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thomas ayad con keith richards
“Billboard” fa il suo tributo alle vittime del Bataclan che lavoravano nell’industria musicale. A loro sarà dedicato il numero in uscita il 28 novembre.
Thomas Ayad aveva lavorato con gli Eagles of Death Metal ma non era assegnato alla promozione del loro ultimo album. Ne era fan, credeva tantissimo nel progetto e insistette con il capo finché non ottenne l’ingaggio. La sua mansione era “international product manager” per la “Mercury Records” francese. Aveva 32 anni ed è uno dei tre impiegati Universal uccisi al concerto, insieme a Manu Perez, 40 anni, e Marie Mosser, 24 anni, la stagista che stava per ottenere il suo lavoro a tempo indeterminato. Al Bataclan c’erano altri impiegati Universal che sono però riusciti a fuggire.
La morte di Ayad ha toccato anche i musicisti. James Bay, la notte dopo la strage, ha suonato a Washington con una foto di Ayad accanto all’amplificatore. Dan Kanter, chitarrista di Justin Bieber, lo ringrazia per avergli fatto conoscere il cantante dei Metallica
Mathieu Hoche aveva 37 anni, era padre di un bambino di 9 anni e dal 2006 lavorava come cameraman per “France 24”. Un tipo amabile, rispettato da tutti, appassionato di musica, in particolare di rock.
Fabrice Dubois aveva 42 anni, lascia una moglie e due figli piccoli. Lavorava da 12 anni come creativo per “Publicis”, multinazionale francese di pubblicità. Aveva talento e inoltre suonava la chitarra, era appassionato di grunge. Con lui è morto Yannick Minvielle, 37 anni, direttore creativo dell’azienda, ramo comunicazione. Altri tre impiegati sono in ospedale, con ferite di armi da fuoco. Il quarto impiegato è in coma.
mariemosser stagista per mercury
Nick Alexander era più rockstar delle rockstar per cui lavorava. Vendeva il merchandising per gli Eagles of Death Metal al Bataclan e tutti si ricordano di lui, dagli Alice in Chains al manager dei Black Keys: E’ morto fra le braccia della sua ex fidanzata.
fabrice dubois
guillaume b. decherf
Guillaume B. Decherf aveva 43 anni, era un noto giornalista di “Les Inrockuptibles” che si divideva fra l’amore per l’heavy metal e quello per le sue due figlie. Aveva anche lavorato per il “Rolling Stone” francese e “Metro”.
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