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Anna Rossi per “IlGiornale.it”
Da oggi il vostro capo può decidere di licenziarvi se passate troppo tempo su Facebook: "Fate attenzione a non sottrarre ore di lavoro alle attività aziendali per guardare quello che condividono gli amici". La Cassazione ha messo nero su bianco una vera e propria stretta per i dipendenti. L'azienda, infatti, secondo quanto stabilito dalla sentenza 782/2016, può licenziare il dipendente perditempo che, puntualmente, durante le ore di lavoro, va a dare una sbirciatina su Facebook.
"Sottrarre tempo e strumenti, che devono essere rivolti a servire l’azienda, per scopi invece puramente personali, come chattare o guardare le foto postate dagli amici - si legge - viola il patto di fiducia che lega il dipendente. all’azienda. È pertanto legittimo il licenziamento nei casi più gravi, quando cioè le ore spese sul social network sono numerose, anche a seguito di richiami precedenti".
Il datore di lavoro, dopo aver sgridato il suo dipendente, può controllare la cronologia della navigazione su internet senza ledere in qualche modo la privacy del lavoratore. "È legittimo – si legge nella sentenza in commento – il licenziamento disciplinare per giusta causa a carico del dipendente che sta troppo tempo su Facebook. Tale condotta è particolarmente grave solo quando il datore di lavoro riesce a dimostrare che il tempo speso sul social network è stato elevato".
Sarà poi il giudice a dover giudicare il caso e se il tempo passato su Facebook è effettivamente troppo. Come riporta il sito laleggepertutti, nel caso preso in questione, in tribunale si era trattato di 6mila accessi a internet, per motivi privati, in diciotto mesi. Di questi accessi, ben 4.500 erano stati effettuati solo su Facebook: pari a circa 16 accessi al giorno su tre ore in media di lavoro.
Troppo per la Suprema Corte che ha deciso di dare ragione al datore di lavoro e di giustificare, quindi, il licenziamento.
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