gisella cardia madonna trevignano

QUANTI CIALTRONI TRA I SANTONI - IN ITALIA CI SONO 226 DIOCESI. IN OGNUNA DI ESSE C'È ALMENO UN SEDICENTE VEGGENTE CHE AFFERMA DI VEDERE LA MADONNA O DI AVERE CONTATTI CON IL MONDO CELESTE. LO SCRIVONO MAURIZIO GRONCHI E DAVID MURGIA NEL LIBRO "L'INCHIESTA SU L’INVISIBILE. MARIA, I VEGGENTI, LA CHIESA" - TRA LORO CI SONO ANCHE GISELLA E GIANNI CARDIA CHE, A TREVIGNANO ROMANO, SOSTENGONO DI VEDERE LA MADONNA OGNI 3 DEL MESE (PUNTUALE COME LE TASSE) - LA VICENDA DI TREVIGNANO ROMANO MOSTRA CHIARAMENTE COSA DIVENTA IL SACRO QUANDO IL MISTERO DELLA FEDE ASSUME LA FORMA DI UN EVENTO DA CONSUMARE (E SU CUI LUCRARE)...

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Il caso di Trevignano Romano

Estratto da “Inchiesta su L’invisibile. Maria, i veggenti, la Chiesa”, di Maurizio Gronchi e David Murgia (ed. il Mulino), in libreria dal 30 ottobre 2026

 

MADONNA DI TREVIGNANO 2

In Italia ci sono 226 diocesi' e secondo un'ipotesi realistica o verosimile in ognuna di esse c'è almeno un sedicente veggente che afferma di vedere la Madonna o di avere contatti con il mondo celeste. Quindi, come minimo, circa duecento visionari infesterebbero la nostra penisola, raccontando le proprie performance spirituali. Ora quello che a noi interessa è osservare e verificare come e perché nascono questi presunti fenomeni soprannaturali e cercare di inserirli in una comune cornice esperienziale.

 

MADONNA DI TREVIGNANO 1

Almeno guardando al secolo scorso, non c'è dubbio che le grandi apparizioni mariane siano state capaci di mobilitare folle, memorie, identità, conflitti e allo stesso tempo siano diventate segni di un clamoroso risveglio religioso inaspettato.

 

Soprattutto nell'Ottocento, mariofanie e apparizioni sono spesso state lette e interpretate come interventi divini in momenti di profonda crisi, dolore, o aiuti celesti a drammi collettivi come guerre, disastri naturali.

 

Solo per fare qualche esempio: quanto accaduto a Lourdes (1858) o a Fatima (1917) può essere spiegato - ovviamente in un'ottica trascendentale - come una risposta divina, rispettivamente, contro il prepotente laicismo e anticlericalismo che si stava imponendo in Francia e per scongiurare lo spettro di una nuova guerra mondiale.

 

MADONNA DI TREVIGNANO 3

Questo per dire come ogni fenomeno di questo genere possa essere compreso solo intrecciando pietà popolare, fattori sociali, psicologici e politici. Il processo per cui si origina e si sviluppa un fenomeno soprannaturale è molto complesso. Il tutto nasce da una visione, che poi diventa racconto, devozione.

 

Si trasforma in una rete organizzata e può sfociare in un vero e proprio fenomeno collettivo. È interessante a questo proposito come alcuni studiosi parlino di veri e propri movimenti apparizionali assimilabili a nuove realtà religiose, capaci di mobilitare masse e di intercettare malumori e forme di dissenso nei confronti del cattolicesimo ufficiale.

 

È in questo contesto che sedicenti visionari - molto spesso donne - acquisiscono un ruolo di teologi popolari, cioè di mediatori simbolici capaci di generare comunità e dar vita a pellegrinaggi e a nuove forme di pratiche devozionali.

GISELLA CON SUO MARITO DAVANTI ALLA MADONNA DI TREVIGNANO

 

Oggi, in Italia, i sedicenti fenomeni mariani sono più che un'eccezione. Costituiscono un repertorio ricorrente della religiosità contemporanea che non può più essere ignorato o banalizzato. La presenza di tanti cosiddetti veggenti non è una curiosità folcloristica ma un vero e proprio indicatore di una domanda insistente di segni, messaggi, mediazioni. Insomma, di soprannaturale, una ricerca dell'invisibile.

 

Ed ecco perché è ormai indispensabile trattare questi fenomeni come eventi religiosi e confrontarli secondo una griglia comune: il profilo del veggente; il contenuto dei messaggi; la forma rituale che nasce attorno all'evento; la costruzione di gruppi; il rapporto con l'autorità ecclesiastica: i frutti spirituali reali; le possibili derive settarie.

Gisella Cardia 1

 

In sostanza, il fenomeno mariano va trattato come un fato religioso, sociale, narrativo e istituzionale.

 

Questo è stato - ad avviso di alcuni osservatori - l'errore della Chiesa cattolica contemporanea, il grande pasticcio: essersi avvicinata a questi fenomeni con sufficienza, come fossero eventi marginali; averli trascurati; non essere intervenuta tempestivamente e aver consentito la loro espansione.

 

La lentezza, il localismo e l'ambivalenza del discernimento, infatti, hanno troppe volte permesso a questi fenomeni di crescere fra tolleranza devozionale, attese indefinite e interventi tardivi espletati quando ormai il racconto del visionario di turno si era già trasformato in culto, identità e, soprattutto, in potere di muovere le coscienze.

 

MADONNA DI TREVIGNANO

Oramai ogni fenomeno di questo tipo si muove attraverso un percorso già tracciato. Di cui si è già fatta esperienza. Non si offre alla percezione dei fedeli come un evento assolutamente nuovo.

 

Il modello operativo che ogni sedicente veggente deve seguire per essere credibile è molto semplice: è quello di Medjugorje.

 

E proprio quanto accaduto (e forse accade?) in Bosnia-Erzegovina a essere considerato come l'archetipo di ogni apparizione mariana moderna che si rispetti. Tutti i visionari di oggi copiano il modello organizzativo di Medjugorje che è diventato un grande laboratorio di costruzione del carisma. Perché proprio qui - come abbiamo già detto - l'apparizione si è trasformata da episodio a sistema.

la madonna di trevignano

 

La sua forza non sta solo nell'evento originario del 1981, ma nell'aver modificato il momento apparizionistico in un dispositivo stabile, ripetibile, riconoscibile.

Il sistema Medjugorje riproduce, quindi, determinate dinamiche. Coincide, infatti, con una grammatica ben identificabile.

 

Il sedicente veggente di oggi, che voglia essere preso sul serio, non si limita a dichiarare di ricevere un'esperienza straordinaria. Non basta più che affermi «ho visto la Madonna». Deve collocarsi dentro una forma già nota: estasi e apparizioni pubbliche, messaggi seriali, riferimenti continui alla pace, alla conversione, alla preghiera; creazione di gruppi di preghiera, grande diffusione mediatica.

 

Ma soprattutto ci deve essere la serialità potenzialmente indefinita del fenomeno. Cioè, l'apparizione, il messaggio, deve avere una cadenza regolare e non avere mai una conclusione. Le apparizioni, quindi, non si devono esaurire in un ciclo breve e chiuso, ma si devono prolungare, aggiornare, calendarizzare. Proprio questa continuità modifica la percezione del fenomeno. Che non sarà più un'irruzione puntuale del soprannaturale, ma una presenza che torna, parla, accompagna, ammonisce. Scandendo il tempo dei fedeli.

 

Più che un semplice precedente, Medjugorje è un codice. Ha insegnato agli «apprendisti» veggenti come presentarsi, ai devoti come riconoscere il fenomeno, ai media

fedeli riuniti a trevignano di fronte alla madonna

come narrarlo.

 

Medjugorje, quindi, è diventato il benchmark di credibilità di ogni apparizione mariana contemporanea che voglia imporsi nello spazio pubblico cattolico.

 

Il repertorio del divino

È proprio da una statuetta della Madonna comprata a Medjugorje che inizia la complicata vicenda di Trevignano Romano - località vicino a Roma -, in cui due coniugi (Gisella e Gianni Cardia) si dicono destinatari di eventi soprannaturali. Sono stato il primo (come giornalista) ad arrivare sul posto e a documentare questi avvenimenti. Un vortice di presunte manifestazioni celesti di cui si è parlato per anni e che ha tenuto banco anche all'interno della Chiesa istituzionale.

Gisella Cardia

 

Ogni giorno 3 del mese - a partire dal 2016 - nella cittadina laziale si radunavano diverse persone per le presunte apparizioni della Madonna. Sostanzialmente i presunti fenomeni consistevano in estasi, apparizioni, lacrimazioni di sostanza rossa e bianca da statue sacre, stimmate, emografie! e strani disegni di croci che appa rivano dentro l'appartamento dei due coniugi. Il primo evento da cui è partito tutto il fenomeno di Trevignano Romano è stato proprio la trasudazione di liquido dalla statuetta di Maria acquistata a Medjugorje.

 

nel cielo sopra trevignano la statua della madonna appesa a un drone

La signora Gisella, da quel momento, si è trasformata in presunta veggente, destinataria di apparizioni non solo della Madonna, ma anche di Gesù e di Dio.

 

All'inizio, dunque, non c'è ancora un «caso Trevignano» nel senso pieno del termine. C'è solo una vicenda che si presenta con tutti gli ingredienti capaci di attirare attenzione religiosa e curiosità popolare: la Madonna che parla, i messaggi che si susseguono, le profezie (tutte disattese) di cataclismi e guerre, gli gnocchi e la pizza che la stessa autoproclamata veggente moltiplica per stanare i tanti ospiti che ha a casa per una cena. Quindi, non assistiamo a un episodio isolato, ma a una trama che si prolunga nel tempo e che promette rivelazioni, ammonimenti, miracoli.

 

Attorno al nucleo iniziale - formato dalla coppia e da qualche amico - il fenomeno si struttura rapidamente.

 

Il piccolo appartamento lontano dal centro di Trevignano Romano dove vivono Gianni e Gisella non basta più a contenere i fedeli. Le persone che vogliono partecipare ai presunti fenomeni soprannaturali della donna sono troppe per starci dentro. Occorre pensare in grande. Ed ecco che arriva il campo che ospiterà tutti i fedeli che vogliono vedere la cosiddetta veggente.

 

nel cielo sopra trevignano la statua della madonna appesa a un drone

Viene aperto un sito web dove vengono raccolti e resi consultabili i messaggi ritenuti di origine soprannaturale. Si organizzano incontri e colloqui personali con Gisella. E si cominciano a raccogliere soldi grazie a una associazione. In altre parole, quanto accade a Trevignano Romano smette presto di essere soltanto una devozione spontanea. Si trasforma, si organizza, si presenta, si racconta pubblica-mente, assumendo una forma sempre più riconoscibile anche all'esterno.

 

Nel frattempo crescono anche i racconti di presunti prodigi. Il caso si allarga sempre di più: non c'è solo la statuetta che avrebbe lacrimato, ma un intero repertorio del divino che alimenta il passaparola, incuriosisce sempre più credenti e rende Trevignano uno di quei luoghi in cui il soprannaturale, o meglio l'invisibile - prima ancora di essere verificato -, viene vissuto come esperienza condivisa.

 

E mentre la Chiesa istituzionale si riscopre smarrita e inadeguata e si domanda come deve muoversi e cosa deve fare, il caso di Trevignano Romano è già riuscito a guadagnare una forma pubblica, con una comunità di credenti, un linguaggio di appartenenza, un luogo da raggiungere e una storia da raccontare.

 

LA MADONNA DI TREVIGNANO PIANGE IN DIRETTA SU CANALE 5

Solo sette anni dopo l'inizio di tutto questo, la diocesi riesce a reagire e a dar vita a una commissione di studio che il 6 marzo 2024 (sono passati otto anni) si esprime con un constat de non supernaturalitate, Quanto è accaduto a Trevignano Romano non è di origine soprannaturale. Dal punto di vista religioso, i fenomeni asseriti da Gisella e Gianni Cardia per la Chiesa cattolica sono completamente falsi.

 

Nelle motivazioni, il decreto della diocesi di Civita Castellana mette in fila lacune e contraddizioni nei fenomeni, discrepanze nelle testimonianze, elementi ritenuti problematici sul piano dottrinale per quanto riguarda i messaggi e, soprattutto, un effetto divisivo dentro la comunità ecclesiale.

 

Il testo, inoltre, vieta ai sacerdoti di celebrare sacramenti o guidare atti di pietà popolare collegandoli agli eventi di Trevignano; impone ai soggetti coinvolti di aderire alle decisioni del vescovo; chiarisce che il titolo Madonna di Trevignano non ha alcun valore ecclesiale e, infine, avverte i fedeli di astenersi dall'organizzare o partecipare a incontri che presentino come certa la so-prannaturalità del fenomeno.

 

Solo tre mesi dopo (27 giugno 2024) il provvedimento diocesano, dal Vaticano arriva la conferma. Fine della storia religiosa di Trevignano Romano.

 

meme su matteo salvini e la madonna di trevignano

Contemporaneamente, la Procura di Civitavecchia ha aperto un'indagine nei confronti della coppia per falsi miracoli. L'accusa per Gianni e Gisella è concorso in truffa.

 

Avrebbero messo in scena apparizioni e trasudazioni della Beata Vergine e prefigurato futuri cataclismi e sciagure, come terremoti, per indurre i fedeli a donare soldi per il culto della Madonna di Trevignano. Ma a noi piace essere garantisti. Quindi restano innocenti fino al terzo grado di giudizio.

 

Le indagini avrebbero ricostruito - però - una raccolta complessiva di circa 365.000 euro che, secondo l'accusa, «non risulta destinata alle opere benefiche previste nello statuto».

L EX VESCOVO ROMANO ROSSI NEL 2016 HA BENEDETTO LA STATUA DELLA MADONNA DI TREVIGNANO

Il soprannaturale diventa un format televisivo

 

Per chi, come me, ha seguito per motivi professionali tutta la vicenda fin dall'inizio, il caso di Trevignano Romano ha conosciuto una svolta decisiva in un momento ben preciso. Il punto di svolta non è arrivato da un presunto segno divino, da una lacrimazione o dai successivi decreti ecclesiastici.

 

La rottura è avvenuta quando ho visto la sedicente veggente Gisella e il consorte raggiungere il luogo delle apparizioni a bordo di un suv con i vetri oscurati, protetti da un bodyguard. In quel preciso momento, quello che era stato presentato come un incontro di fede e preghiera ha mutato radicalmente pelle.

FEDELI INTORNO ALLA STATUA DELLA MADONNA DI TREVIGNANO

 

La stridente presenza di guardie del corpo e vetture di lusso ha lasciato un'impronta indelebile, tanto in me quanto nel sentimento collettivo. Una fotografia simbolica che, a mio avviso, ha segnato in modo irreversibile il destino di questo fenomeno.

 

Il momento clou, cioè le apparizioni, insomma, è entrato in una grammatica nuova: non solo esperienza da vivere in modo intimo, ma performance da mettere in scena. Per cui chi vi assiste non è più solo un pellegrino o un devoto.

 

Ma è soprattutto uno spettatore che attende l'arrivo della protagonista (dei protagonisti), ne osserva i gesti, decifra i segnali, vive la tensione dell'evento.

 

Tanto più che il nucleo originario - composto dalla coppia e da qualche sostenitore - è diventato simile a un'azienda. Un'azienda con un proprio staff, con una comunicazione sempre più formalizzata e addirittura con una portavoce ufficiale.

 

la statua della madonna appesa a un drone nel cielo sopra trevignano

Nei fenomeni mediatici, infatti, spesso è proprio l'immagine a cambiare tutto. E ora la devozione popolare non è più il focus del fenomeno. Lo diventa la rappresentazione del potere, la gestione dell'evento e la costruzione del consenso.

 

In un colpo solo, quel contesto che dichiarava di richiamarsi alla semplicità dell'esperienza soprannaturale assumeva invece i contorni di una messa in scena minuziosamente controllata. Di un format ben diretto. Di un vero e proprio show. Di uno spettacolo spirituale.

 

Perché la verità è che non c'era più un piccolo gruppo di persone che pregavano attorno a una figura carismatica, ma una sedicente veggente che arrivava blindata e protetta e che recitava una parte durante un evento organizzato, gestito e strutturato. Poi si sa che più una manifestazione appare inaccessibile, protetta, separata, più cresce il suo potere simbolico. La distanza produce fascino.

 

Chi lavora in televisione sa bene che per avere un format ci devono essere elementi riconoscibili e ripetibili, come un luogo fisso, un appuntamento atteso, uno show-man, un pubblico, una liturgia scenica, un meccanismo di attesa. Deve essere un racconto che si rinnova a puntate dove ogni particolare è studiato per essere a tavore di tele-camere. Altrimenti, semplicemente non esiste. L'estasi, la fede e lo stesso mistero sono costruiti a tavolino per tare spettacolo.

il cristo piangente a stupinigi

 

Prova ne è che rimasi ancor più stupito quando, verificando il materiale video che avevo archiviato negli anni di questo fenomeno, mi sono accorto di come tra i presenti alle prime presunte apparizioni di Gisella ci fosse anche un'altra visionaria di lungo corso (anche lei legata a Medjugorje), a suo dire chiamata da Gisella per insegnarle come dovesse comportarsi in questi momenti.

 

Questo retroscena aggiunge un ulteriore tassello. Perché non siamo più solo davanti a un evento che col tempo si fa show. Siamo davanti al sospetto che fin dall'inizio vi fosse un modello da seguire, come in una sorta di «filiera del visiona-rio» dove non si trasmette solo un messaggio, ma anche una forma e una tecnica.

 

Va da sé che se qualcuno insegna a un altro come stare dentro un'apparizione, l'apparizione cambia natura. O quantomeno viene modificata la sua percezione pubblica.

Infatti, il soprannaturale, l'invisibile per definizione, irrompe, e travolge. Non è possibile addestrarlo. Ma se c'è una figura che trasmette istruzioni e comportamenti, quel momento mistico smette di apparire genuino e immediato. Somiglia piuttosto a una scena che richiede tempi e gesti concordati.

 

Perché in una vera esperienza mistica - almeno nella tradizione cristiana - il soggetto interessato viene travolto dall'evento. Si sente impreparato, spiazzato e persino inadeguato.

 

Quanto accaduto a Trevignano Romano lascia però sul tavolo una questione fondamentale. E cioè: cosa accade al sacro, all'invisibile, quando entra stabilmente nel circuito della visibilità pubblica? Il punto, infatti, non è soltanto l'attendibilità del veggente, né la verifica dei fatti straordinari.

meme madonna che parla a trevignano

 

Il vero punto è la metamorfosi del fenomeno. Ovvero come lo stesso - nel tempo - abbia sempre più assunto le sembianze di un prodotto narrativo, arrivando alla sua spettacolarizzazione. E questo perché il sacro, l'invisibile, per essere visto, ascoltato e condiviso sembra essere costretto a adottare le stesse regole che governano l'intrattenimento. Con la conseguenza che il contenuto religioso arretra, mentre avanza la sua rappresentazione. A essere al centro non sarà più il mistero ma la sua capacità di generare attenzione.

 

Ecco allora che la questione diviene decisiva: quando il sacro si fa prodotto, la fede corre il rischio di essere trattata come audience. Non solo cammino interiore, ricerca spirituale, domanda di senso, ma anche partecipazione emotiva a una scena pubblica.

 

fedeli riuniti a trevignano di fronte alla madonna

Se Medjugorje, con tutta la sua storia e con tutto il suo peso internazionale, resta un enigma dal punto di vista della veridicità dei fenomeni soprannaturali e ha rappresentato un grande laboratorio moderno della devozione seriale, Trevignano Romano ne ha mostrato la versione più esposta e, forse proprio per questo, più rivelatrice.

 

Perché a Trevignano il meccanismo di metamorfosi si è visto quasi a occhio nudo con il presunto soprannaturale che si organizza, si mette in scena per modellare il proprio pubblico.

 

Alla fine, più ancora che sulle apparizioni ormai giudicate come non soprannaturali, Trevignano Romano costringe a interrogarsi su ciò che resta del sacro quando perde il pudore del mistero e assume la forma di un evento da consumare. Ed è precisamente in questa prospettiva che il caso di Gisella e Gianni Cardia riconsegna la sua immagine più inquietante: non quella di un rebus spirituale, ma quella del soprannaturale e dell'invisibile trasformati in format.

Maurizio Gronchi e David Murgia - Inchiesta su l'invisibile