DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È…
CHE FARA' LA CINA NEL 2026? – XI JINPING VUOLE DIVENTARE IL GRANDE “PACIFICATORE MONDIALE” (A MODO SUO) – MENTRE FA PRESSIONE SU TAIWAN, CON ESERCITAZIONI MILITARI E MISSILI SPARATI VICINO L’ISOLA, XI INTENSIFICA L’AZIONE DIPLOMATICA NEL SUD-EST ASIATICO E NEL MEDIO ORIENTE – LA CINA FA L'OCCHIOLINO AI PAESI DEL GOLFO, TORNATI A ESSERE SNODO CRUCIALE PER GLI EQUILIBRI GLOBALI - SIA PECHINO CHE GLI STATI UNITI PUNTANO A…
Estratto dell’articolo di Alessandro Arduino per “la Stampa”
In chiusura del 2025, la Cina si muove su due binari che sembrano opposti ma rispondono a una stessa logica di potere. Da un lato, un'imponente esercitazione militare che simula l'accerchiamento di Taiwan; dall'altro, un'attività diplomatica intensa che va dal Sud-est asiatico al Medio Oriente. […]
Parlando ieri a Pechino durante un forum sulla politica estera, il ministro degli Esteri Wang Yi ha invitato Washington a costruire una relazione stabile e pragmatica con la Cina, chiarendo però che Pechino non intende arretrare su quelle che definisce linee invalicabili dei propri interessi nazionali, a cominciare da Taiwan. […]
ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN
Allo stesso tempo, Pechino lascia intravedere spiragli di distensione su altri fronti, a partire dall'atteso incontro di aprile a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump. Lo stesso Trump, nei giorni scorsi, ha minimizzato le esercitazioni militari cinesi definendole di routine.
La diplomazia cinese ha inoltre rivendicato un ruolo nel favorire un nuovo accordo tra Thailandia e Cambogia, raggiunto domenica nella provincia dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, non lontano da un'area dove nelle settimane precedenti erano morte oltre cento persone da entrambe le parti. Un segnale di come Pechino intenda presentarsi sempre più come stabilizzatore e mediatore regionale.
fazioni palestinesi con il ministro degli esteri cinese wang yi
Questa ambizione appare ancora più evidente in Medio Oriente, dove la Cina sta progressivamente abbandonando la sua tradizionale cautela. Pechino intensifica l'azione diplomatica, amplia il coinvolgimento in materia di sicurezza e ricalibra le proprie strategie economiche della iniziativa Belt and Road, accrescendo non solo la sua influenza ma anche la sua esposizione ai rischi di una regione altamente instabile.
Al centro di questa strategia ci sono le monarchie del Golfo, tornate a essere uno snodo cruciale non solo per la politica regionale, ma anche per gli equilibri globali. Sia la Cina sia gli Stati Uniti guardano al Golfo come a un punto di appoggio essenziale per tutelare i propri interessi dal Medio Oriente all'Africa.
[…] Mentre la stabilizzazione della Siria resta fragile, Gaza vive tregue interrotte quasi quotidianamente e lo Yemen rischia di scivolare di nuovo verso la guerra civile, Pechino si muove con una rapidità insolita.
Ali Shamkhani Mosaed bin Mohammed Al Aiban Wang Yi a pechino
Tra il 12 e il 16 dicembre, Wang ha visitato Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Giordania, un tour che in passato sarebbe apparso ordinario ma che oggi segnala un cambio di passo. Gli Emirati contano per la loro posizione strategica e per l'innovazione in ambiti come la finanza digitale e l'intelligenza artificiale.
L'Arabia Saudita, forte di un peso politico ed economico crescente e del rapporto privilegiato del principe ereditario Mohammed bin Salman con Donald Trump, è centrale negli sforzi cinesi di presentarsi come partner affidabile di lungo periodo, e come alternativa credibile agli Usa. La Giordania, che ospita una vasta popolazione di rifugiati palestinesi, occupa invece una posizione particolarmente delicata nella questione palestinese.
In questo quadro, Pechino aspira a un ruolo diplomatico più sostanziale su Gaza, pur senza aver ancora trovato il modo di tradurre la propria retorica in una mediazione concreta. Wang ha ribadito il sostegno alla soluzione dei due Stati e al principio dei "palestinesi che governano la Palestina", inserendo queste posizioni in una strategia che non guarda solo all'economia.
Dall'Asia al Medio Oriente fino all'Europa, questa ricalibratura non è priva di ostacoli. Le relazioni tra Ue e Cina restano appesantite da tensioni commerciali. Il 2026 potrebbe essere un anno chiave per un possibile disgelo, ma la traiettoria di Pechino è chiara: proporsi come punto di riferimento del Sud globale, insieme ai Paesi dei Brics e della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), in un ordine sempre più multipolare. […]
wang yi
DONALD TRUMP E XI JINPING
antony blinken wang yi
dmytro kuleba wang yi
Ali Bagheri Kani - Wang Yi
mahmoud aloul (fatah) wang yi abu marzuq (hamas)
ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN
DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È…
DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE…
FLASH! – PER DARE SOLO UN’IDEA ALLE SORELLE MELONI DI COSA VUOL DIRE IL POTERE DEI FRATELLI LA…
DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA…
A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO…
FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A…