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ASSOLTI PER “BUONA FEDE” - IL BUCO NELL’ACQUA DELL'INCHIESTA SULLA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA A MILANO FA LITIGARE BEPPE SALA E IL PROCURATORE MARCELLO VIOLA - IL SINDACO INCALZA: "SONO AMAREGGIATO DALLA "VIOLENZA VERBALE USATA DAI PM NEL SOSTENERE LE ACCUSE" - VIOLA RISPONDE: "LA PROCURA E' UNA E SI MUOVE IN SINTONIA" - SECONDO I GIUDICI, IL FATTO CHE IL PROGETTO (DIVENTATO POI QUELLO DI UN MEGA GRATTACIELO) VENISSE DAL COMUNE STESSO E CHE ABBIA SUPERATO I DUE GRADI DI GIUDIZIO SULLA LEGITTIMITA’ "NON PUÒ ESSERE SVALUTATO NELLA RICOSTRUZIONE DELL’ATTEGGIAMENTO PSICOLOGICO" DEL COSTRUTTORE, CHE E’ DA RITENERSI IN “BUONA FEDE”
Estratto dall’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
INCHIESTA URBANISTICA A MILANO
La «buona fede» dei costruttori colpisce ancora un’inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica cittadina.
Nel senso che questo argomento, cioè il legittimo (almeno sino al 2023) affidamento riposto dagli operatori immobiliari nelle prassi consolidate del Comune di Milano e nella passata giurisprudenza amministrativa di Tar e Consiglio di Stato, «buona fede» posta l’altro ieri dalla VII sezione del Tribunale di Milano alla base dell’assoluzione di tutti gli 8 imputati di lottizzazione abusiva del grattacielo di 84 metri «Torre Milano» nel primo dei processi sull’urbanistica cittadina a essere andato a sentenza, viene valorizzato anche dal Tribunale del Riesame nelle depositate motivazioni dell’annullamento lo scorso 24 gennaio del sequestro del cantiere «Unico Brera» in via Anfiteatro, a seguito del ricorso di proprio uno degli imputati assolti martedì, il costruttore Stefano Rusconi.
[...] Le ultime 4 pagine rimarcano che «la provenienza del progetto dalla stessa Amministrazione comunale, la regolarità ritenuta dai competenti uffici, e l’esito favorevole dei due gradi di giudizio amministrativo sulla legittimità del titolo, depongono nel senso di un affidamento maturato», che «non può essere svalutato nella ricostruzione dell’atteggiamento psicologico» del costruttore.
In questo quadro, dopo aver assistito l’altro ieri all’affondo del sindaco Beppe Sala (dettosi «molto amareggiato» dalla «violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse»), [...], il procuratore Marcello Viola ritiene di intervenire con accanto Paolo Ielo, il procuratore aggiunto subentrato alla collega Tiziana Siciliano in pensione da dicembre 2025.
«Non abbiamo alcuna volontà né voglia di interferire con attività delle autorità amministrative — dice Viola —, come ufficio mi sento di dare un segnale di rasserenamento. Si lasci lavorare con tranquillità chi deve lavorare.
beppe sala e l inchiesta sull urbanistica a milano - vignetta di osho
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