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TOH, C'È UN TESORETTO NELLA CREDENZA! - A GENOVA, UNA 96ENNE HA TROVATO UN MALLOPPO DI 71 MILIONI DI LIRE IN UN VECCHIO MOBILE: LA SOMMA CORRISPONDE A 36 MILA EURO, MA I CONTANTI NON SI POSSONO PIÙ CAMBIARE - NONOSTANTE SIA BENESTANTE, LA VECCHIETTA NON MOLLA E FA CAUSA A BANCA D'ITALIA. IN PRIMO GRADO, UN GIUDICE HA DATO RAGIONE A BANKITALIA, MA LA 96ENNE RICORRE ALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO (TANTO PER NON SFATARE IL LUOGO COMUNE CHE I GENOVESI SONO ATTACCATI AL DENARO...)
Estratto dell'articolo di Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”
Quando ha aperto la vecchia credenza è rimasta a bocca aperta: mazzette da 100 mila e da 50 mila lire. La signora ha iniziato a contare fermandosi a 71 milioni. Non una fortuna che le può cambiare la vita, anche perché la donna in questione ha 96 anni e una certa agiatezza economica.
Ma comunque una somma importante che al cambio equivale a oltre 36 mila euro. Forse li aveva nascosti il marito, perso molti anni fa, per avere del contante a portata di mano in caso di necessità. Comunque sia, la signora ha ordinato per bene le vecchie banconote, ha informato il figlio e insieme hanno cercato di trasformarle in moneta spendibile. Niente da fare. In banca hanno detto no, troppo tardi per la conversione.
Si sono rivolti così a uno studio legale e ne è nata una causa contro la Banca d’Italia per chiedere il pagamento. E via Nazionale ha risposto che non è più possibile convertire le lire in euro, visto che il termine ultimo fissato per legge era il 28 febbraio del 2012, cioè dieci anni dopo l’entrata in vigore della nuova moneta.
«Noi sosteniamo che i dieci anni della prescrizione debbano iniziare a decorrere da quando il soggetto può far valere il proprio diritto e quindi da quando il denaro è stato ritrovato», ha replicato l’avvocato Stefano Rossi che con il collega Alessandro Romanò assiste la donna. E in questo caso, considerato che la scoperta risale al 2020, il diritto si prescriverebbe nel 2030.
Il giudice di Genova ha dato ragione a Bankitalia ricordando in 19 articolate pagine di sentenza che in sostanza non è possibile accogliere la richiesta della signora proprio perché prescritta e che le sue ragioni non reggono.
Ma lei non molla «La nostra assistita — aggiungono i legali — ha deciso di ricorrere alla Corte europea per i diritti dell’uomo attraverso l’Associazione Italia che si occupa a livello nazionale del cambio lire-euro e del rimborso di buoni postali e titoli di credito in lire. [...]
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