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CHI HA UCCISO ANTONELLA DI IELSI E LA FIGLIA SARA, MORTE DOPO ESSERE STATE AVVELENATE CON LA RICINA? TUTTI GLI OCCHI DI PIETRACATELLA, PAESE DI 1.200 ABITANTI DEL MOLISE, SONO PUNTATI SUI DUE SOPRAVVISSUTI A QUELLA CHE SEMBRAVA IN UN PRIMO MOMENTO UN’INTOSSICAZIONE: IL MARITO GIANNI, ANCHE LUI RICOVERATO CON SINTOMI PIÙ LIEVI, E L’ALTRA FIGLIA 19ENNE CHE QUELLA SERA NON ERA IN CASA – NEL PICCOLO CENTRO HANNO INIZIATO A CIRCOLARE LE PRIME VOCI DI DISSIDI ALL'INTERNO DELLE MURA DI CASA, DI RISENTIMENTI DA PARTE DI ALTRI FAMILIARI, PERSINO DI RAPPORTI SEGRETI E...
1. A NATALE MADRE E FIGLIA AVVELENATE CON LA RICINA "È STATO UN OMICIDIO"
Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per www.repubblica.it
antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie
Avvelenate. Intenzionalmente e molto probabilmente a casa loro, durante le feste di Natale. Con la ricina, come nella serie tv cult Breaking bad.
La notizia della svolta shock sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara arriva come una mazzata a Pietracatella, paese di 1.200 anime del Molisano, dopo tre mesi in cui investigatori, medici legali, tossicologi si sono affannati invano a cercare la causa di quella che sembrava una micidiale intossicazione alimentare, sottovalutata dai medici dell'ospedale di Campobasso dove le due donne si erano più volte presentate.
E invece no. Qualcuno ha fatto ingerire loro un veleno potentissimo, la ricina, inodore e insapore, per il quale non esiste antidoto. A rivelarlo gli esami di sangue e un capello della madre, con un verdetto univoco che ha viaggiato dai laboratori del centro antiveleni di Pavia fino alla Svizzera e agli Stati Uniti.
E così il fascicolo aperto [...] si è trasformato nella ben più grave ipotesi di reato di duplice omicidio. [...] Il che significa che l'avvelenamento di Antonella e Sara è avvenuto a casa loro tra il 23 e il 24 dicembre, giorno del loro primo accesso al pronto soccorso di Campobasso. Perchè l'insorgenza dei primi sintomi da avvelenamento avviene entro quattro ore.
Al momento, l'inchiesta aperta dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli è a carico di ignoti. Nessun indagato anche se, come è inevitabile, il primo giro di sospetti è incentrato nell'ambito di quella famiglia così conosciuta e apprezzata a Pietracatella, piccolo centro dove tutti sanno tutto. E dove ieri hanno preso a circolare le prime voci di dissidi all'interno delle mura di casa, di risentimenti da parte di altri familiari, persino di rapporti segreti.
I due superstiti della famiglia, il padre Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco del paese, e la figlia diciannovenne Alice, hanno saputo tutto dall'avvocato Paolo Senese. [...]
I primi sospettati, come di prammatica, non possono che essere loro, padre e figlia. E se il padre ha accusato anche lui un malore ed è rimasto per giorni ricoverato per controlli allo Spallanzani di Roma, Alice era l'unica scampata alla presunta intossicazione alimentare dell'antivigilia di Natale. Lei, quella sera, non era a casa, non ha cenato con i suoi, ed è sempre stata bene.
Ma basta questo a far ricadere su di lei il sospetto così tremendo di una strage familiare? E come avrebbe fatto a procurarsi il veleno, cosa per nulla facile in un piccolo paesino del Molise? Sul dark web? Il primo atto degli investigatori [...] sarà quello di acquisire i pc e i cellulari dei familiari alla ricerca di eventuali elementi rivelatori.
antonella di ielsi e sara di vita
[...] il veleno, per cominciare, non è stato rilevato nel sangue del padre e negli avanzi di cibo sequestrati a casa Di Vita. Chi ha fatto ingerire la ricina a madre e figlia come gliel'ha data?
2. "FAMIGLIA PERBENE, SIAMO ALLIBITI" MA SPUNTA L'OMBRA DI DISSIDI
Estratto dell’articolo da www.repubblica.it
Gianni è tornato al suo studio di commercialista, Alice al liceo classico, lo stesso che frequentava sua sorella Sara. La casa di famiglia, quella in cui per settimane, gli investigatori della squadra mobile di Campobasso hanno inutilmente cercato il cibo che avrebbe potuto causare una mortale intossicazione alimentare, è ancora sotto sequestro. E così, padre e figlia hanno trovato ospitalità in un appartamento di familiari.
«Da quando sono tornati in paese fanno una vita molto ritirata, casa-lavoro e casa-scuola. Si vedono davvero poco in giro e noi rispettiamo il loro dolore. Adesso siamo davvero allibiti da questa novità.
Un omicidio premeditato? In quella famiglia così perbene? Mi pare impossibile», dice il sindaco di Pietracatella Antonio Tommasone, che di Gianni De Vita è anche amico. Ma in paese le voci di dissidi in famiglia hanno preso a circolare insistenti.
[...]
Padre e figlia, rientrati in paese dopo il periodo di ricovero precauzionale allo Spallanzani di Roma, si sono chiusi nel più assoluto silenzio. Mai una parola sulla tragedia che ha distrutto la famiglia.
Lui, Gianni Di Vita, stimato dottore commercialista con la passione della politica, di Pietracatella era stato pure sindaco per ben due mandati, dal 2006 al 2014. Poi era tornato allo studio che divideva con la moglie, Antonella Di Ielsi, specializzata in tematiche di lavoro. Aveva compiuto 50 anni poco prima delle feste di Natale, quando si sono manifestati i primi sintomi.
Una coppia stimata e conosciuta con due figlie, Alice, la maggiore, 19 anni, all'ultimo anno del liceo classico, e Sara, la piccola che di anni ne avrebbe compiuti 16, anche lei studentessa dello stesso istituto superiore. Nessuna inimicizia nota, mai una lite, almeno in pubblico.
E dunque neanche un movente in grado di sostanziare l'ipotesi di duplice omicidio premeditato. [...] a.z.
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