pete hegseth donald trump

WASHINGTON INDOSSA L’ELMETTO - IL PENTAGONO ASSEGNA A RAYTHEON UN CONTRATTO DA 24,4 MILIARDI DI DOLLARI PER ACCELERARE LA PRODUZIONE DI MISSILI SM-6, NEL MEZZO DEGLI SFORZI PER REINTEGRARE LE INGENTI MUNIZIONI USATE NELLA GUERRA ALL'IRAN – GLI STATI UNITI STANNO INVIANDO IN MEDIO ORIENTE UN TERZO GRUPPO D'ATTACCO INCENTRATO SULLA PORTAEREI USS THEODORE ROOSEVELTA E ULTERIORI NAVI DEL CORPO DEI MARINES: LA MOSSA COMPORTERÀ L'ARRIVO NELLA REGIONE DI UN CONTINGENTE AGGIUNTIVO COMPRESO TRA I 9.000 E I 10.000 EFFETTIVI, PROPRIO MENTRE TRUMP VALUTA LA POSSIBILITÀ DI RIPRENDERE GLI ATTACCHI CONTRO L'IRAN DOPO LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO…

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PENTAGONO, A RAYTHEON CONTRATTO DA 24,4 MILIARDI PER LA PRODUZIONE DI MISSILI

pete hegseth e donald trump - guerra all iran

(ANSA) - WASHINGTON, 01 OTT - Il Pentagono assegna a Raytheon un contratto da 24,4 miliardi di dollari per accelerare la produzione di missili Sm-6, nel mezzo degli sforzi per reintegrare le ingenti munizioni usate nella guerra all'Iran. Sono missili di "munizionamento fondamentale per la difesa antiaerea e il combattimento contro bersagli di superficie": l'accordo di 5 anni, "che ne prevede altri due di opzione, consentirà di velocizzare la produzione", ha riferito una nota. L'intesa "offre all'industria della difesa la prevedibilità a lungo termine necessaria per potenziare la capacità della forza lavoro e garantire la sicurezza di supply chain critiche".

 

"La nostra missione è garantire che i nostri combattenti non si trovino mai ad affrontare uno scontro alla pari", ha dichiarato in una nota Michael P. Duffey, sottosegretario alla Difesa per l'Acquisizione e il Sostegno. "Questa commessa pluriennale assicura la disponibilità di scorte e la superiorità letale necessarie alle nostre forze per prevalere, richiedendo al contempo alla nostra base industriale di produrre a ritmi da tempo di guerra".   

donald trump con pete hegseth

 

L'accordo, sotto il profilo strategico, si lega alla recente commessa per i sistemi d'arma Tomahawk, i missili da crociera: nel loro insieme, "questi investimenti garantiscono che i nostri combattenti dispongano delle capacità avanzate necessarie per mantenere la superiorità marittima globale", conclude lal nota del Pentagono.

 

WSJ, TERZA PORTAEREI USA VERSO IL MEDIO ORIENTE CON ALTRI 10.000 MILITARI

(ANSA) - WASHINGTON, 01 OTT - Il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d'attacco incentrato sulla portaerei Uss Theodore Roosevelta e ulteriori navi del Corpo dei Marines: la mossa, riferisce il Wall Street Journal, comporterà l'arrivo nella regione di un contingente aggiuntivo compreso tra i 9.000 e i 10.000 effettivi, proprio mentre il presidente Donald Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. Le navi, i caccia, i Marines e il personale della Marina giungeranno nell'area entro la fine di novembre, hanno riferito i funzionari citati in forma anonima.

donald trump e pete hegseth - gabinetto alla casa bianca

 

Le navi, i caccia, i Marines e i marinai arriveranno nella regione entro la fine di novembre, hanno riferito i funzionari citati in forma anonima. Trump ha di recente detto ai suoi collaboratori di prevedere la ripresa dei bombardamenti contro l'Iran proprio in quel mese, secondo il Wsj.   

 

La Roosevelt ha lasciato domenica la sua base di San Diego per una missione programmata, mentre il gruppo navale anfibio Uss Makin Island, composto da tre navi anfibie con a bordo i Marines della 13/ma Unità di Spedizione, è partito lunedì. Due portaerei, la Uss George H.W. Bush e la Uss George Washington, si trovano già in Medio Oriente. Se la Washington dovesse rimanere dopo l'arrivo della Roosevelt, la regione si troverebbe a ospitare tre gruppi d'attacco di portaerei per la prima volta dallo scorso aprile, quando Iran e Stati Uniti raggiunsero un fragile cessate il fuoco.   

 

pete hegseth donald trump 3

Oltre alla Bush e alla Washington, anche le navi del gruppo anfibio Uss Boxer sono presenti in Medio Oriente. Il personale militare aggiuntivo imbarcato sulle navi partite questa settimana si sommerà agli oltre 50.000 soldati già presenti nell'area, ha affermato uno funzionario. È possibile, tuttavia, che la Washington lasci la regione per fare ritorno alla sua base in Giappone, a Yokosuka, riportando a due il numero di portaerei schierate.