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    C’E’ POCO DA CINGUETTARE - FRA I DIPENDENTI DI TWITTER LA TENSIONE RESTA ALTA DOPO L’ACQUISIZIONE DA PARTE DI ELON MUSK: A TRANSAZIONE CONCLUSA, DOPO L'ESTATE, NON CI SARANNO PIÙ UN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E UN AMMINISTRATORE DELEGATO. PROBABILE CHE MUSK SI OCCUPI PERSONALMENTE DEL SOCIAL MEDIA E CEDA LO SCETTRO IN UN SECONDO MOMENTO - L'OPERAZIONE SI STA RIVERBERANDO SULL'INTERO SETTORE DEI SOCIAL: IL MONDO BIG TECH E’ PREOCCUPATO DAL FATTO CHE MUSK RIACCENDA L'INTERESSE DI WASHINGTON SULLA SILICON VALLEY PER TIMORI DI INFLUENZE SULLA VITA POLITICA DEL PAESE…


     
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    ELON MUSK TWITTER ELON MUSK TWITTER

    Gabriele De Stefani per “la Stampa”

     

    Il giorno dopo l'affare del secolo che lo ha portato a comprarsi Twitter per 44 miliardi di dollari, Elon Musk incassa un endorsement pesante e un secco divieto che lo limita nella piazza che a breve sarà tutta sua. L'appoggio è quello dell'uomo che ha fondato il social newtork nel 2006 e ne è stato l'amministratore delegato a più riprese, fino all'anno scorso: Jack Dorsey non si iscrive all'ampio partito degli scettici e dice che con il patron di Tesla «Twitter prende la strada giusta».

     

    LA COPERTINA DI TIME SULL ACQUISTO DI TWITTER DA PARTE DI ELON MUSK LA COPERTINA DI TIME SULL ACQUISTO DI TWITTER DA PARTE DI ELON MUSK

    Musk però dovrà contenersi per un po' con i suoi tweet: nell'accordo con cui rileva il social newtork, si è impegnato a evitare uscite denigratorie dell'azienda o dei suoi rappresentanti. Quindi qualche critica è ammessa - ed Elon in passato ne aveva mossa più d'una - ma entro certi limiti.

     

    Il divieto emerge dalle comunicazioni del gruppo alla Sec, l'autorità borsistica americana. E arriva mentre la giustizia statunitense respinge la richiesta di Musk di mettere fine all'accordo con la Sec del 2018, che prevede il controllo dei tweet dell'amministratore delegato del colosso delle auto elettriche da parte di un cosiddetto "Twitter Sitter", un badante dei suoi cinguettii. L'intesa è legata al tweet in cui Musk annunciava di essersi assicurato i fondi per il delisting di Tesla a 430 dollari per azione. Un'affermazione azzardata che ha creato non pochi problemi a Musk, portandolo a uno scontro acceso con la Consob americana.

    L OFFERTA DI ELON MUSK PER TWITTER L OFFERTA DI ELON MUSK PER TWITTER

     

    Proprio dalle comunicazioni alla Sec iniziano a emergere i primi dettagli sull'intesa da 44 miliardi di dollari. Nel caso in cui una delle due parti dovesse cambiare idea e decidesse di far saltare tutto, dovrebbe versare all'altra una penale di un miliardo, una cifra ritenuta molto bassa rispetto all'abituale per operazioni del genere.

     

    Fra i dipendenti del social, che hanno ricevuto parole poco incoraggianti dal ceo Parag Agrawal, resta alta: a transazione conclusa, verosimilmente dopo l'estate, non ci saranno più un consiglio di amministrazione e un amministratore delegato. Probabile infatti che Musk si occupi inizialmente di Twitter e ceda lo scettro in un secondo momento, quando il nuovo corso sarà stato avviato. Ma a chi e come non è chiaro.

     

    CRONOLOGIA DEL RAPPORTO TRA ELON MUSK E TWITTER CRONOLOGIA DEL RAPPORTO TRA ELON MUSK E TWITTER

    Di sicuro l'operazione si sta riverberando sull'intero settore dei social. Segue con attenzione anche Big Tech, preoccupata dal fatto che Musk riaccenda l'interesse di Washington sulla Silicon Valley per timori di influenze sulla vita politica del Paese, a partire dal possibile ritorno di Donald Trump. E per il tech il momento è delicato anche per il susseguirsi di numeri di bilancio poco incoraggianti a certificare la fine della grande bolla vissuta nel biennio della pandemia.

     

    Elon Musk su Twitter Elon Musk su Twitter

    A Microsoft che chiude i primi tre mesi dell'anno sopra le attese e avanza decisa in borsa, si contrappone la delusione di Google. Alphabet archivia il primo trimestre con ricavi per 68,01 miliardi di dollari, in aumento del 23%. Ma si tratta della crescita più bassa dal 2020 e legata all'aumento dell'inflazione e alla guerra in Ucraina che hanno ridotto l'appetito per le spese pubblicitarie. L'utile netto è sceso dell'8,3% a 16,4 miliardi. Risultati deludenti che penalizzano i titoli Google a Wall Street, dove arriva a perdere fino al 4%.

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