DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS…
ADESSO ANCHE LA SPAGNA VALUTA L'INTRODUZIONE DEL GREEN PASS - LA QUARTA ONDATA DI CONTAGI HA SPINTO I GOVERNATORI A RICORRERE AL CERTIFICATO, ALMENO PER BUONA PARTE DELLE ATTIVITA' SOCIALI, DALL'INGRESSO AL RISTORANTE FINO ALLA MOVIDA E AI LOCALI NOTTURNI - IN ZONE COME LA NAVARRA E I PAESI BASCHI, L'INCIDENZA DEI CONTAGI OGNI 100 MILA ABITANTI E' ORMAI A 203 E 188 - MA RESTA UN PROBLEMA GIURIDICO PERCHE'...
Giovanni Ruggiero per open.online
La quarta ondata di contagi in Spagna sta spingendo diversi governatori a ricorrere al Green pass obbligatorio, almeno per buona parte di attività sociali che vanno dall’ingresso nei ristoranti, agli alberghi fino alla movida nei locali notturni.
Come scrive il quotidiano spagnolo El Pais, in zone come la Navarra e i Paesi Baschi, l’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti è ormai rispettivamente a 203 e 188. Dati che superano la media nazionale a 88,6 casi ogni 100 mila abitanti, per quanto lontani dalle cifre drammatiche di novembre dello scorso anno, quando in Spagna l’incidenza superava i 470.
La curva pandemica di Coronavirus è però in forte rialzo, nonostante il 79 per cento degli spagnoli sia stato vaccinato con la seconda dose, con un aumento del 67 per cento in due settimane. La situazione spagnola non è quella austriaca, dove i casi ogni 100 mila abitanti superano i 1.000, ma le situazioni locali sempre più gravi sembrano non lasciare altre opzioni ai governatori, se non quella di ricorrere al certificato verde per frenare l’ondata.
Il governo basco ha chiesto l’autorizzazione per imporre l’accesso ai locali notturni e ai ristoranti con il Green pass. Sulla scia anche la Galizia, dove già il certificato è obbligatorio per i locali notturni. Il governo galiziano ora spera di poter estendere l’obbligo del pass anche per le visite dei parenti negli ospedali e per l’accesso sul posto di lavoro degli operatori sanitari. Per medici e infermieri, la Galizia punta a imporre in alternativa un tampone ogni 15 giorni.
E anche a Valencia le autorità locali valutano il ricorso al Green pass, ma solo: «dove è ragionevole» e cercando di evitare: «restrizioni inutili», come ha detto il governatore Ximo Puig lo scorso martedì. In Aragona, nel Nord Est del Paese, il governo locale aveva provato a introdurre il Green pass per regolare gli accessi ai locali notturni. Ma come già accaduto in Galizia la scorsa estate, oltre che in Andalusia, Cantabria e Canarie, la Corte suprema ha congelato l’ipotesi.
Mentre gli esperti, scrive El Pais, si dicono d’accordo nel ricorrere al certificato verde quantomeno per spingere ulteriormente chi non si è vaccinato a farlo al più presto, resta in Spagna il problema tutto giuridico. I governatori infatti chiedono a Madrid che si renda più omogeneo il quadro di regole almeno attorno al Green pass, in modo da permettere loro di imporne l’uso in base alle situazioni contingenti.
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