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    ERDOGAN PASSA ALL’INCASSO - IL SULTANO TURCO HA DIFESO TRIPOLI DALL’ASSALTO DI HAFTAR E ORA PUNTA A COSTRUIRE UNA PARTNERSHIP ECONOMICA, INSIEME ALLA CONFERMA DELL’INTESA SULLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE MARITTIME NEL MEDITERRANEO - IERI IL GOVERNO LIBICO È ANDATO A BACIARGLI LA PANTOFOLA, MENTRE DI MAIO INCASSA LA PROMESSA DI UN AIUTO DAGLI USA PER FAR USCIRE DAL PAESE I RUSSI E TURCHI (NON SARÀ TROPPO TARDI?)


     
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    recep tayyip erdogan recep tayyip erdogan

    1 – ERDOGAN INCASSA GLI ACCORDI CON TRIPOLI E GAREGGIA CON L'ITALIA

    Monica Ricci Sargentini per il "Corriere della Sera"

     

    La Turchia segna un punto a suo favore nella partita per la ricostruzione in Libia. Ad Ankara ieri è arrivato l' intero governo di Tripoli. Oltre al nuovo premier Abdel Hamid Dabaiba ci sono 14 ministri, 5 vicepremier, il capo di stato maggiore, generale Mohammed al-Haddad, e una sfilza di alti funzionari.

     

    Erdogan Fayez al-Sarraj Erdogan Fayez al-Sarraj

    Dopo aver difeso la capitale libica dall' assalto del generale della Cirenaica Khalifa Haftar, Erdogan ora punta ad una solida partnership economica oltre alla conferma dell' intesa sullo sfruttamento delle risorse marittime nel Mediterraneo, siglata nel 2019 con l' allora premier Al-Sarraj e fortemente contestata dagli altri attori della regione, dalla Grecia all' Egitto.

     

    mario draghi in libia mario draghi in libia

    Dopo i colloqui istituzionali oggi sarà la volta degli incontri con il mondo imprenditoriale turco che non vede l' ora di riprendere le commesse miliardarie interrotte dalla guerra.

    Non è una buona notizia per l' Italia dopo gli attriti con Ankara sul Sofagate .

    La spartizione turco russa delle libie - mappa limes La spartizione turco russa delle libie - mappa limes

     

    Una settimana fa il premier Mario Draghi aveva scelto Tripoli come prima trasferta internazionale per sostenere il processo di ricostruzione civile del Paese e recuperare le posizioni perdute rispetto a Russia e Turchia.

     

    Dalla seconda metà del 2020 Ankara è diventata sempre più aggressiva nella sua politica internazionale. Nonostante gli appelli dell' Onu al ritiro delle truppe mercenarie dal Paese, ieri Erdogan ha ribadito il supporto militare alla Libia.

    IL SOFAGATE VISTO DA OSHO IL SOFAGATE VISTO DA OSHO

     

    2 – DI MAIO INCASSA L'AIUTO DI BLINKEN SULLA LIBIA "VIA LE TRUPPE STRANIERE, LAVOREREMO INSIEME"

    Francesco Semprini per "La Stampa"

     

    Italia e Stati Uniti sono convinte della necessità di lavorare su una progressiva smobilitazione delle forze militari straniere in Libia, di ogni appartenenza e collocazione, al fine di rafforzare il cessate il fuoco e agevolare il processo di pacificazione e stabilizzazione del Paese.

    KHALIFA HAFTAR SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA 1 KHALIFA HAFTAR SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA 1

     

    È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla luce del colloquio avuto nella mattinata di ieri con il collega americano Antony Blinken, appuntamento centrale della missione di due giorni a Washington del titolare della Farnesina, primo esponente di un governo straniero a recarsi di persona negli Usa per incontrare l' amministrazione di Joe Biden.

     

    mario draghi in libia 5 mario draghi in libia 5

    «Condividiamo la preoccupazione per la presenza di forze straniere», spiega il capo della diplomazia italiana in riferimento alle truppe russe e turche. È anche su questa direttrice che si articola la rinnovata collaborazione tra Roma e Washington sul dossier libico «che si profila più forte», spiega Di Maio e pertanto strategica per accelerare «il processo di unificazione e stabilizzazione del Paese».

     

    L' Italia da parte sua ha più volte auspicato maggiore partecipazione americana, in particolare a garanzia degli sforzi dell' esecutivo guidato da Mario Draghi volti a reinserirsi nella partita dominata negli ultimi due anni da Turchia e Russia, coi rispettivi presidi militari (più o meno ufficiali) nel Paese nordafricano.

    PUTIN ERDOGAN PUTIN ERDOGAN

     

    «Con Blinken abbiamo passato in rassegna i prossimi passi per un maggior coinvolgimento degli Stati Uniti», rende noto il titolare della Farnesina che dovrebbe abbracciare una serie di azioni sia politiche che economiche ma anche sul fronte della lotta al traffico di esseri umani, la sicurezza e la lotta al terrorismo.

     

    PESCATORI SEQUESTRATI IN LIBIA 5 PESCATORI SEQUESTRATI IN LIBIA 5

    L' indicazione che emerge è di utilizzare i canali di confronto già sperimentati, come la conferenza di Berlino dove al tavolo dei colloqui si portano proposte concrete sui temi dello smantellamento delle milizie e il richiamo progressivo delle forze stranieri regolari e non, anche su impulso degli Stati Uniti.

     

    PUTIN ERDOGAN PUTIN ERDOGAN

    In questo senso c' è sintonia tra Italia e Usa ai cui rapporti storici (quest' anno si celebrano i 160 anni delle relazioni bilaterali) se ne aggiungono «di nuovi e sempre più forti per affrontare diverse sfide: dal cambiamento climatico al Mediterraneo, passando per l' Ucraina su cui vedremo nei prossimi giorni nuove opportunità di dialogo tra i leader europei e gli Stati Uniti».

     

    Convinzione condivisa da Blinken secondo cui «la voce e la leadership dell' Italia sono cruciali in dossier condivisi, dalla Libia alla pandemia, dall' Afghanistan all' ambiente». Tema quest' ultimo su cui l' Italia sta pensando ad un inviato speciale mutuando il «modello John Kerry» presente per altro ai colloqui di ieri a Foggy Bottom.

    abdul hamid mohammed dbeibah abdul hamid mohammed dbeibah

     

    Sul ritiro dall' Afghanistan il ministro è perentorio: «Siamo andati insieme, usciremo insieme», e un annuncio americano in questo senso è atteso nelle prossime settimane. Sul fronte della lotta alla pandemia infine sono stati individuati spunti di collaborazione grazie anche al colloquio che Di Maio ha avuto con Anthony Fauci.

     

    Con l' immunologo della Casa Bianca e Blinken «abbiamo concordato sulla necessità di accelerare la campagna vaccinale, di organizzarci meglio come Occidente per fronteggiare la geopolitica dei vaccini dal quadrante orientale». La linea di Washington però è ferma: si punta a completare la vaccinazione degli americani prima di dare una mano all' Europa.

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