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IL VERO “SQUID GAME” E’ VIVERE IN COREA DEL NORD – ALCUNI FUORIUSCITI DA PYONGYANG HANNO RACCONTATO CHE IL REGIME DI KIM JONG UN HA GIUSTIZIATO ALCUNI LICEALI “COLPEVOLI” DI AVER VISTO LE SERIE TV SUDCOREANE, COME “SQUID GAME”, O DI AVER ASCOLTATO K-POP - UNA LEGGE INTRODOTTA NEL 2020 DEFINISCE I CONTENUTI CULTURALI SUDCOREANI COME “UN'IDEOLOGIA CORROTTA CHE PARALIZZA IL SENSO RIVOLUZIONARIO DEL POPOLO” E PREVEDE PENE DAI 5 AI 15 ANNI DI LAVORI FORZATI PER CHI GUARDA O POSSIEDE SERIE TV, FILM O MUSICA DI SEUL – L’UNICO MODO PER FARLA FRANCA? CORROMPERE I FUNZIONARI O LASCIARGLI LA CASA…
Estratto dell’articolo di Daniele Castellani Perelli per “la Repubblica”
Morire per "Squid Game". Non è la trama della popolarissima serie tv sudcoreana trasmessa da Netflix, ma una notizia che filtra in Occidente da Pyongyang. In interviste condotte da Amnesty International a 25 nordcoreani fuggiti dal misterioso e crudele regime di Kim Jong-un emerge infatti che alcuni liceali sono stati giustiziati per aver guardato la serie tv o aver ascoltato musica K-pop, prodotti culturali che hanno fatto la fortuna globale dell'odiata Sud Corea.
Gli intervistati hanno raccontato di studenti mandati a morte nella provincia di Yanggang, vicina al confine cinese, mentre altri sono stati chiusi in campi di lavoro o umiliati pubblicamente.
Non è la prima volta che arrivano segnalazioni di questo tipo. Già nel 2021 Radio Free Asia aveva documentato un'esecuzione nella provincia del Nord Hamgyong per una persona che aveva distribuito "Squid Game". E in quello stesso anno il Korea Times aveva riferito che un gruppo di adolescenti era stato catturato e indagato per aver ascoltato il gruppo sudcoreano Bts.
Una legge introdotta nel 2020 definisce i contenuti culturali sudcoreani come «un'ideologia corrotta che paralizza il senso rivoluzionario del popolo» e prevede pene dai 5 ai 15 anni di lavori forzati per chi guarda o possiede serie tv, film o musica di Seul. Inoltre si rischia la pena di morte per la distribuzione di «grandi quantità» di contenuti o l'organizzazione di proiezioni di gruppo, e le esecuzioni vengono condotte in pubblico davanti a migliaia di studenti, per i quali lo "spettacolo" fa parte della loro "educazione ideologica". Ed esiste anche un'unità specializzata delle forze dell'ordine, il Gruppo 109, che effettua perquisizioni domiciliari e per strada.
Il 39enne Choi Suvin, fuggito dalla Corea del Nord nel 2019, ha affermato che c'è un solo modo per evitare le pene, ovvero corrompere i funzionari con delle tangenti o, per chi non ha abbastanza soldi, vendere le proprie case. Nonostante i rischi, il consumo di cultura sudcoreana e straniera è molto diffuso. Film e musica vengono introdotti tramite chiavette Usb provenienti dalla Cina […]
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