cimitero poggioreale

CHE VERGOGNA: NON RIUSCIAMO A FAR RIPOSARE IN PACE NEMMENO I NOSTRI MORTI – A NAPOLI, DA CINQUE ANNI, AL CIMITERO DI POGGIOREALE NON SI È FATTO NULLA PER RIPRISTINARE L’AREA CROLLATA CHE HA INTERESSATO UN MIGLIAIO DI LOCULI: LE OSSA DEI DEFUNTI SONO ANCORA MISCHIATE AI DETRITI DEI LOCULI E DELLE CAPPELLE. E LE BARE RECUPERATE SONO AMMASSATE SOTTO UNA TENSOSTRUTTURA CHE DOVEVA ESSERE “TEMPORANEA”. MA NULLA È STATO FATTO DAL 2022 E OGGI C’È CHI NON SA DOVE SIANO FINITI I RESTI DEI PROPRI CARI...

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Estratto dell’articolo di Claudio Mazzone per il "Corriere della Sera"

 

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Fiori legati alle reti arancioni che delimitano i crolli. Cappelle in bilico che mostrano bare aperte. Lapidi spaccate. Ossa mischiate a detriti. Nel cimitero monumentale di Poggioreale a Napoli, tra degrado e incuria, i morti non trovano pace.

 

Oggi, per le celebrazioni religiose dei defunti, il cardinale napoletano don Mimmo Battaglia presiederà la messa nella chiesa madre di un cimitero dove 15 cappelle sono «momentaneamente inaccessibili a seguito dei crolli del 05/01/2022 e il 17/10/2022» come si legge sul sito del Comune di Napoli.

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Un «momentaneamente» che dura da cinque anni. I crolli del 2022 hanno riguardato due palazzine per un migliaio di loculi e una parte dei resti seppelliti in quelle congreghe giace ancora tra le macerie.

 

«La vicenda dei crolli del cimitero di Poggioreale — afferma don Battaglia — continua a essere una ferita dolorosa per le famiglie e per Napoli. [...] La Chiesa di Napoli ha messo a disposizione loculi e risorse economiche e continuerà a fare la propria parte, collaborando con il Comune e con quanti sono impegnati in questo compito. [...] La dignità dei defunti e il dolore di chi li attende devono restare al centro di ogni decisione: è una responsabilità che ci unisce».

 

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Le famiglie alle quali si rivolge il cardinale sono ormai scoraggiate. «Oggi — spiega Pina Caccavale, presidente del comitato dei parenti delle salme coinvolte nei crolli — al cimitero trovo solo un cancello chiuso e non so ancora dove siano i resti di mia madre [...] ».

 

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Lo «scempio» diventa normalità nell’area centrale del cimitero, il «Quadrato», completamente occupata da una tensostruttura, anche questa «temporanea», ma lì da due anni, dove sono stati traslati i resti recuperati dai crolli. Dietro drappi viola spostati dal vento, impilate su scaffali di ferro, sono disposte casse di legno con sopra numeri identificativi disegnati con un pennarello.

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L’accesso sarebbe negato, ma tra le bare c’è qualche scooter parcheggiato al riparo dalle intemperie. Tra tombe collassate e cappelle trasformate in depositi di materiale di risulta, lo «scempio» è lo stesso nel «quadrato degli uomini illustri», l’area storica con 157 monumenti funebri. [...]

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