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“NON HANNO AVUTO UN BRICIOLO DI UMANITÀ” – UNA 16ENNE MALATA DI CANCRO NON È STATA FATTA SALIRE SU UN VOLO RYANAIR A BOLOGNA: ERA REDUCE DEL TERZO CICLO DI CHEMIOTERAPIA E SI È PRESENTATA QUANDO L’IMBARCO ERA GIÀ CHIUSO – LO ZIO: “ABBIAMO PROVATO A SPIEGARE LE NOSTRE DIFFICOLTÀ MA NIENTE. QUANDO È PREVISTA L’ASSISTENZA AL PASSEGGERO BISOGNA ARRIVARE UN’ORA PRIMA DELLA PARTENZA, MA NOI…”
MICHAEL O LEARY RYANAIR OLEARY
Una ragazza di 16 anni malata di cancro si è vista rifiutare l'imbarco sul volo Ryanair in partenza da Bologna e diretto ad Alghero. Il caso è stato riportato dalla Nuova Sardegna: la ragazza, reduce del terzo ciclo di chemioterapia, si è presentata al check in alle 5:54 del mattino, mentre il decollo del volo era previsto alle 6:50. Al check in però le hanno detto che l'imbarco era già chiuso e che la prossima partenza utile era due giorni dopo.
Lo zio però non ci sta: «Una persona malata e debilitata dalle cure non dovrebbe mai subire un disagio simile. Non hanno avuto un briciolo di umanità», dice al quotidiano sardo. «Abbiamo provato a spiegare le nostre difficoltà legate alla presenza di una ragazzina bisognosa di cure, abbiamo anche detto che avremmo rinunciato all'assistenza all'imbarco ma la signora ha continuato a risponderci che non poteva fare nulla».
Poi, la fila a un'altra postazione, dove è stato detto loro che il prossimo volo utile era il mercoledì successivo. Il tutto, spiega lo zio, malgrado le suppliche della mamma della ragazza. «Ci precipitiamo trafelati al controllo passeggeri e alle 6.40 arriviamo al gate di imbarco. Avevano appena chiuso le porte. L'aereo era al di là del vetro, stava ancora imbarcando i passeggeri. Altre implorazioni fino alle 7.
Inutili come le precedenti. L'unico errore che possiamo aver commesso è non essere arrivati in aeroporto un'ora prima perché questo a quanto pare si deve fare quando è prevista l'assistenza al passeggero. Ma noi abbiamo detto che avremmo rinunciato. A quel punto allora perché non imbarcarci?». Per poter tornare a casa, a Oristano, i tre sono dovuti andare in treno a Roma e prendere un altro volo per Alghero da Fiumicino.
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