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    “DIFENDO I BENETTON, È GENTE BUONA” - OLIVIERO TOSCANI NON DEMORDE E ANCORA PARLA: “CON LA FAMIGLIA HO FATTO COSE BELLISSIME. POI È CASCATO IL PONTE E IL NOME DI BENETTON NON ERA PIÙ PRESENTABILE. HO SUBITO ATTACCHI INCREDIBILI. HO ANCHE PENSATO DI SMETTERE. MION DICE CHE HO ATTACCHI DI SENILITÀ? QUESTI PROBLEMI FORSE LI HA LUI CHE È STATO SEMPRE DIETRO UNA SCRIVANIA, MENTRE QUALCUN ALTRO SI FACEVA VENIRE DELLE IDEE FANTASTICHE PER PORTARE L’AZIENDA AL SUCCESSO…”


     
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    Antonella Baccaro per www.corriere.it

     

    OLIVIERO TOSCANI OLIVIERO TOSCANI

    Il fotografo delle provocazioni per una volta misura le parole. Oliviero Toscani, licenziato dai Benetton dopo la bufera seguita alla sua dichiarazione sul ponte Morandi (“A chi interessa che caschi un ponte? Smettiamola), è sfinito dalle polemiche ma al telefono ruggisce e non lo ammette. «Sono sereno. Rispondo alla mia coscienza».

     

    E cosa le dice la coscienza?

    «Che non ho mai pensato di dire una cosa del genere contro la gente che è morta».

     

    Ma l’ha detta.

    «Mi sono espresso male. Che un ponte caschi è una cosa tremenda: chi lo nega?. Quello che volevo dire è che nessuno può avere interesse a farlo cascare. Vede, io ho frequentato la famiglia Benetton in questo periodo terribile, tra la tragedia del ponte e la morte di Carlo e Gilberto, e ho capito che ai Benetton veniva data la colpa del crollo del Ponte ma gli si attribuiva anche un’intenzione, addirittura un interesse. Che non può esserci. É gente buona».

    le sardine con luciano benetton e oliviero toscani le sardine con luciano benetton e oliviero toscani

     

    L’hanno appena licenziata per quello che ha detto.

    «Sì, lo so che sembra strano che li difenda. Ma con Luciano mi sono lasciato bene. Il rapporto ci sarà sempre. E poi mi dispiace che di mezzo ci vada una società, la Benetton, quella per cui ho lavorato per 20 anni. E in cui lavora ancora tanta gente che non c’entra niente con Autostrade, se non per il fatto che la famiglia ne è socio di maggioranza relativa».

     

    oliviero toscani ladro di felicita' 2 oliviero toscani ladro di felicita' 2

    Chi lavora per Benetton c’entra poco, ma la famiglia ha delle responsabilità nella gestione delle sue società.

    «Io ho sempre pensato che fosse una famiglia per bene. Fino alla tragedia del ponte Morandi nessuno pensava che i Benetton lavorassero male. Con gli Aeroporti di Roma hanno fatto miracoli».

     

    Da comunicatore, non pensa che la reazione della famiglia alla tragedia poteva essere diversa?

    «Col senno di poi è troppo facile dire che avrebbero dovuto dire o fare altro. Io con i Benetton ho fatto cose bellissime. Poi è cascato il Ponte e il nome di Benetton non era più presentabile: mi sono trovato a lavorare per un marchio, cui voglio bene, che era diventato velenoso. Ho subito attacchi incredibili. Qualsiasi cosa facessi, la gente mi diceva:“É inutile che la fai”. Non si poteva più parlare. Avevo le mani legate. Ho anche pensato di smettere».

     

    luciano benetton e oliviero toscani luciano benetton e oliviero toscani

    Tornando alla sua uscita sul Ponte, non crede che la gente abbia potuto pensare: «Ecco, il solito Toscani che provoca, ma questa volta ha esagerato»?

    «É vero che nel mio lavoro sono sempre stato diretto, ho sempre pensato di testimoniare il mio tempo. Ma lì, alla radio, è stata un’altra cosa: continuavano a insistere sul perché le Sardine fossero venute a Fabrica, sul perché c’era anche Luciano, insomma tutto per mettere in connessione quell’incontro con il Ponte, che nemmeno ne abbiamo parlato. Allora ho detto la mia, pensavo di essere stato chiaro, come sempre. Mi sono sbagliato».

     

    Con Egle Possetti, la responsabile del Comitato delle vittime del Ponte ci ha parlato?

    «Sì, e la signora ha capito che le mie intenzioni non erano quelle. Toscani non ha fatto crollare il Ponte».

     

    OLIVIERO TOSCANI OLIVIERO TOSCANI

    Farà qualcosa per il Comitato?

    «Sì, mi interessa personalmente come testimone del mio tempo. A maggior ragione che ci sono finito in mezzo, almeno mediaticamente».

     

    Il presidente di Edizioni holding, Gianni Mion, commentando la sua uscita sul Ponte ha parlato di “attacchi di senilità”.

    «Questi problemi forse li ha lui che è stato sempre dietro una scrivania, mentre qualcun altro si faceva venire delle idee fantastiche per portare l’azienda al successo. Dovrebbe averne più rispetto».

    oliviero toscani oliviero toscani

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