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"LAVITOLA FREQUENTAVA INVESTIGATORI, UOMINI DELLE FORZE DELL’ORDINE E ANCHE RANUCCI, COME ABBIAMO APPURATO DI PERSONA” – FABIO MAZZONI, L’IMPRENDITORE CHE AVEVA INVESTITO QUASI UN MILIONE DI EURO SULL’AFFARE CARBON CREDIT, INSIEME A VALTERINO, SARÀ SENTITO DAI MAGISTRATI, E HA INVIATO UNA DIFFIDA ALL’EX SOCIO – MAZZONI SI ERA FIDATO DEL FACCENDIERE ANCHE IN VIRTÙ DELLA SUA RETE DI RAPPORTI: “CI SENTIVAMO TRANQUILLI" - LE MINACCE DI LAVITOLA A GIANLUCA DE MARCHI, SOCIO DI MAZZONI (“VADO A CASA E LO COSTRINGO CON LA FORZA”) - VALTERINO EVOCAVA L’USO DI “REPORT” COME UNA CLAVA (“VI FACCIO FARE UN SERVIZIO CONTRO”)

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Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

tavares ranucci lavitola

L’indagine sul carbon credit entra nel vivo. L’affare di Valter Lavitola, amico fraterno di Sigfrido Ranucci e mandante della bomba contro l’ex conduttore di Report, è al centro dell’inchiesta della procura di Roma.

 

L’imprenditore Fabio Mazzoni sarà sentito dai magistrati nelle prossime ore come persona informata sui fatti. Nei giorni scorsi aveva raccontato a Domani le minacce che avrebbe subito dal faccendiere suo ex socio.

 

VALTER LAVITOLA DURANTE UNO DEI SUOI SAFARI IN AFRICA

«Sarà l’occasione per chiarire ogni aspetto di questa vicenda, come società abbiamo fatto un investimento da quasi un milione di euro e siamo rimasti fregati agendo sempre correttamente», assicura Mazzoni. L’imprenditore presenterà una denuncia su quanto accaduto in questi mesi mentre una diffida è stata inviata alla casa circondariale di Rebibbia. Destinatario l’ex socio, il faccendiere Lavitola.

 

Proprio Mazzoni ha curato l’avventura di Neutralia, la società che fornisce assistenza alle imprese per ridurre l’impatto ambientale con la produzione di crediti di carbonio. Mazzoni è socio della srl insieme a Gianluca De Marchi, titolari anche della più nota Urban Vision (estranea alla vicenda). Neutralia entra nell’affare dei carbon credit con il faccendiere nel 2024 siglando un accordo di investimento.

 

FABIO MAZZONI

Il progetto nasce dall’esperienza degli imprenditori nel settore della sostenibilità e dalla collaborazione con Lavitola junior e con il pluripregiudicato Valter. Entrano in scena altri sodali come Ben Chimutengo (con il quale poi si sono rotti i rapporti), il referente africano del faccendiere e Clesio Tavares Gomes, il figlioccio di Lavitola indagato pure lui per la bomba al giornalista.

 

Ma perché fidarsi di un personaggio come Lavitola? «Ci sentivamo tranquilli anche perché frequentava investigatori, uomini delle forze dell’ordine e anche Ranucci come abbiamo appurato di persona», ha spiegato Mazzoni a Domani.

 

Così parte l’avventura: arrivano pile di documenti, ma non si chiude un solo contratto, si tratta solo di protocolli d’intesa, come conferma il colosso delle consulenze Deloitte che inizia una interlocuzione con Neutralia […] che poi approda in una due diligence che però la multinazionale di servizi alle imprese non si farà mai pagare.

 

Secondo la ricostruzione di Mazzoni, Lavitola li avrebbe raggirati orientando bonifici e pagamenti verso sodali, compresi i compensi a uno studio legale africano.

 

VALTER LAVITOLA

Alla fine il rapporto con Lavitola si è risolto con un accordo tra le parti, firmato lo scorso marzo. Anche su questa risoluzione si allunga l’ombra del faccendiere. «Lavitola mi chiama e mi dice: “Queste cose te le dico anche al telefono, devi firmare quel contratto, a Gianluca (De Marchi, ndr) vado a casa e lo costringo con la forza, ti metto nei casini in Zimbabwe e Camerun, ti faccio arrestare”. In un’altra occasione, qualche settimana prima, mi aveva detto che mi avrebbe fatto fare un servizio contro da Report. Per me erano minacce e pressioni chiare e, in realtà, non sono stato in grado di reagire», ha detto Mazzoni.

 

L’imprenditore ha intenzione di depositare in procura una dettagliata denuncia mentre gli avvocati di Neutralia hanno già mandato alla casa circondariale di Rebibbia una diffida a Lavitola, datata 5 ottobre. Una diffida che riassume la collaborazione e fa riferimento alla risoluzione del rapporto siglata lo scorso marzo nella quale veniva prevista comunque una prosecuzione dei rapporti tra i vertici di Neutralia e Lavitola.

 

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In particolare il faccendiere avrebbe dovuto «fornire informazioni aggiornate, complete e veritiere sullo stato di avanzamento», «favorire la cessazione di Fabio Mazzoni dalla carica di amministratore di Afro Carbon Solution». Impegni che ovviamente non sono stati rispettati dalla controparte, il faccendiere è impossibilitato visto che è in carcere a Rebibbia. E così, nelle cinque pagine della diffida, si passa al capitolo che più conta: i soldi.

 

«Con la presente si contesta qualsiasi avversa pretesa volta ad addebitare a Neutralia Srl un inadempimento ingiustificato per la sospensione dei pagamenti rateali dell'investimento residuo», si legge nella diffida. E, infatti, a Lavitola sono arrivati solo 25 mila euro dopo la firma della risoluzione dei 400 mila previsti. L’altra ragione che motiva i mancati pagamenti al faccendiere sono gli elementi emersi in questi mesi, l’opacità delle operazioni e «il trasferimento su conti privati a Lei in uso delle somme erogate da Neutralia Srl per l'investimento».

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Così l’avvocata, Alessandra Delia, intima a Lavitola la presentazione dei documenti entro 15 giorni […]. In assenza di risposte arriverà la definitiva risoluzione dell’accordo, ma soprattutto l’azienda agirà per ottenere la «restituzione integrale di tutte le somme versate in esecuzione dell'accordo di investimento del 25 luglio 2024 e dell'accordo di risoluzione del 31 marzo 2026». E anche questo sembra un sogno impossibile.

gianluca de marchiSIGFRIDO RANUCCI FA GLI SCATOLONIvalter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma valter lavitola bersaglio mobile 2011 valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro