DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI…
GUARDIA DI FINANZA? NO, GUARDIA DI MISTICANZA! - A ROMA UN UFFICIALE DELLE FIAMME GIALLE OBBLIGAVA I SOTTOPOSTI AD ANNAFFIARGLI L'ORTICELLO CHE AVEVA COLTIVATO ALL'INTERNO DELLA CASERMA - A CHI PROTESTAVA RISPONDEVA: "SE ME FAI GIRA' I COGLIONI ME TOLGO IL GIACCHETTO E TE GONFIO" - IL GRADUATO, GELOSO DELLE SUE ZUCCHINE, AVEVA PIAZZATO DELLE TELECAMERE PER CONTROLLARE L'ORTO...
Giulia Moretti e Andrea Ossino per “La Repubblica – Edizione Roma”
Una caserma della guardia di Finanza trasformata in una sorta di casa vacanze, con tanto di orticello dove coltivare verdure e aromi e uno spazio dove i figli del comandante potevano giocare liberamente. E poi tavole imbandite per cene conviviali e uno scantinato dove custodire il gommone del graduato.
I fatti raccontati nel processo terminato davanti al tribunale militare sembrano surreali, eppure secondo i giudici sono accaduti realmente. E nascono dalla denuncia anonima di un militare della guardia di Finanza. Dopo 25 anni di servizio come «onorato servitore dello Stato», non riusciva più a sopportare chi «le regole non le rispetta». E così ha preso carta e penna e ha denunciato ai suoi superiori cosa accadeva nella caserma dalle parti di via Laurentina.
posto di blocco Guardia di finanza
Le cose non sono andate come sperava: individuato e accusato di diffamazione, è finito a processo. Ma con l’aiuto dell’avvocato Sebastiano Russo e grazie ai racconti degli stessi finanzieri è stato assolto. È emersa la verità. E adesso, considerando l’intransigenza della guardia di finanza verso certi comportamenti, potrebbe costare caro al comandante.
Capita, se un edificio pubblico assume le sembianze di una dimora privata. Il terreno interno alla caserma, infatti, è diventato l’orto personale del comandante, e ai sottoposti è stato gentilmente chiesto di innaffiare piantine e ortaggi.
Il graduato, a quanto pare, era particolarmente geloso dei prodotti offerti da quell’orticello curato con dovizia e impegno. E così ha fatto anche piazzare delle telecamere per custodire i preziosi doni della terra, casomai qualche mal intenzionato che si trovasse a passare tra i corridoi della caserma e gli venisse voglia di rubare qualcosa per impreziosire una cena.
A proposito di banchetti. Il comandante «organizzava cene conviviali con un numero cospicuo di sottoposti, intrattenendosi con gli stessi fino a tarda ora, non disdegnando di brindare con qualche bicchiere di troppo», ha denunciato il finanziere ricordando come la faccenda sarebbe avvenuta anche «nel periodo delicatissimo dell’emergenza pandemica».
frutta e verdura a forma di culo 3
La struttura offriva anche la possibilità di parcheggiare macchine e gommoni. Nulla di strano se non fosse che l’imbarcazione era quella privata del comandante, e la macchina invece era quella di servizio usata per trasportare i figli dell’ufficiale. Del resto i pargoli erano di casa: avrebbero scorrazzato tra i corridoi della struttura «quasi fosse una ludoteca». Inutile lamentarsi: «Se me fai girà i co... me tolgo er giacchetto e te gonfio. Se non te sta bene, fai domanda e vattene». [...]
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