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DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

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DAGOREPORT

sigfrido ranucci - carlo nordio - e sempre cartabianca

A Tele-Meloni da quattro anni cercavano solo un pretesto per mettere in ginocchio Sigfrido Ranucci e forse l’hanno trovato.

 

L’obiettivo finale? Rimuovere “Report” dal palinsesto e accompagnare il conduttore, poco gentilmente, all’uscita di viale Mazzini.

 

L’occasione si è presentata, ghiotta, quando il giornalista, ospite della trasmissione “È sempre Cartabianca”, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il caso Cipriani-Minetti.

 

Era il 28 aprile e Sigfrido, disse: “Una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani in Uruguay. Una pista che stiamo verificando”. Poco dopo, il Guardasigilli intervenne in diretta per smentire la notizia.

 

Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani

Nonostante le scuse del giornalista, Cipriani jr ha querelato “Report”, la Rai e Ranucci. Una causa che si aggiunge a quella da 250 milioni di dollari intentata a New York contro “il Fatto quotidiano”, e all’altra, a Roma, per altri 5 milioni, sempre contro il quotidiano di Travaglio che per primo ha scoperchiato il caso Minetti.

 

Più dei servizi di "Report", a inguaiare Ranucci è stata l'affermazione su Nordio dalla Berlinguer. Una frase che un giornalista esperto come Ranucci avrebbe potuto articolare con più cautela. 

 

GIAMPAOLO ROSSI

La RAI, che aspettava solo un pretesto per andare alla carica contro Ranucci, ha deciso di negare la tutela legale al giornalista, nonostante il regolamento di Viale Mazzini sia netto, prevedendo una copertura per dipendenti e collaboratori “in conseguenza di atti e/o fatti occorsi in costanza del rapporto contrattuale con Rai e direttamente connessi con l'espletamento delle attività e degli incarichi ad essi affidati”.

 

Ranucci era sì a Mediaset, ma aveva chiesto e ottenuto l’autorizzazione dei vertici della Rai. E ha parlato da giornalista, al punto da aver dato, con i condizionali del caso, una notizia, anche se poi si è rivelata infondata.

 

Francesco Spadafora

L’ordine di negare l'assistenza legale a Ranucci sarebbe arrivato direttamente dall’Ad, Giampaolo Rossi, e il timido capo dell’ufficio legale della tv pubblica, Francesco Spadafora, avrebbe eseguito.

 

Spadafora non ha avuto il coraggio di alzare uno scudo sul capoccione di Sigfrido: il rampante avvocato è stato in passato diffidato da Maurizio Gasparri con un’interrogazione in Commissione di vigilanza Rai, per “gravi errori e responsabilità”, legati al caso dei dossier di Gian Gaetano Bellavia.

 

Gasparri accusava Spadafora di “eccessiva cedevolezza” verso il metodo “Report”. E questa volta, non ha voluto prestare il fianco a nuove accuse.

 

SIGFRIDO RANUCCI A REPORT E IL CASO DI CARLO NORDIO IN URUGUAY

Ranucci, però, dopo essere sopravvissuto 36 anni in Rai, non ha intenzione di mollare proprio adesso. Con una mail di fuoco inviata al Cda ha informato i vertici del servizio pubblico che non ha intenzione di “implorare”, parafrasando la risposta di Giorgia Meloni a Trump, e ha fatto sapere di aver nominato un suo legale di fiducia: “Questo fatto non ha precedenti”.

 

Il presupposto della revoca della tutela legale è che, avendo pronunciato le parole contro Nordio a Mediaset, Ranucci non abbia agito nell’esercizio delle sue funzioni di giornalista e dirigente Rai.

 

Ma, come ha specificato lui stesso nella mail al cda: “I fatti che mi vengono contestati, pur detti in altra emittente, sono stati riportati nella mia funzione di conduttore di Report […]. In tale funzione avrei diritto come dice chiaramente il contratto, io e i miei eredi, alla tutela legale. Non sono abituato a "implorare" e mi difenderò da solo. Tuttavia, in qualità di dipendente e dirigente Rai credo di avere diritto alle motivazioni che hanno portato alla decisione di non tutelare me e la mia famiglia”.

 

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IL DOCUMENTO PUBBLICATO DA DOMANI IN CUI GRACIELA MABEL DE LOS SANTOS TORRES RITRATTA LE ACCUSE A NICOLE MINETTInicole minetti

 

sigfrido ranucci (2)