varda space industries

SAPEVATE CHE LA STARTUP CALIFORNIANA “VARDA SPACE INDUSTRIES” STA PROVANDO A SVILUPPARE NELLO SPAZIO FARMACI DIFFICILI DA PRODURRE SULLA TERRA? - FINORA HA RACCOLTO 598 MILIONI DI DOLLARI E VALE 1,6 MILIARDI MA DEVE ANCORA DIMOSTRARE CHE IL PROGETTO CONVIENE DAVVERO - PERCHÉ FABBRICARE FARMACI NELLO SPAZIO? SULLA TERRA LA GRAVITÀ FA DEPOSITARE LE PARTICELLE E GENERA CORRENTI NEI LIQUIDI CHE DISTURBANO LA CRESCITA DEI CRISTALLI. IN MICROGRAVITÀ ALCUNE MOLECOLE POSSONO ASSUMERE STRUTTURE PIÙ REGOLARI, MODIFICANDO SOLUBILITÀ E ASSORBIMENTO DEI MEDICINALI…

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Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’asén per il “Corriere della Sera”

 

VARDA SPACE INDUSTRIES

A quasi 500 chilometri di quota orbitavano fino a pochi giorni fa tre capsule grandi quanto lavatrici. In una crescono attualmente cristalli di un possibile antitumorale; le altre servono a sperimentare il rientro a velocità ipersoniche.

 

Due sono ancora lassù, la terza, nominata W-8, è atterrata venerdì nel deserto australiano dopo 35 giorni nello spazio. È il settimo rientro riuscito di Varda Space Industries, startup californiana che vuole trasformare l’orbita in una fabbrica di medicinali difficili da produrre sulla Terra. Finora ha raccolto 598 milioni di dollari e vale 1,6 miliardi. Ma deve ancora dimostrare che il progetto conviene davvero.

 

Fondata nel 2021 da Will Bruey, ex SpaceX, e Delian Asparouhov, di Founders Fund, impiega 275 persone e ha prenotato 28 lanci entro il 2029. La redditività del progetto dipenderà dalla frequenza delle missioni, dalla quantità di materiale trasportato e dal prezzo dei prodotti ottenuti.

 

VARDA SPACE INDUSTRIES

Ma perché fabbricare farmaci nello spazio? Sulla Terra la gravità fa depositare le particelle e genera correnti nei liquidi che disturbano la crescita dei cristalli. In microgravità alcune molecole possono assumere strutture più regolari, modificando solubilità e assorbimento dei medicinali.

 

L’obiettivo è anche sostituire lunghe infusioni endovenose con semplici iniezioni. Merck ha già studiato sulla Stazione spaziale internazionale la cristallizzazione dell’antitumorale Keytruda; anche se la versione sottocutanea Keytruda Qlex, approvata nel 2025, è stata sviluppata sulla Terra.

 

A maggio Varda ha stretto un accordo con United Therapeutics per studiare formulazioni contro rare malattie polmonari. I farmaci sono una scelta strategica: alcuni principi attivi valgono moltissimo rispetto al loro peso. E non servirebbe produrre milioni di dosi in orbita: potrebbero bastare piccoli cristalli da riportare sulla Terra per sviluppare i successivi processi industriali. Ma non tutte le molecole migliorano in microgravità e replicarne le proprietà su larga scala è tutt’altro che facile.

VARDA SPACE INDUSTRIES

 

La corsa coinvolge altre startup: BioOrbit, finanziata con 9,8 milioni di sterline, studia cristalli proteici per terapie oncologiche somministrabili a domicilio; la gallese Space Forge punta invece a cristalli purissimi per i semiconduttori. Intanto Varda finanzia parte della scommessa farmaceutica con un altro business: i test ipersonici per la difesa, perché il rientro offre condizioni difficili da riprodurre a terra. Circa il 70% dei carichi commerciali previsti nel 2027 è infatti destinato a clienti governativi, ma la società californiana punta a invertire il rapporto a favore dei farmaci entro il 2032. […]