violet dickinson e virginia woolf

“QUALI PROFONDITÀ, QUALI ARDENTI PROFONDITÀ VULCANICHE, IL TUO DITO HA SAPUTO RISVEGLIARE IN ME…” – QUANDO VIRGINIA WOOLF SI ECCITAVA PENSANDO A VIOLET DICKINSON, SUO AMORE DI GIOVINEZZA E AMICA DI FAMIGLIA DI 17 ANNI PIÙ GRANDE DI LEI – NELLE LETTERE APPASSIONATE SCRITTE A QUESTA DONNONA DI 1 METRO E 90, NUBILE, CHIAMATA “DONNA MIA”, LA SCRITTRICE SI FIRMA CON PASSIONE “LA TUA AMANTE” E “LA TUA CAPRA AMOROSA”

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Estratto dell’articolo di Sara De Simone per “la Stampa”

 

virginia woolf

Che ragazza è stata Virginia Woolf? […] Virginia Woolf, la scrittrice depressa, Virginia Woolf la serissima autrice di un romanzo come Le onde… e se accanto e oltre tutto questo ci fosse una Virginia Woolf comica e spensierata? Una giovane donna dedita al gioco narrativo e agli svaghi amorosi? Basta aprire Vita di Violet (Feltrinelli), il volume di recente uscita che contiene tre dei suoi racconti giovanili inediti, per avere prova di questo e di molto altro.

 

Innanzitutto, come ci racconta Nadia Fusini nella bella e ricca introduzione al libro, queste short stories sono un tributo d'amore: è per Violet Dickinson, amica di famiglia di 17 anni più grande di lei, che Virginia le scrive.

 

Dunque, nella sua vita non ci fu solo Vita Sackville-West, a cui pure fece un dono d'amore (e che dono!), l'Orlando – un'altra donna fece battere il suo cuore di ragazza, anzi di più: un'altra donna accese in lei «profondità vulcaniche». Così Virginia scrive in una lettera a Violet del 1903: «Quali profondità, quali ardenti profondità vulcaniche, il tuo dito ha saputo risvegliare in Sparroy – rimasta finora del tutto inerte». «Sparroy» naturalmente è Virginia, che così si autonomina giocosamente, firmandosi alternativamente come «la tua amante» e «la tua capra amorosa». Quanto a Violet, nelle lettere Virginia le si rivolge chiamandola «my woman», «donna mia».

 

VIOLET DICKINSON E VIRGINIA WOOLF

 

Insomma, non ci sono dubbi: l'amore dei 20 anni di Virginia Woolf si chiama Violet, ha 37 anni, è alta più di 1 metro e 90, non ha marito, si è costruita un cottage tutto per sé nella campagna dell'Hertfordshire ed è una filantropa, proprio come la madre di Virginia, troppo presto venuta a mancare.

 

Violet è una donna che fa del bene: assiste gli ammalati, protegge gli indifesi, aiuta gli orfani. E fa del bene anche a Virginia, che a ogni lutto rischia di crollare (prima la madre, poi la sorellastra Stella, poi il padre Leslie). Ogni volta che qualcuno muore e Virginia scivola nella depressione Violet c'è, se ne prende cura, addirittura la porta a vivere con sé in campagna. Naturale che Virginia voglia renderle omaggio. […]

 

[…] Ma perché è interessante leggere questi racconti? Prima di tutto perché, come abbiamo detto, rimandano a un periodo dell'esistenza della scrittrice di cui sappiamo o parliamo troppo poco. In secondo luogo, perché in queste prime, giocose prove di scrittura già s'intravedono i segni della scrittrice che Woolf diventerà. […] Smettere di cominciare dalla fine – dal suicidio – sarebbe un ottimo esercizio. E non per chiudere gli occhi davanti all'evidenza di una tragedia, ma per restituire complessità a una vita che fu piena anche di gioia, di bellezza, di risate.

virginia woolfVirginia Woolf

VIOLET DICKINSON

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