violenza sessuale stupro violenza domestica

“VENITE, HO PICCHIATO MIA MADRE, FORSE È MORTA” – A ROMA, NEL QUARTIERE CENTOCELLE, UN 16ENNE HA MALMENATO E UCCISO LA MAMMA 49ENNE – A DARE L’ALLARME È STATO LO STESSO RAGAZZO: ALL’ARRIVO DELLA POLIZIA, IL GIOVANE ERA SEDUTO SUL PAVIMENTO ALL’INGRESSO DEL PALAZZO IN CUI ABITAVA INSIEME ALLA DONNA, CON LA MAGLIETTA SPORCA DI SANGUE – I VICINI DI CASA NON I SONO ACCORTI DI NULLA: “ERANO QUASI DEGLI INVISIBILI. LEI AVEVA PERSO IL MARITO E..."

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

FIGLIO PICCHIA LA MADRE

Un dramma silenzioso si è consumato nell’ultima domenica di agosto in un appartamento al primo piano a Centocelle, nella periferia est di Roma. A dare l’allarme intorno alle 14.30, secondo quanto ricostruito oggi da Il Messaggero, è stato lo stesso aggressore, Federico (nome di fantasia), 16 anni compiuti a inizio mese: «Venite, ho picchiato mia madre, forse è morta». All’arrivo della polizia, il giovane era seduto sul pavimento all’ingresso del palazzo con la maglietta sporca di sangue.

 

FIGLIO PICCHIA LA MADRE

La madre, che il quotidiano chiama come Silvia (50 anni a dicembre), è stata colpita dal figlio a mani nude ed è caduta a terra. Non è ancora chiaro se ha battuto la testa o è stata colpita con un oggetto, dettaglio che chiarirà l’autopsia. Trasportata d’urgenza al policlinico di Tor Vergata ancora in vita, è morta nel giro di poche ore. Il 16enne si trova ora piantonato nel reparto di Psichiatria del policlinico Umberto I. […]

 

Nel quartiere regna lo sgomento. Nessuno tra i condomini aveva avvertito urla o litigi. «Si sono trasferiti qui al più tardi tre anni fa», ha raccontato al quotidiano una vicina dal balcone. […]

 

violenza sulle donne

«Erano quasi degli invisibili. Lei la conoscevo, è capitato che parlassimo, non aveva più il marito, scomparso anni fa, e con il figlio era venuta ad abitare qui. Una donna molto dignitosa che lavorava come dog-sitter o come badante. Si dava sempre molto da fare, mi ricordo anche la tenacia con cui per un periodo ha affrontato una malattia, e il figlio andava a scuola, sì, era taciturno e silenzioso ma non credevamo che avesse dei problemi e chissà come avrebbero potuto affrontarli».

 

[…] «Mi hanno detto che c’era molto sangue. Io stavo dormendo quando è accaduto, ho capito soltanto dopo e non riuscivo a crederci», ha riferito al quotidiano il vicino di pianerottolo.