RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE…
VI RICORDATE DELLA BRUTTA STORIA DEL 15ENNE CON UN DISTURBO COGNITIVO CHE È STATO SEQUESTRATO, TORTURATO E VIOLENTATO DA DUE COETANEI A MONCALIERI, NELLA NOTTE DI HALLOWEEN DEL 2025? – LA PROCURA DEI MINORI CHIEDE DI CONDANNARE I DUE AGUZZINI, DI 14 E 15 ANNI, ASSOLTI IN PRIMO GRADO PERCHE’ I GIUDICI AVEVANO CONSIDERATO LE SEVIZIE SOLO “SCHERZI PESANTI” E “GOLIARDIA” – PER I PM, LA VITTIMA NON ERA IN GRADO DI ESPRIMERE IL CONSENSO E I DUE AVEVANO APPROFITTATO DELLA SUA FRAGILITÀ, SOTTOPONENDOLO A OLTRE 12 ORE DI UMILIAZIONI, BOTTE E MINACCE E OBBLIGANDOLO A IMMERGERSI NELLE ACQUE GELIDE DEL FIUME DORA…
Estratto dell’articolo di Elisa Sola per www.lastampa.it
due dei 15enni accusati di aver sequestrato e torturato il 15enne di moncalieri
Non sono stati «scherzi». Non c’è stata alcuna «serata goliardica». Non era una festa, quella di Halloween. È stata una notte di abusi, fisici e psichici. La notte in cui il branco, consapevole che la vittima fosse molto fragile, ha messo in atto una serie di torture e violenze, anche sessuali.
La procura dei minori ha chiesto alla Corte d’appello di riformare la sentenza di assoluzione dei due imputati - di 14 e 15 anni - accusati di avere vessato per oltre 12 ore, tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2025, un coetaneo con «deficit» intellettivi e psichici. Entrambi sono stati assolti la scorsa estate. Ma non esiste che una forma di giustizia, secondo le pm Vitina Pinto e Virginia Pecoriello, riguardo a quella serata d’inferno: la condanna.
il 15enne sequestrato e torturato a moncalieri con gli amici 3
COSA CONTESTA LA PROCURA
Secondo i giudici di primo grado, si sarebbe trattato di una serata di scherzi pesanti «priva di coercizione penalmente rilevante». Non è così secondo la procura. […]
Il presupposto dell’intero ragionamento accusatorio è una tesi che vale nel diritto e anche nella vita: perché qualcosa sia «condiviso» serve «reciprocità». E affinché qualcosa sia «reciproco» è necessaria la «equivalenza» delle posizioni. Ovvero, tutti devono essere sullo stesso piano, in grado di capire cosa stanno facendo. E tutti, ovviamente, devono volere davvero cosa succede: serve un consenso pieno.
“NESSUN CONSENSO DEL QUINDICENNE”
i genitori del 15enne sequestrato e torturato a moncalieri 1
Ma questa forma di consenso autentico mancava, secondo la procura, quando al quindicenne, appena arrivato nella casa in precollina, venne rasata la testa. «Lasciandogli solo alcuni ciuffetti per scherno». Mancava il suo consenso quando sul capo nudo gli spruzzarono un profumatore per ambienti. Quando lo colpirono con i guantoni da boxe. Non c’era consenso nemmeno quando al quindicenne venne puntato un cacciavite «per costringerlo ad atti sessuali».
La candeggina sul collo. Il sequestro nel bagno della casa per due ore. La ripresa degli abusi sessuali con un telefonino. Gli scappellotti e gli insulti. Erano in tre a farlo: i due imputati e una ragazzina, che mesi fa ha ammesso e chiesto di fare la messa alla prova.
il 15enne sequestrato e torturato a moncalieri con gli amici 2
“NESSUNA FESTA, SOLO ORRORE”
Non è mai esistito qualcosa che possa chiamarsi «festa». È stata una notte dell’orrore. E la mattina non era finita. Gli «amici» hanno portato il quindicenne verso il fiume. Lo hanno obbligato a bagnarsi sotto a una fontanella. E poi dentro la Dora. «Devi immergerti con tutto il corpo, con tutto il corpo, ti abbiamo detto».
[…] QUAL È A RICHIESTA DELLA PROCURA
I due imputati, concludono le pm, hanno «abusato delle condizioni di inferiorità psichica» della vittima obbligandola a «praticare atti sessuali» e riprendendoli con il cellulare. Non c’è un’interpretazione diversa alla violenza sessuale di gruppo.
il 15enne sequestrato e torturato a moncalieri con gli amici 1
La violenza, scrive la procura, non va intesa come una «estrinsecazione di un’energia fisica irresistibile sul corpo della vittima, ma come abuso della medesima vittima approfittando delle sue condizioni di inferiorità fisiche e psichiche». L’abuso è una forma «più sottile di violenza», ma è pur sempre violenza. Ma il tribunale, per la procura, «ha omesso di dare dignità a quella forma di violenza subdola».
Infida perché il quindicenne non aveva la capacità di «prestare un valido consenso». E infatti, sentito dagli inquirenti, lui disse: «Non è la prima volta che non riesco a oppormi a quello che mi chiedono altre persone». Era solo un ragazzo che voleva essere accettato. Vedeva i membri del branco come «socialmente prestigiosi». Lo hanno «ridotto a mero strumento di divertimento e di soddisfazione sessuale». […]
gli amici del 15enne sequestrato e torturato a moncalieri 1
RAGAZZI INTORNO ALLA VITTIMA DELL AGGRESSIONE A TORINO
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