calati sul volto, qualche maglietta si è trasformata in strumento per coprire il viso [...]

 

Tutto, spesso e volentieri, a favore di smartphone: mossa necessaria per dare ancora più valore a quelle scene. Scontato il sottofondo musicale della clip: “Tout le monde déteste la police”, l’unico inno dei devastatori.

SCONTRI A MILANOSCONTRI A MILANOSCONTRI A MILANOSCONTRI A MILANOScontri a milano Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia colpito alla testa da un sampietrino