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    E' MORTO PEPPINO CALDAROLA - ERA RICOVERATO AL POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA, AVEVA 74 ANNI - DIRIGENTE DEL PARTITO COMUNISTA A BARI, POI DEPUTATO PER DUE LEGISLATURE DEL GRUPPO L'ULIVO - GIORNALISTA, È STATO VICE-DIRETTORE DI “RINASCITA”, FONDATORE E PRIMO DIRETTORE DI ITALIARADIO - “MIO PADRE ERA OPERAIO E SI INDEBITÒ CON GLI USURAI PER SALVARE MIA SORELLA MALATA DI CUORE. E ALLA FINE DOVETTE REGALARE LA PROPRIA CASA AGLI USURAI”


     
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    peppino caldarola e massimo dalema peppino caldarola e massimo dalema

    MORTO PEPPINO CALDAROLA, DIRIGENTE PCI E DIRETTORE UNITÀ

     (ANSA) - E' morto al Policlinico Umberto I di Roma, dopo una breve malattia, a 74 anni, Peppino Caldarola. Dirigente del Partito Comunista a Bari, poi deputato per due legislature del Gruppo L'Ulivo. Giornalista, è stato vice-direttore di Rinascita, fondatore e primo direttore di Italiaradio. Dopo lo scioglimento del Pci ha aderito al Partito Democratico della Sinistra e, successivamente, ai Democratici di Sinistra. Dal 1996 al 1998 e dal 1999 al 2000 è stato direttore dell'Unità.

    PEPPINO CALDAROLA FOTO ANDREA ARRIGA PEPPINO CALDAROLA FOTO ANDREA ARRIGA

     

    BIOGRAFIA DI PEPPINO CALDAROLA

    Da https://www.cinquantamila.it/

     

    • (Giuseppe) Bari 9 settembre 1946. Giornalista, è stato vicedirettore di Rinascita, direttore di ItaliaRadio e dell’Unità (1996-1998, 1999-2000), poi direttore del Riformista. Politico, già portavoce del segretario ds Piero Fassino, e prima ancora collaboratore di Enrico Berlinguer, nel 2001 e 2006 fu eletto alla Camera (Ds). «Da una polemica o si esce vincitori o si esce sconfitti. Il pareggio non esiste».

     

    peppino caldarola peppino caldarola

    • «Socialista di tradizione comunista» (Il Foglio), tra i più scettici alla nascita del Pd («una semplice somma di nomenclature e di partiti personali, sindaci, assessori, golden share emiliana»), nel 2008 non è stato candidato: «È un epilogo naturale. Questi sei anni non sono stati un granché, mi hanno fatto parlare solo cinque volte in aula di cui tre in piena notte». Si è vendicato sparando bordate dal blog “Vaicolmambo”.

     

    • «Mia madre era un’operaia alla manifattura tabacchi, sezione sigari. Quando ebbe lo scatto sociale diventò commessa dell’Upim. Mio padre era un operaio che dopo la guerra studiò e divenne impiegato alla Banca d’Italia. Una vita difficile. Mio padre si indebitò con gli usurai per salvare mia sorella malata di cuore. E alla fine dovette regalare la propria casa agli usurai. Forse da qui deriva la mia combattività».

     

    peppino caldarola e michele santoro peppino caldarola e michele santoro

    • È stato presidente dell’associazione interparlamentare amici di Israele.

     

    • Ha scritto qualche libro sulla sinistra, sulla mafia e su Israele. Da ultimo Controcorrente (Laterza, 2013) in cui intervista Massimo  D’Alema.

     

    • Si dichiara di sinistra ma apolide.

     

    • «Ha preso l’Unità come un tassì» (a proposito Renato Soru) [Fog  03/03/2009].

     

    • «Ha definito Santoro “il Lucio Presta del giustizialismo italiano, il press agent di Marco Travaglio”» (Aldo Grasso) [CdS 25/09/2009].

    pietro folena e peppino caldarola pietro folena e peppino caldarola

    • «Renzi? Dà l’impressione di non aver mai letto un libro, mi appare tremendamente privo di contenuti» (Fabio Martini) [Sta 28/10/2011].

     

    • « (…) Peppino Caldarola spiega le ragioni della decadenza del Pd. Un partito cui non ha mai voluto iscriversi. “Se inizialmente ero rimasto affascinato dall’idea, espressa da Veltroni al Lingotto, di trovare una casa del riformismo italiano, mi sono sentito tradito dall’alleanza con Antonio Di Pietro. In quell’occasione fummo in tre a schierarci contro: io e i senatori Marco Follini e Antonio Polito. Da lì è iniziato un processo di distacco che mi ha portato fuori”» (Costanza Rizzacasa) [Iog 07/10/2009].

     

    peppino caldarola peppino caldarola

    • Il 20 gennaio 2012 il tribunale di Roma lo ha condannato, insieme ad Antonio Polito, a risarcire con 25mila euro il vignettista Vauro. Caldarola aveva definito antisemita una vignetta pubblicata sul manifesto, in cui si vedeva Fiamma Nierenstein, giornalista ebrea e deputata del Pdl, disegnata col naso adunco e la stella di David cucita sul petto e la scritta “Fiamma Frankestein”. «Ho ironizzato sulla sinistra radical mettendo una frase di critica contro la vignetta di Vauro sostenendo che è come se avesse scritto “sporca ebrea” » (Peppino Caldarola) [Linkiesta.it 24/01/2012]. «E così i giudici non hanno semplicemente sentenziato a favore del diritto di satira (diritto che nessuno aveva messo in discussione: Caldarola non aveva chiesto la censura della vignetta, semplicemente pensava di poterla criticare) ma contro il diritto a criticare la satira. E anche, mi pare, contro il diritto a criticare l’antisemitismo» (Piero Sansonetti) [Altri 24/01/2012].

     

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    • Sposato con Emanuela, tre figli.

    • Milanista, iscritto al fan club del Milan di Montecitorio (presieduto da Enrico Letta).

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