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IL WELLNESS È L’ELDORADO DEI CIARLATANI-SOCIAL – L’ULTIMA MODA SPENNA-ALLOCCHI SONO I CEROTTI ALLA DOPAMINA: SUI TIKTOK E INSTAGRAM SPOPOLANO I VIDEO CHE PROMUOVONO I “DOPAMINE PATCH”, CHE PROMETTONO DI AUMENTARE DOPAMINA E SEROTONINA E MIGLIORARE UMORE, CONCENTRAZIONE, MOTIVAZIONE E LUCIDITÀ MENTALE – GLI ESPERTI AVVERTONO: NON ESISTONO STUDI CAPACI DI DIMOSTRARE CHE I CEROTTI PRODUCANO I BENEFICI PUBBLICIZZATI…
Estratto dell’articolo di Gemma Argento per www.open.online
Dalla regolazione del cortisolo ai rimedi per tenere sotto controllo la glicemia, i social sono diventati uno dei luoghi in cui nascono e si moltiplicano più rapidamente nuovi trend legati alla salute. […] E non sempre alla viralità corrispondono prove altrettanto solide.
L’ultima promessa ha la forma di un piccolo cerotto. […] Viene associato a qualcosa di più ambizioso di un generico effetto energizzante: aumentare i livelli di dopamina e serotonina, sostenere motivazione e concentrazione, migliorare l’umore, ridurre la stanchezza mentale e favorire una sensazione di maggiore lucidità e benessere.
Sono i cosiddetti “dopamine patch”, diventati nell’ultimo anno uno dei prodotti wellness più visibili sui social e presentati, in alcuni casi, quasi come uno strumento capace di modulare attraverso la pelle alcuni dei principali neurotrasmettitori coinvolti nei circuiti della ricompensa, dell’attenzione e dell’umore.
A incrinare questa narrazione è arrivato però l’intervento dell’Advertising Standards Authority britannica, che ha acceso un faro su uno degli spot più circolati del settore: non solo mettendo in discussione la solidità delle promesse scientifiche, ma segnalando anche modalità di comunicazione giudicate scorrette e, in alcuni passaggi, potenzialmente pericolose. […]
PROMESSE E FUNZIONAMENTO
Innanzitutto, dietro il nome più efficace c’è un primo equivoco da sciogliere. I “dopamine patch” non sono cerotti che rilasciano dopamina nell’organismo, come la definizione potrebbe facilmente far pensare. La promessa è più indiretta: fornire attraverso la pelle alcune sostanze che, secondo i produttori, dovrebbero sostenere i processi con cui il corpo sintetizza o regola neurotrasmettitori come dopamina e serotonina. È su questo passaggio, apparentemente semplice ma biologicamente molto più complesso, che si costruisce gran parte del fascino del prodotto.
Uno dei marchi che ha contribuito maggiormente alla diffusione di questi cerotti sui social è l’azienda britannica specializzata in patch wellness Kind Patches. La formulazione del prodotto comprende estratto di Mucuna pruriens, 5-HTP, Lion’s Mane e Rhodiola, un mix che secondo l’azienda dovrebbe favorire umore, motivazione, lucidità mentale e gestione dello stress attraverso un’applicazione sulla pelle che può durare diverse ore.
È qui che la promessa diventa più propriamente neurobiologica. La Mucuna pruriens contiene naturalmente L-DOPA, una molecola che l’organismo può trasformare in dopamina; il 5-HTP, invece, è un precursore della serotonina. A questi si aggiungono Lion’s Mane un fungo studiato per i suoi possibili effetti sulle funzioni cognitive, e Rhodiola, una pianta impiegata negli integratori per il possibile ruolo nella risposta a stress e affaticamento.
[…] NEL MIRINO DELL’AUTHORITY. «EFFETTI NON DIMOSTRABILI»
A chiarire i confini scientifici della promessa social è intervenuta l’Advertising Standards Authority britannica. Il provvedimento, pubblicato il 2 settembre 2026, riguarda uno spot Instagram di Kind Patches. Il testo dell’annuncio partiva da una domanda molto diretta: «Bassa energia, “brain fog” e sbalzi d’umore?», e presentava il Dopamine Patch come un aiuto quotidiano per migliorare umore, concentrazione e motivazione. Tra le promesse comparivano anche l’aumento dei livelli di dopamina e serotonina, il mantenimento della lucidità mentale e dell’equilibrio emotivo e il riferimento a ingredienti presentati come sostenuti da evidenze cliniche.
[…] Quando l’Authority ha chiesto all’azienda di fornire le prove scientifiche a sostegno di quelle promesse, Kind Patches ha riconosciuto di non disporre di studi in grado di dimostrare che il cerotto, applicato sulla pelle nelle modalità indicate, aumentasse davvero i livelli di dopamina o serotonina nell’organismo. Non c’erano inoltre evidenze sufficienti per dimostrare un miglioramento misurabile di umore, concentrazione, motivazione o lucidità mentale.
IL NODO TECNICO
Il nodo tecnico riconosciuto dall’autorità è proprio qui: non è stato dimostrato che Mucuna, 5-HTP, Lion’s Mane e Rhodiola, nelle quantità presenti nel prodotto e somministrati per via transdermica, vengano assorbiti in dosi sufficienti a produrre effetti sul sistema nervoso, sull’umore o sulla concentrazione.
In un precedente pronunciamento del febbraio 2026, l’ASA aveva già esaminato la documentazione scientifica fornita dall’azienda: sei dei sette studi clinici riguardavano singoli ingredienti assunti per bocca, non attraverso la pelle, e utilizzati per di più a dosaggi superiori rispetto a quelli presenti nel cerotto.
Altri dati provenivano da studi su animali o da lavori che non permettevano di dimostrare l’efficacia del prodotto finito. In altre parole, a essere documentate sono alcune proprietà dei singoli ingredienti; non il loro assorbimento attraverso quel cerotto né l’effetto finale promesso su dopamina, serotonina, umore o concentrazione.
L’azienda ha spiegato che il nome “Dopamine Patches” voleva riferirsi al presunto ruolo degli ingredienti nel sostenere le naturali vie della dopamina dell’organismo, ma ha riconosciuto che quella denominazione poteva lasciare intendere qualcosa di più diretto: che il prodotto contenesse dopamina o fosse in grado di aumentarne effettivamente i livelli.
Ha quindi comunicato di aver rinominato il prodotto e di aver rimosso la pubblicità già nel maggio 2026. Per l’ASA il problema non era quindi soltanto il tono promozionale, ma il salto tra ciò che veniva suggerito e ciò che poteva essere dimostrato. In assenza di prove adeguate sui reali effetti del prodotto, la pubblicità è stata giudicata fuorviante e non poteva essere riproposta nella stessa forma.
IL SUCCESSO DEL WELLNESS “NEURO”
Il successo dei dopamine patch racconta qualcosa che va oltre il singolo prodotto. Dopamina, serotonina, cortisolo, brain fog: il lessico della biologia e delle neuroscienze è entrato sempre più spesso nella comunicazione wellness, dove sensazioni comuni come stanchezza, stress o difficoltà di concentrazione vengono ricondotte a meccanismi molecolari apparentemente semplici da correggere. […]
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