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PARLARE MENO, LAVORARE DI PIU' – IL CSM APPROVA A MAGGIORANZA LE LINEE GUIDA PER I MAGISTRATI SULLA COMUNICAZIONE: MENO CONFERENZE STAMPA E MENO COMUNICATI, SOBRIETÀ ESTREMA, DOVERE DI RETTIFICHE PER OGNI GRADO DI GIUDIZIO – IL MAL-DESTRO VICEPRESIDENTE DEL CSM, FABIO PINELLI, ESULTA: “UN ATTO DI CIVILTÀ” – LE NUOVE REGOLE NON PIACCIONO AI PROCURATORI, PREOCCUPANO LA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA, SPACCANO IL PLENUM DEL CSM – IL TESTO INTRODUCE RIGIDI PALETTI SUL DIRITTO-DOVERE DELLA MAGISTRATURA A RENDERE CONTO DEL SUO OPERATO E DEI CITTADINI A ESSERE INFORMATI…
Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per "la Repubblica"
Poche, controllatissime e da aggiornare sempre, per anni, in favore della reputazione di chi è stato pubblicamente indicato come inquisito. Ecco le sole informazioni che, d'ora in poi, attraverso comunicati o conferenze stampa, saranno consentite alle procure, tema fatalmente più sensibile per politici, amministratori e colletti bianchi finiti nel mirino delle indagini.
Passa infatti ieri al Consiglio superiore della magistratura – con 4 voti contrari e 3 astensioni – la nuova circolare sulla "comunicazione".
«Un nuovo passo verso l'affermazione dei diritti della contemporaneità, un atto di civiltà, di cui ringrazio il Consiglio per la ricca discussione», lo promuove il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli.
FABIO PINELLI E SERGIO MATTARELLA
Ma le cosiddette "linee guida" – meno conferenze, sobrietà estrema, il dovere di rettifiche di grado in grado – non piacciono ai procuratori, preoccupano la Federazione nazionale della stampa, spaccano il plenum. Il testo introduce rigidi paletti sul diritto-dovere della magistratura a rendere conto del suo operato e dei cittadini a essere informati. […]
Vota infatti contro il primo presidente di Cassazione, Pasquale D'Ascola, che non a caso ha proposto in extremis un ritorno in settima commissione (con cui erano d'accordo altri 12 consiglieri, contro i 18 che volevano l'approvazione), stesso no dei togati di Area Tullio Morello, Marcello Basilico e Maurizio Carbone.
SERGIO MATTARELLA E CARLO NORDIO AL CSM
Si astiene, dopo gli affilati rilievi, il procuratore generale Piero Gaeta, con gli altri togati progressisti, Antonello Cosentino e Maria Francesca Abenavoli.
All'esito della vittoria del no al referendum, quasi il riflesso – è la sintesi che passa sottotraccia – di un paradossale (e autoimposto) contrappasso. Che, come già il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, aveva confessato a Repubblica, produrrà l'effetto «di interrompere ogni flusso informativo. Non so se sia un bene».
Raggianti i laici di destra. Come l'avvocata leghista Claudia Eccher («Una pagina storica per la tutela della presunzione di innocenza e della reputazione») o il professor Felice Giuffrè («Finalmente l'attuazione della nostra Carta e del diritto dell'Ue»).
[…] la stretta, che vede il comunicato come sufficiente modulo di comunicazione e definisce le conferenze stampa come strumento «eccezionale», introduce l'obbligo di rettifiche e aggiornamenti quando, dopo la diffusione di notizie relative a indagini preliminari (misure cautelari o altri atti «a forte impatto reputazionale») sopraggiungano archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti, assoluzioni o altri sviluppi «significativamente» diversi. La procura dovrà gestire e coltivare un vero e proprio «archivio ordinato» di ogni comunicazione, […]
MAGISTRATI
sergio mattarella - intitolazione della sede del Csm a Vittorio Bachelet
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