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LA VERITÀ SULL’OMICIDIO DI CHIARA POGGI È TUTTA DA RISCRIVERE – DUE NUOVI ESAMI RIMETTONO IN DISCUSSIONE TUTTO CIÒ CHE SAPPIAMO SUL DELITTO DI GARLASCO - LA 26ENNE NON È STATA UCCISA IN VENTI MINUTI (IL TEMPO CHE AVREBBE AVUTO IL CONDANNATO ALBERTO STASI), MA LA SUA È STATA UNA LUNGA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA: TRA LE PRIME LESIONI E IL DECESSO È INTERCORSO UN TEMPO “NON INFERIORE AI 15-30 MINUTI E PLAUSIBILMENTE COMPRESO FRA 30 E 60 MINUTI” – CHIARA SUL CORPO PRESENTAVA LESIONI DI DIFESA, CON ECCHIMOSI ED ESCORIAZIONI A LIVELLO DEGLI ARTI SUPERIORI. UNA RICOSTRUZIONE CHE SPIEGHEREBBE LA PRESENZA DEL DNA DI ANDREA SEMPIO SOTTO LE UNGHIE DELLA VITTIMA...

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Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

chiara poggi

Ci sono due esami, uno già eseguito 19 anni fa ma oggi più raffinato, l’altro inedito, che raccontano, e scrivono una storia diversa. Quel 13 agosto 2007, l’aggressione mortale a Chiara Poggi è stata lunga.

 

«Decine di minuti». Un tempo durante il quale la ragazza è stata colpita più volte, nonostante i suoi disperati tentativi di difesa. Un elemento di novità che va in contrasto con la breve «finestra temporale», quella compres(s)a tra le 9.12 e le 9.36, che avrebbe avuto a disposizione il condannato Alberto Stasi, che in quei venti minuti e poco più, avrebbe dovuto anche raggiungere la villetta di via Pascoli, e poi tornare a casa. E anche con quanto accertato dalle sentenze, ossia l’assenza di lotta tra vittima e assassino.

 

CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI

[...] test «immunoistochimici» per stabilire il tempo passato tra i colpi inferti alla 26enne e il momento del decesso. Sono state quindi ricercate sulle porzioni di cute vicino alle ferite due precise molecole: la «selectina P» e la «selectina E», che compaiono nei tessuti viventi danneggiati, rispettivamente, dopo pochi minuti, e una volta passato un lasso di tempo maggiore dalla ferita.

 

RICOSTRUZIONE DELLA SCENA DEL DELITTO DI GARLASCO NELLA VILLETTA DI CHIARA POGGI

L’esame per individuare la presenza di «selectina P» era già stato tentato all’indomani dell’omicidio, con «risultato negativo». Ma «in ragione dell’evoluzione occorsa nel periodo di quasi 20 anni», è stato ora ripetuto. La molecola è stata così evidenziata in tutti i cinque campioni, e in maniera «piuttosto omogenea».

 

Mentre la «selectina E» — mai indagata prima — è stata invece rintracciata («appena percepibile a forte ingrandimento») in tre tessuti. Il risultato conferma così ai consulenti della Procura «una sequenza traumatica protrattasi per decine di minuti». L’intervallo fra le prime lesioni e la morte viene infatti «prudentemente» quantificato «non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti».

chiara poggi 1

 

[...] specialisti hanno confermato poi la classificazione di alcuni segni riscontrati sul corpo di Chiara a «lesioni da difesa» [...]

 

Una ricostruzione che spiegherebbe la presenza del Dna dell’indagato sulle unghie della vittima. A convincere i consulenti della Procura sono state la localizzazione e la distribuzione di ecchimosi ed escoriazioni «tipicamente osservabile nei meccanismi di difesa, in particolare a livello delle mani e degli arti superiori, sedi frequentemente interessate nei gesti di protezione passiva».

 

impronta mai repertata nel delitto di chiara poggi

E la presenza, «in alcune delle sedi esaminate — in particolare a livello dell’anca/braccio/coscia — di particolati a componente ferrosa che presentano elementi di compatibilità con quelli rilevati in corrispondenza delle lesioni craniche».

 

In sostanza, le stesse particelle ferrose trovate nella lesione mortale alla testa e lasciate probabilmente dall’arma mai identificata (si era ipotizzato un martello) usata dall’assassino [...]

impronta digitale sul telefono fisso di casa poggiLA SCENA DEL CRIMINE - CASA POGGI - GARLASCOchiara poggi 2chiara poggi 3chiara poggi 7rifiuti e oggetti trovati a casa di chiara poggi dopo l'omicidio