DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL…
SAI CHE NOVITÀ: PUTIN RIFORNISCE DI ARMI L’IRAN DEGLI AYATOLLAH – TEHERAN HA UN ACCORDO SEGRETO DA 500 MILIONI DI DOLLARI CON MOSCA PER L’ACQUISTO DI MIGLIAIA DI MISSILI AVANZATI DA SPALLA – IL REGIME TEOCRATICO, CHE HA MASSACRATO DECINE DI MIGLIAIA DI GIOVANI OPPOSITORI, NON SEMBRA DISPONIBILE A COMPROMESSI SUL NUCLEARE, EPPURE SI CONTINUA A PARLARE DI UN ACCORDO IN ARRIVO: “GLI USA SONO PRONTI A NUOVI COLLOQUI VENERDÌ”. NEL FRATTEMPO, IN MEDIO ORIENTE È STATA DISPIEGATA LA FORZA AEREA PIÙ MASSICCIA DEI TEMPI DELL’IRAN. IL “NEW YORK TIMES”: “L’AYATOLLAH HA SCHIERATO I MISSILI E PREPARATO LA SUCCESSIONE”
FT, 'L'IRAN HA UN ACCORDO SEGRETO CON MOSCA PER ACQUISTARE ARMI' ++
(ANSA) - L'Iran ha raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l'acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l'intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili '9M336'.
IRAN, 'BUONE CHANCE DI UN ACCORDO CON GLI USA'
(ANSA) - Una soluzione diplomatica con Washington è ancora a portata di mano: ci sono buone chance che un'intesa possa essere raggiunta. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Cbs, sottolineando che ci sarà probabilmente un incontro giovedì a Ginevra con l'inviato Steve Witkoff.
MEDIA, USA PRONTI A NUOVI COLLOQUI VENERDÌ SE IRAN INVIA PROPOSTA IN 48H
VLADIMIR PUTIN - DRONI - IRAN RUSSIA
(ANSA) - Gli Stati Uniti sono pronti a un nuovo round di colloqui con l'Iran venerdì a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare. Lo riporta Axios citando alcuni funzionari americani, secondo cui l'attuale spinta diplomatica è probabilmente l'ultima possibilità che il presidente Trump darà all'Iran prima di lanciare una massiccia operazione militare Usa-Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei.
'IRAN RIVENDICA IL DIRITTO A DIFENDERSI IN CASO DI ATTACCO USA
(ANSA) - L'Iran difende il diritto a difendersi in caso di attacco degli Stati Uniti. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Cbs. "Se gli Stati Uniti ci attaccano, abbiamo tutto il diritto di difenderci", di fronte a un "atto di aggressione", qualsiasi risposta "è giustificata e legittima", ha messo in evidenza.
NYT, 'KHAMENEI HA SCHIERATO I MISSILI E PREPARATO LA SUCCESSIONE'
(ANSA) - L'Iran ritiene che attacchi militari Usa siano "inevitabili e imminenti", nonostante nel frattempo le due parti continuino i negoziati sul programma nucleare di Teheran, e ha approntato un piano di difesa e risposta, con "lanciatori di missili balistici" già posizionati sul confine occidentale con l'Iraq e lungo le coste meridionali sul Golfo Persico: lo riporta il New York Times, citando diverse fonti delle Guardie della Rivoluzione e alti funzionari.
Tali missili, hanno aggiunto le fonti, sono ritenuti "in grado di colpire Israele" e raggiungere le basi statunitensi nella regione. In aggiunta, il leader supremo Ali Khamenei avrebbe "emesso una serie di direttive" per organizzare una linea di successione interna in caso il regime venisse colpito seriamente, con "quattro livelli di successione" per ogni incarico militare e governativo di alto livello. È anche contemplato lo scenario in cui lui stesso "venga ucciso".
Stando a diversi alti funzionari e membri delle Guardie, il leader supremo ha incaricato il massimo responsabile della sicurezza nazionale, Ali Larijani, e un ristretto gruppo di collaboratori politici e militari di "garantire che la Repubblica Islamica sopravviva non solo a eventuali bombardamenti americani e israeliani", ma anche a "possibili tentativi di assassinio della sua leadership". "La guida suprema si fida completamente di Larijani. Ritiene che sia l'uomo giusto per questo momento delicato", ha spiegato Nasser Imani, analista conservatore vicino al governo degli ayatollah.
LE VOCI DA TEHERAN DIVISE SULLA GUERRA "SPAVENTA MA PUÒ FAR CADERE I MULLAH"
Estratto dell'articolo di Gabriella Colarusso per "la Repubblica"
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La guerra di giugno aveva spinto gli iraniani a "stringersi intorno alla bandiera", a fare quadrato per l'indipendenza e la sicurezza della patria, ma questa volta le cose sono più complicate. Tanti vivono con ansia l'idea di un nuovo blitz, «bloccati tra un regime che non si arrende e l'America e Israele che non si arrendono», spiega un costruttore al Financial Times.
Azar, 40 anni, lavoratore ora disoccupato dell'industria tecnologica, risponde al telefono dalla capitale: «Sono tutti estremamente insoddisfatti e furiosi nei confronti della Repubblica Islamica e in particolare di Ali Khamenei. Persino i religiosi – che generalmente rimangono in silenzio. Molti considerano questa violenza contraria all'Islam.
La maggior parte della società spera che lancino un attacco che indebolisca il regime». Per fare cosa, Azar? «Portare avanti le nostre proteste. La gente è stufa. Sembriamo prigionieri a cui ogni tanto viene concesso di uscire a prendere una boccata d'aria fresca. Negoziare non serve a niente, la Repubblica Islamica è al capolinea. A mani vuote non siamo in grado di affrontarla, ma non abbiamo più paura».
Non la pensa così Sadra, 30 anni, che lavora nel mondo della cultura ed è ferocemente contrario a un intervento militare americano. C'entra l'orgoglio nazionale, certo, ma non solo. «La guerra può soltanto offrire al Sistema materiale per la propaganda e giustificazioni, come è successo dopo giugno: quell'attacco è servito solo a questo regime e a quello israeliano. Ogni guerra ci rimanda indietro di dieci anni, sui diritti e sulle libertà». L'unica via, ragiona, è la resistenza.
corpi dei manifestanti morti in iran
«Donna, vita, libertà, ricordi? Nel 2022 ci siamo ripresi la donna, ora stiamo lottando per la vita. Pian piano riconquisteremo la nostra libertà».
A Teheran l'agitazione monta, mista a un senso di soffocamento.
C'è chi fa scorte di ansiolitici, chi accumula acqua, olio e farina mettendo mano ai risparmi. La moneta locale è sprofondata ancora, un dollaro vale più di 1,65 milioni di rial. La sicurezza asfissia. Basij e agenti girano in motocicletta con i «volti mascherati, armi leggere e pesanti, si mettono in mostra», racconta Azar. «Piazzano altoparlanti sul retro dei pick-up e sparano musica islamica e canti funebri! Tutto per intimidirci».
DONNA IRANIANA ABBRACCIA IL CADAVERE DI UN MANIFESTANTE UCCISO
Ali, 35 anni, dice pure lui che «la maggior parte della società non ha più paura della guerra e pensa che sia l'unico modo per salvarsi», ma non sa spiegare come, immaginarsi il dopo. Amir, che ha qualche anno in più, 42, faceva politica con i riformisti. In questi giorni litiga in famiglia, con gli amici: «Se chiedi cosa significhi realmente un "attacco mirato" alla fine ti dicono colpire Khamenei. Non c'è una comprensione adeguata di cosa comporti realmente la guerra. È una reazione di rabbia, chi si sente impotente cerca vendetta e ora vede l'America come uno strumento di quella vendetta, ma è una deriva pericolosa. È frustrazione, non è politica.
DONALD TRUMP POSTA UN VIDEO-PARODIA DI BOMB IRAN SU TRUTH
Temo che ci sarà bisogno di una seria ondata di delusione per guarire da questi pensieri storti».
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