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UNA ROTTURA IN MENO PER GLI OVER 70 - CON IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI CHI SUPERA LA SOGLIA DEI 70 ANNI NON AVRÀ PIÙ L’OBBLIGO DI RINNOVARE LA CARTA D’IDENTITÀ - NOVITÀ ANCHE PER LE FARMACIE CHE DIVENTERANNO DEI PRESIDI SANITARI: POTRANNO SOMMINISTRARE I VACCINI PREVISTI DAL PIANO NAZIONALE A CHI AVRÀ COMPIUTO ALMENO 12 ANNI, POTRANNO EROGARE SERVIZI DI TELEMEDICINA E FARE TEST DIAGNOSTICI…
Estratto dell’articolo di Alessandra Arachi per il “Corriere della Sera”
La novità che salta agli occhi è certamente quella della carta d’identità: dopo i settant’anni non sarà più necessario rinnovarla. Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione, ha voluto caratterizzare così il suo nuovo decreto semplificazioni.
E l’obiettivo è proprio quello: «Rendere più semplice la vita ai cittadini», ha detto il ministro annunciando anche importanti novità per le farmacie. Non c’è bisogno di spiegare l’ovvio della nostra burocrazia quotidiana. […]
PAOLO ZANGRILLO - FOTO LAPRESSE
Quindi le farmacie. Il ministro Paolo Zangrillo nel suo decreto ha rafforzato il ruolo delle farmacie rendendole un importante presidio sanitario. A cominciare dai vaccini.
Fino ad oggi potevano somministrare soltanto i vaccini di emergenza approvati durante il Covid 19 e soltanto a chi aveva compiuto almeno diciotto anni. Da adesso in poi i farmacisti saranno autorizzati a somministrare tutti i vaccini previsti dal piano nazionale a chi ha compiuto almeno dodici anni.
Non solo farmaci: grazie al decreto semplificazioni le farmacie potranno dispensare anche dispositivi medici necessari al trattamento dei pazienti. Di più: sarà possibile erogare anche servizi di telemedicina.
«Con il decreto semplificazioni — ha spiegato il ministro — il farmacista potrà effettuare test diagnostici decentrati a supporto di medici e pediatri, necessari per garantire l’appropriatezza prescrittiva e contrastare l’antibiotico resistenza».
Poteri che l’Unione nazionale Ambulatori e poliambulatori presieduta da Mariastella Giorlandino è pronta a contrastare «perché l’intento non è la tutela della salute visto che questi screening non hanno valore di atto medico, necessitano di ulteriori esami di verifica e aumentano la spesa pubblica».
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