IL VERO AGO DELLA BILANCIA NELLA POLITICA ISRAELIANA SONO… GLI ARABI – SECONDO GLI EXIT POLL DELLE ELEZIONI NELLO STATO EBRAICO, I PARTITI ARABI PASSANO DA 10 A 18 SEGGI E POTREBBERO DIVENTARE DECISIVI PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO – A FARE LA DIFFERENZA È STATA LA MOBILITAZIONE DEI PALESTINESI CON CITTADINANZA ISRAELIANA, CIRCA IL 20% DELLA POPOLAZIONE, CHE PER LA PRIMA VOLTA AVREBBERO VOTATO IN PERCENTUALE SUPERIORE AGLI EBREI - MANSOUR ABBAS, LEADER ISLAMISTA DI RA’AM, VORREBBE ENTRARE NELL'ESECUTIVO, MENTRE AHMAD TIBI, DELLA LISTA UNITA, OFFRE SOLTANTO UN SOSTEGNO ESTERNO. GADI EISENKOT, A CAPO DEL FRONTE ANTI-NETANYAHU, ESCLUDE UN GOVERNO CON I PARTITI ARABI…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”

 

elezioni in israele 4

L’ultimo manifesto del Likud, prima di entrare a Kfar Qasim, mette in fila i nemici. Erdogan, Naim Qassem di Hezbollah, l’iraniano Mojtaba Khamenei, Abu Mazen, il sindaco di New York Zohran Mamdani. «Loro vogliono che Netanyahu perda. Non lasciateli vincere». Poi la strada piega e Bibi sparisce.

 

Sui muri compaiono Mansour Abbas, i volti della Lista unita e, unico ebreo, Yair Golan. Il fronte dell’opposizione guidato da Gadi Eisenkot ha chiuso la notte con 52 seggi. Ne servono 61 per governare, e i 9 che mancano potrebbe doverli cercare in queste città che ha tenuto lontane, promettendo che con i partiti arabi non avrebbe mai governato.

elezioni in israele 3

 

[…] Gli arabi israeliani sono il 20 per cento della popolazione, figli e nipoti dei palestinesi rimasti nel 1948, quando oltre 700 mila fuggirono o furono cacciati nella Nakba. Votano, siedono alla Knesset, eppure si sentono ospiti nella terra dove sono nati. Nel 2018 la legge sullo Stato-nazione ha messo nero su bianco che solo agli ebrei spetta il diritto all’autodeterminazione.

 

[…] Ibrahim Hirallah, 24 anni, ingegnere, guida la campagna di Ra’am, il partito islamista di Abbas. Gli ebrei li ha conosciuti all’università, nel Negev. «Lì, ho sentito il razzismo sulla pelle». Si definisce «musulmano, palestinese, arabo, con la cittadinanza israeliana. Se non l’avessi, mi caccerebbero, e questa è la mia terra».

 

Ieri Netanyahu, spaventato, ha lanciato l’allarme per le «code enormi nelle zone arabe». Votare per contare, o restare a casa per non legittimare lo Stato occupante: stavolta i palestinesi di Israele non hanno avuto dubbi.

elezioni in israele 2

 

I partiti arabi passano da 10 a 18 seggi, secondo gli exit poll, e la Lista unita raddoppia. «È emozionante sapere che contiamo», dice Ibrahim. «Siamo andati a votare in massa per dire che esistiamo». Per la prima volta in Israele gli arabi sono andati alle urne in una percentuale più alta degli ebrei.

 

Ahmad Tibi, leader di Ta’al, partito della Lista unita, accusa i coloni di aver rallentato apposta il voto in queste comunità. La diffidenza però non arriva solo da destra. Il centrista Eisenkot non vuole Abbas e Tibi al governo perché, dice, non condividono i suoi principi. «Il responsabile del 7 ottobre è Bibi, non Tibi», ribatte il deputato.

 

mansour abbas

Poche settimane fa le due liste erano state escluse dal voto, e a salvarle è stata la Corte suprema. Abbas vuole entrare nel governo, Tibi offre solo «una rete di protezione dall’esterno», e la sua prima mossa sarebbe cacciare il presidente della Knesset, Amir Ohana del Likud, per strappare l’aula a Netanyahu. «Di certo preferiamo il male al peggio: il peggio ha fatto un genocidio». […]

mansour abbas elezioni israele

elezioni in israele 1