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LE TRUPPE ISRAELIANE AVANZANO PIÙ IN FRETTA DEL PREVISTO NELLA STRISCIA DI GAZA - LA FANTERIA MECCANIZZATA È ENTRATA A BORDO DEI VEICOLI “NAMER”, CHE METTONO INSIEME IL CARRO MERKAVA E UN BLINDATO PER IL TRASPORTO TRUPPE - I SOLDATI DELLA BRIGATA “GIVATI” (CHE CONOSCONO MEGLIO IL TERRENO, FANNO PARTE DELLA DIVISIONE SUD) POSSONO SCENDERE DAL MEZZO PER SCONTRI RAVVICINATI E POI RISALIRE. LA VELOCITÀ DELL’INCURSIONE È DETTATA DAI MOTORI A GASOLIO, NON DAL PASSO DEI MILITARI…
Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”
«Alle porte di Gaza City» — come proclama un generale israeliano — la fanteria meccanizzata ci è arrivata a bordo dei Namer, mettono insieme il carro Merkava e un blindato per il trasporto truppe. I soldati della brigata Givati — che conoscono meglio il terreno, fanno parte della divisione Sud — possono scendere dal mezzo per scontri ravvicinati e poi risalire. La velocità dell’incursione è dettata dai motori a gasolio, non dal passo dei militari.
STRISCIA DI GAZA - AVANZATA DEI SOLDATI ISRAELIANI
È forse per questo — i veicoli sono di nuova progettazione — che «l’avanzata è stata più rapida delle previsioni. In cinque giorni siamo già in piena guerra totale sul campo», scrive Amos Harel, analista del quotidiano Haaretz . È per questo che i caduti israeliani sono già 16, tra loro 11 uccisi da un razzo anticarro che ha colpito proprio il Namer su cui venivano trasportati. È per questo che le vittime palestinesi crescono — in totale sono almeno 9.000, anche molti civili — ieri i missili hanno colpito una seconda volta il campo rifugiati di Jabalia, secondo fonti palestinesi «i morti sarebbero decine».
Per chiudere l’accerchiamento della città principale, dove si concentrerebbero i capi fondamentalisti, Tsahal entrano tra i vicoli di una delle zone più popolose dei 363 chilometri quadrati stretti tra Israele, l’Egitto e il Mediterraneo. I tank non possono proseguire lungo il mare da nord a sud, la costa si alza, non c’è spiaggia, i militari devono passare per Jabalia e da lì verso il campo rifugiati Shati, dov’è cresciuto Ismail Hanyeh, capo di Hamas all’estero. […]
Daniel Hagari, portavoce delle Forze Armate, spiega che i sensori termici sui droni creano una mappa in diretta della presenza di persone sul campo di scontro. Ribadisce che da settimane l’esercito ha incitato la popolazione a scendere sotto Gaza City, che molte aree a nord sono ormai verdi. […]
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