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    GLI ITALIANI CHE SI RIVOLGONO A SERVIZI ESTETICI LOW COST SONO 5 MILIONI - ABITUATI A PAGARE "IN NERO", SI METTONO NELLE MANI DI CHI SI PROFESSA "ALTERNATIVO" ALLA MEDICINA TRADIZIONALE - QUALCHE VOLTA QUALCUNO CI MUORE, PER IL SILICONE INIETTATO IN CORPO - SONO VITTIME DI UNA CULTURA ORMAI POPOLARE CHE DISCONOSCE E DISPREZZA LE COMPETENZE E CHI LE PORTA...


     
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    Riccardo Galli per blitzquotidiano.it

     

    chirurgia estetica chirurgia estetica

    Alla confluenza di due grandi fiumi un vastissimo delta paludoso, di quelli che non si asciugano né si bonificano. I due grandi fiumi, il primo è l’abitudine, l’affezione, la familiarità, la tradizione del comprare, pagare, farsi pagare, commerciare merci e servizi in “nero”. In nero pagare e in nero farsi pagare esercita fascino, evoca consuetudine, è insomma anche psicologicamente e culturalmente normale. Non accende alcun sospetto di affidabilità, non viene percepito come indice di carente professionalità, prestazione, sicurezza. Il primo grande fiume che va a formare il delta delle paludi è il paghiamoci in nero che non intacca la fiducia reciproca anzi rafforza la reciproca complice intesa.

     

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    Il secondo fiume è la passione, l’invaghimento, l’amore per l’alternativo. Alternativo che se si fregia anche dell’irregolare è un gradito optional. Se Stati, scienze, libri, competenze hanno la fondamentale funzione di fregarti e quella correlata di negarti l’accesso alla verità e ai suoi servizi, allora chiunque opera fuori delle regole non è un pericolo, anzi è “bravo” proprio perché fuori dalle regole.

     

    E quasi sempre, oltre che dare il brivido dell’irregolarità, l’irregolare offre la garanzia dell’alternativo. Quel che la medicina tradizionale ti nasconde o ti nega, quel che gli studi professionali delle Caste dicono non esista e non si possa…E invece si può. E pure a basso prezzo. Basso rispetto ai prezzi di studi e circuiti ufficiali. Quindi…Quindi almeno cinque milioni di italiani vanno a comprarsi a nero la bellezza low cost garantita da operatori irregolari e doverosamente alternativi.

     

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    Vi confluiscono il gran fiume del nero e il gran fiume dell’alternativo ed è la palude dove i milioni di italiani vanno a cercare trattamenti di depilazioni, di dimagramento, di botulini, di silicone… il tutto a prezzi stracciati. Signore della palude è il web: lì ci trovi offerte speciali quante ne vuoi, liste dei chirurghi preferiti… Ma sono poi chirurghi o anche solo medici? Quasi mai.

     

    Ma questo non spaventa, anzi attrae. Molti si sentono in gamba nell’avvalersi di circuiti e prestazioni a domicilio. In gamba e normali dell’approfittare delle occasioni sul mercato. Un po’ come coloro che si sentivano abili e astuti nel farsi venire parrucchiere o manicure a casa quando c’era il lockdown per i centri estetici. Abili e astuti nell’aggirare la regola e il suo fastidio.

     

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    Qualche volta qualcuno ci muore di silicone a prezzi stracciati iniettato in corpo. Pietà e cordoglio e dolore e compassione per queste vittime, quelle che arrivano alla cronaca e le moltissime che alla cronaca non arrivano perché la bellezza a nero, irregolare e alternativa magari solo le deturpa e o le fa star male senza mandarle al cimitero.

     

    Sono vittime ignare di ciò che credono di acquistare, ignare di ciò che loro fanno e di ciò che si fanno fare. Talvolta vittime di praticoni che a loro volta non sanno ciò che fanno. Spesso vittime di imbroglioni travestiti da soccorritori a migliorar la vita. Vittime anche di una cultura ormai popolare e di massa che disconosce e disprezza le competenze e chi le porta. Vittime ignare, non sempre però ignare di aver scelto l’ignoranza come bussola nella e della vita.

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