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    I CINESI CE LO VOGLIONO METTERE NEL DI DIETRO… IL TAMPONE! – IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI HA CHIESTO ALLE AUTORITÀ DI PECHINO DI NON SOTTOPORRE IL PERSONALE DIPLOMATICO AMERICANO ALLA PRATICA DEI TAMPONI ANALI: “NON ACCETTIAMO QUESTO TIPO DI TEST”. MA LA PROPAGANDA CINESE SOSTIENE CHE NESSUNO HA MAI CHIESTO AGLI AMERICANI DI APRIRE LE CHIAPPE: PER ORA I TEST SONO RIVOLTI SOLO A GRUPPI DI PERSONE CONSIDERATE…


     
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    TAMPONE ANALE IN CINA TAMPONE ANALE IN CINA

    QUASI QUASI MI FACCIO UN TAMP...ANO - PECHINO STA USANDO TAMPONI ANALI PER TESTARE I RESIDENTI, UN METODO CHE SECONDO GLI ESPERTI È PIÙ ACCURATO E AUMENTA LE POSSIBILITÀ DI RILEVARE I CASI DI POSITIVITÀ – SECONDO I MEDICI CINESI IL VIRUS RESISTE PIÙ A LUNGO NELL'ANO O NEGLI ESCREMENTI RISPETTO ALLA GOLA E AL NASO, MA RIMANE IL PICCOLO INCONVENIENTE DI DOVERSI CALARE LE BRAGHE…

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/quasi-quasi-mi-faccio-tamp-ano-pechino-sta-usando-tamponi-anali-259297.htm

     

    USA VESSATI DAL TAMPONE ANALE CINESE

    Stefano Graziosi per “La Verità”

     

    La tensione politico-diplomatica tra Washington e Pechino si dipana anche su questioni «imbarazzanti». Il governo degli Stati Uniti ha infatti chiesto alle autorità cinesi di non sottoporre il personale diplomatico americano presente in Cina alla pratica dei tamponi anali.

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    A riportare la notizia è stato - tra gli altri - il sito della Cnn, citando un portavoce del Dipartimento di Stato americano, che ha dichiarato: «Il Dipartimento di Stato non ha mai accettato questo tipo di test e ha protestato direttamente [con il ministero degli Affari Esteri cinese], quando abbiamo saputo che alcuni membri dello staff vi erano stati sottoposti».

     

    «Abbiamo ricevuto assicurazioni [dal ministero] che si trattava di un errore e che il personale diplomatico è esente dall' obbligo di questo test. Abbiamo incaricato il personale di rifiutare questo test se gli viene richiesto (come è stato fatto in passato)», ha aggiunto.

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    Ben lungi dal rivelarsi soltanto un problema tecnico, il portavoce di Foggy Bottom - secondo il sito Vice News - ne ha esplicitamente fatto una questione di «dignità», invocando il rispetto della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Una fonte qualificata americana, citata dalla Cnn, ha confermato tra l' altro che Washington avrebbe «negoziato per un po' con i cinesi» per evitare che il personale statunitense fosse sottoposto a questa tipologia di tampone.

     

    Da Pechino è tuttavia arrivata una (mezza) smentita. «Per quanto ne so, e ho anche verificato con i miei colleghi, la Cina non ha mai chiesto ai diplomatici statunitensi in Cina di sottoporsi a test con tampone anale», ha dichiarato l' altro ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian.

     

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    Secondo quanto riportato dal Global Times (organo del Partito comunista cinese), i tamponi rettali sono stati introdotti a gennaio a Pechino e Qingdao e risulterebbero rivolti esclusivamente a gruppi di persone considerate ad alto rischio (come, per esempio, chi arriva dall' estero).

     

    Come riferito dalla Cnn, «alcuni medici e studi in Cina li considerano più affidabili dei test con tampone nasale o faringeo», mentre altri esperti - secondo quanto riportato dal Washington Post lo scorso 27 gennaio- sarebbero di parere opposto.

     

    Ciò detto, il ricorso ai test anali è stato limitato a gruppi selezionati anche a causa del fastidio e dell' imbarazzo procurati. Stando a quanto infatti riportato dal South China Morning Post, il test viene eseguito «inserendo un batuffolo di cotone tra 3-5 centimetri nel retto e ruotandolo leggermente prima di essere ritirato».

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    Ora, è chiaro che - al di là dell' aspetto sanitario della faccenda - questo bizzarro attrito tra americani e cinesi possa avere delle ripercussioni sul piano politico. Pur non costituendo di per sé qualcosa di gravissimo, va comunque inserito nel più ampio quadro dei difficili rapporti tra Washington e Pechino, soprattutto dopo che -nel suo primo colloquio da presidente con Xi Jinping- Joe Biden ha criticato la Repubblica popolare su vari dossier (da Taiwan a Hong Kong, passando per lo Xinjiang). Del resto, lo abbiamo visto, lo stesso Dipartimento di Stato americano ha lasciato intendere che potesse esserci, da parte cinese, una volontà di umiliazione.

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    Né sarebbe una novità il ricorso all' umiliazione in politica internazionale: nel 1870, per dire, Otto von Bismarck ferì scientemente l' orgoglio dei francesi con l' apposito scopo di provocare una guerra. È per questo che l' affaire dei tamponi va inserito nella più complessa cornice dei turbolenti rapporti sino-americani. E sottovalutarlo potrebbe rivelarsi un errore.

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