messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

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LEONARDO MARIA DEL VECCHIO - FRANCESCO MILLERI

DAGOREPORT

I giochi son (quasi) fatti. La maggioranza degli otto eredi/azionisti di Delfin, in prima fila Leonardo Maria Del Vecchio, avrebbero preso la decisione di aderire all'offerta pubblica di scambio (OPAS) lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena.

 

Essendo la cassaforte della famiglia Del Vecchio, con il suo 17,5 per cento di MPS l’ago della bilancia della sfida tra Intesa e Siena, non occorre quindi aspettare l’esito dell’assemblea straordinaria di fine ottobre della banca toscana, dove servono i due terzi del capitale presente, pari al 66,6% per issare l’arco di trionfo per il Ceo di Ca’ de Sass, Carlo Messina?

 

PROFILO SU X DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Che la strada sia in totale discesa per Intesa, è certo, ma non è ancora detto. Solo vivendo sapremo se il presidente di Delfin, Francesco Milleri, favorevole al Ceo di Mps, Luigi Lovaglio, si allineerà alla volontà degli otto eredi/azionisti o si metterà contro?

 

Per gli analisti di Piazza Affari è quasi impossibile che Milleri abbia la forza di opporsi alla maggioranza degli azionisti/eredi.

 

Inoltre Del Vecchio Junior, che ha apertamente criticato Milleri sulla strategia finanziaria della Delfin, ha urgente bisogno di trasferire entro fine anno il proprio 12,5% della cassaforte di famiglia nella controllata Lmdv Fin, operazione già realizzata da altri eredi e indispensabile al riassetto delle sue attività finanziarie: in ballo ci sono da saldare i finanziamenti di 350 milioni ottenuti da Indo-Suez e i 650 da Unicredit.

 

leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata

L’altro ostacolo che potrebbe intralciare il successo dell’Opas di Intesa è il tema della concorrenza. L’Antitrust ha infatti avviato un'istruttoria "volta a verificare i possibili effetti sulle dinamiche concorrenziali in diversi e numerosi mercati bancari e assicurativi, su base sia locale che nazionale".

 

Pappandosi Mps, Intesa si porterebbe a casa il 13,5% di Generali, conquistato attraverso la scalata di Mediobanca, che è l’obiettivo finale del risiko, diventando così la prima azionista del Leone di Trieste con oltre il 16 per cento delle azioni.

 

E qui l’authority dovrà sbrogliare la matassa: perché la banca guidata da Carlo Messina è al vertice del ricco mercato delle polizze Vita e Generali si ritroverebbe come primo azionista un competitor del mercato assicurativo, anche se Intesa sottolinea che l’acquisizione della quota del Leone di Trieste va vista in “un’ottica puramente finanziaria”.

Caltagirone Lovaglio Milleri

 

Inoltre, la cessione di 635 agenzie bancarie di Mps al gruppo Unipol potrebbe non essere considerata sufficiente, soprattutto alla luce della acquisizione, nel perimetro di Intesa Sanpaolo, di oltre 600 nuovi sportelli in un mercato nazionale che vede già Intesa nel ruolo di leader indiscusso.

 

Se la decisione dei soci Delfin di mollare al suo destino Lovaglio andrà in buca c’è un’altra novità: si ritroverebbero di nuovo al fianco dell’ex compagno di viaggio, Caltagirone, che ha in tasca l’8% di Mps e il 6,3% di Generali.

 

Carlo Messina

L’imprenditore-editore romano”, ha sottolineato Rosario Dimito su “La Stampa”, ‘’è sicuramente al fianco di Intesa Sp perché spera di incassare denaro e un dividendo in termini di potere nelle Generali, il suo vecchio sogno di contare nella governance”.

 

Dimito prosegue: “E sostiene la banca milanese anche per una rivalsa nei confronti di Lovaglio, che il Caltagirone aveva rimosso dal timone, poi ha licenziato anche se ha subito la beffa della conferma da parte della maggioranza dei soci”.

 

GIORGIA MELONI - CINQUE MINUTI - FOTO LAPRESSE

Insomma, la sfida del risiko è giunta in dirittura d’arrivo, Intesa è in testa ma per tagliare il traguardo occorrerà anche vedere come la prenderà Giorgia Meloni che lo scorso agosto ha espresso contrarietà a un eventuale "spezzatino senese", auspicando che ‘’MPS mantenga la propria integrità, il nome e le radici territoriali senza essere smembrata’’.

 

La Statista della Garbatella, impegnata in una rovente campagna elettorale, sa bene che una eventuale acquisizione di Intesa-Unipol della banca senese, con i conseguenti esuberi, non verrebbe presa per niente bene dagli elettori di quelle regioni governate dal centrodestra (Umbria, Abruzzo, Molise, Marche, oltre la Toscana) dove Mps rappresenta un punto fermo del credito e del risparmio del territorio.

LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI