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CHE FLOP 'STA “HOLLYWOOD SOTTO LA MOLE”! – PRODEA GROUP, LA SOCIETÀ CHE AVEVA REALIZZATO A MIRAFIORI, NELLA PERIFERIA DI TORINO, GLI STUDIOS CINEMATOGRAFICI FREQUENTATI, TRA GLI ALTRI, DA JOHNNY DEPP, MIKE TYSON, BELLA THORNE E JAMES FRANCO, È FINITA IN LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE - NEL 2024 L’AZIENDA FATTURAVA QUASI 26 MILIONI DI EURO, MA AVEVA ACCUMULATO PERDITE PER 3,4 MILIONI. A PESARE SULLA CRISI ANCHE I MANCATI PAGAMENTI DEL PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, CHE AVEVA FIRMATO UN CONTRATTO D’AFFITTO DA 12 MILIONI DI EURO IN CINQUE ANNI E PROMESSO ALTRI 50 MILIONI DI INVESTIMENTI - MA IL FONDATORE CORRADO CAMILLA SPERA IN UN RILANCIO...

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Estratto dell'articolo di Fabrizio Accatino Leonardo Di Paco per “La Stampa”

 

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Il sogno della Hollywood torinese si è infranto contro i debiti e una crisi finanziaria che neppure la vendita di parte delle attività è riuscita a fermare. Prodea Group, la società che aveva trasformato un capannone di Mirafiori negli studios cinematografici frequentati da Johnny Depp e Mike Tyson, finisce in liquidazione giudiziale.

 

A disporla è stato il Tribunale di Torino il 20 ottobre, nei confronti di Led Studios Spa, il nuovo nome della storica azienda torinese di comunicazione ed eventi. Una realtà fondata nel 1995 da Corrado Camilla e Marco Cicchetti, arrivata nel 2024 a sfiorare i 26 milioni di euro di fatturato, ma con perdite per quasi tre milioni e mezzo. Poi il tentativo di risanamento, la cessione del ramo eventi per tre milioni e, infine, l’apertura della procedura concorsuale.

 

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NEL 2024 L’ARRIVO IN CITTÀ DI PRODUZIONI INTERNAZIONALI

[…] Era il 2024 e in città arrivavano produzioni internazionali e una sfilata di star: Johnny Depp, James Franco, Jean-Claude Van Damme, Mike Tyson, Bella Thorne. Per tutti, la destinazione erano gli studios Prodea di strada della Manta, a pochi passi dalla Fiat Mirafiori. Uno dei poli di produzione virtuale più avanzati d’Europa, con un gigantesco ledwall curvo capace di ricreare qualsiasi ambiente – naturale o digitale – a scelta del regista. […]

 

UN CONTRATTO DI LOCAZIONE QUINQUENNALE DA 12 MILIONI

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Il vero salto di qualità sembrava avere il volto (e il portafogli) di Andrea Iervolino, produttore italo-canadese nato a Cassino. […] Con gli studi torinesi aveva siglato un contratto di locazione quinquennale da 12 milioni, promettendo investimenti per altri 50 milioni. Li aveva ribattezzati, almeno nella comunicazione dei propri film, come sede decentrata dei Tuscany Film Studios, la «Cinecittà nel Chianti» che avrebbe dovuto aprire in autunno.

 

 

LA MACCHINA SI È INCEPPATA

Poi la macchina si inceppa. […] Tra le maestranze cominciano a circolare proteste per i compensi non ricevuti. Emergono anche le difficoltà societarie di Iervolino, che rompe i rapporti con la socia Monika Bacardi, dando il via a una battaglia legale sulla gestione di Ilbe. Nel 2025 la società, nel frattempo ribattezzata Sipario Movies, entra in crisi, fino alla richiesta di liquidazione giudiziale.

 

Parallelamente, la Procura di Roma avvia indagini sul presunto utilizzo irregolare dei crediti d’imposta cinematografici, mentre il ministero della Cultura dispone la revoca di agevolazioni fiscali per decine di milioni, una decisione contestata dalla società. In questa vicenda finisce anche Prodea, che lamenta il mancato pagamento dei canoni pattuiti con Iervolino.

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I CONTI PRECIPITANO

Intanto, i conti del gruppo torinese precipitano. Il bilancio 2024 si chiude con 25,9 milioni di ricavi, in crescita del 14% ma con una perdita netta di 3,4 milioni (contro l’utile di 158 mila euro dell’anno precedente). Nel 2025 Prodea ricorre alla composizione negoziata della crisi, cercando una via d’uscita attraverso la cessione delle attività.

 

A gennaio 2026, con l’autorizzazione del Tribunale, il ramo eventi viene acquistato da Casta Diva Group per tre milioni di euro. Un’attività che nel 2024 aveva prodotto 11,9 milioni di ricavi e 2,2 milioni di margine operativo lordo. Ma l’operazione non basta a salvare la società.

 

IL TENTATIVO DELLA COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI

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«Purtroppo è così», conferma Corrado Camilla. «Avevamo provato la strada della composizione negoziata della crisi, vendendo anche gli altri due studi di strada della Manta. Purtroppo non è bastato. Quegli studi esistono dal 2023, ma la nostra società si occupa di eventi da trent’anni. A lungo siamo stati tra i leader del settore, poi la situazione è cambiata. Abbiamo pagato una serie di fattori imprevedibili come il Covid e il blocco delle produzioni cinematografiche italiane, a seguito del cambiamento della legge sul tax credit». Su Iervolino preferisce non entrare nei dettagli. «Certo, la situazione ci ha creato problemi, ma lui era solo uno dei vari locatari».

 

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Camilla chiede però di non trasformare la liquidazione societaria nel funerale del grande cinema a Torino: «Lo studio virtuale è ancora lì, intatto, con le attrezzature e il grande ledwall. Qualcuno che lo rileverà ci sarà sicuramente, siamo certi che tornerà a vivere».