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“L’EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE? SI MATURA ESPERIENZA DA AUTODIDATTI” - VITTORIO FELTRI: “CON LE NOZIONI APPRESE DAI NOSTRI COMPAGNI SIAMO CRESCIUTI EDOTTI E DA ADOLESCENTI, SENZA L'AUSILIO DI MAESTRE SPORCACCIONE, NON ABBIAMO TROVATO MOTIVI PER STARE MALE. PREGHIAMO I PROVVEDITORI AGLI STUDI E I DIRETTORI DIDATTICI DI FARSI I CAZZI PROPRI E NON QUELLI DEI NOSTRI PARGOLI, ALLA CUI EDUCAZIONE PENSIAMO NOI”
Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”
Parlare di sesso nelle scuole è di moda. Ogni due o tre giorni c'è qualche docente e qualche deficiente che affermano la necessità di abolire il latino e di non esagerare con l'insegnamento della grammatica nonché della sintassi. Ciascuno la pensi come vuole, ma cancellare la lingua di Ovidio per fare posto all'addestramento in materia relativa alle scopate e derivati sembra francamente una scemenza indegna.
Ci segnalano che in una primaria di Scanzorosciate, nei pressi di Bergamo, è stata ingaggiata una specialista esperta in connubi tra maschi e femmine. La quale ha spiegato a bambini di 10 anni in che cosa consista la masturbazione, e, non paga di questo, si è dilungata nel rendere noto agli allievi come avviene l'amore orale, ciò che ha disgustato non poco i piccoli discenti.
Non sappiamo chi abbia promosso lezioni così e non possiamo deplorare alcuno, però chi si preoccupa di informare l'infanzia circa quanto succede sotto le lenzuola di mamma e papà, secondo noi è un cretino che ignora la psicologia degli alunni delle elementari. Non sa che i ragazzini se ne infischiano dell'erotismo e generi affini, non ne sono interessati, e se per caso nel campo (minato) hanno delle curiosità sono perfettamente in grado di informarsi. Parliamo per esperienza.
Siamo stati tutti piccoli e ingenui, tuttavia col tempo, come maturano le nespole, abbiamo maturato idee abbastanza esatte. Da autodidatti. Con le nozioni apprese dai nostri compagni siamo cresciuti edotti e da adolescenti, senza l' ausilio di maestre sporcaccione, non abbiamo trovato motivi per stare male. Ora abbiamo dei figli o dei nipoti e possiamo dire loro che i bimbi non nascono sotto i cavoli né li porta la cicogna. Preghiamo i provveditori agli studi e i direttori didattici di farsi i cazzi propri e non quelli dei nostri pargoli, alla cui educazione pensiamo noi, dato che non necessitiamo di collaboratori. Semmai addestrino gli alunni a far di conto e a scrivere in buon italiano.
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