• Dagospia

    GUERRA SANTA DA RIDERE - IL BESTIARIO DI LADY JIHAD E DELLA SUA FAMIGLIA - I DUBBI DELLA MAMMA: ''C'E' LA CORRENTE NELLO STATO ISLAMICO?'' - LA SORELLA: ''PARTIAMO SOLO CON LE MUTANDE'' - IL BATTIBECCO MADRE-FIGLIA: ''SE NON MI TROVO BENE DOPO ME LA PRENDO CON TE''


     
    Guarda la fotogallery

    Fabrizio D’Esposito per il “Fatto Quotidiano”

     

    MARIA GIULIA SERGIO CON LA SORELLA MARIANNA MARIA GIULIA SERGIO CON LA SORELLA MARIANNA

    Ci vorrebbe il Totò d’Arabia per alcuni brani irresistibili del bestiario jihadista della famiglia di Torre del Greco convertita all’Isis, i Sergio, poi emigrati in provincia di Milano. I quattro, padre, madre e due figlie, di cui una già in Siria, l’ormai nota Maria Giulia alias Fatima, discutono a lungo della partecipazione dell’intero nucleo familiare alla guerra. Prima di decidersi a partire, il padre Sergio e la mamma Assunta manifestano però parecchi dubbi.

     

    C’è la corrente lì?

    M. Giulia: Mia suocera dice vi aspetta a braccia aperte.

    Marianna (l’altra figlia): Inshallah.

    Assunta:Digli però mia mamma è preoccupata che vuole portarsi tutte le cose che ha di là, come dobbiamo fare?

     

     

    M. Giulia: Ma per questo mamma non c’è problema mamma, poi adesso parlo io con Said (il marito albanese di Maria Giulia, Aldo Kobuzi diventato un mujahed, ndr).

    MARIA GIULIA SERGIO PAPA E MAMMA MARIA GIULIA SERGIO PAPA E MAMMA

    Marianna: Carichiamoci pure il mobile della sala.

    Assunta: Pure i mobili mi porterei.

    M. Giulia: No mamma, i mobili no.

    Assunta: La corrente c’è lì?

    M. Giulia: C’è tutto.

     

    Marianna: C’è anche la lavatrice però a mamma la lavatrice gliela danno lo stesso? Perché è anziana?

    M. Giulia: A mamma gli danno tutto io scrivo una lettera a Dawla Islamia, non preoccuparti.

    Assunta: Allora facciamo i bagagli e andiamocene.

    Marianna: Perché sai che mamma deve mettere sette otto lavatrici al giorno, come sempre no?

     

    Il paradiso

    MARIA GIULIA SERGIO JIHAD CALIFFATO MARIA GIULIA SERGIO JIHAD CALIFFATO

    Scrive il gip di Milano: Maria Giulia non smette di decantare quanto sia bello vivere nello stato islamico, dove a tutti viene distribuito cibo in abbondanza, viene garantita l’assistenza sanitaria, il diritto allo studio e dove vige una rigorosa disciplina nel modo di vestire, così che nessuno si senta migliore degli altri.

     

    Mutande e biancheria

    Marianna: Mamma è preoccupata per la biancheria, come fa? Io dico va beh partiamo solo con le mutande così mettiamo dentro tutte le lenzuola, tutte le cose, non lo so.

    M. Giulia: Sì così, così sì.

    Marianna: Partiamo solo con le mutande.

     

    Tieni un autotreno? Il gip precisa che i familiari ancora in Italia, padre e madre parlano in napoletano

    MARIA GIULIA SERGIO FAMIGLIA 4 MARIA GIULIA SERGIO FAMIGLIA 4

     

    Assunta: La roba che ho qua, poi là devo fare l’eremita che non ho niente, neanche un asciugamano.

    Sergio: Scusa come te li porti là, prima cosa, tieni un autotreno?

     

     

    Spirito d’iniziativa

    Assunta: E se io non mi trovo bene là? Io non posso fare marcia indietro.

    Marianna: Ma che cosa non ti trovi bene?

    Assunta: Che ne so io, qualsiasi cosa.

    Marianna: Cosa... non ti piace il mangiare, non c’è il caffè? Devi avere un po’ di spirito di iniziativa, dai.

    Assunta: Ehhh di iniziativa voglio vedere voi perché lei diceva mi mancano le mie es ig en ze quando era lì?

     

    M a r i an n a : Sì, perché tu hai detto a mamma mi mancano le mie abitudini ma io ho detto a mamma sicuramente le tue coccole.

    Assunta: Pure a me mi mancheranno le mie abitudini, cosa faccio?

    Marianna: Ma tu hai due figlie lì, lei era lì da sola.

    Assunta: Non mi sento sicura di fare questo viaggio.

     

    MARIA GIULIA SERGIO 2 MARIA GIULIA SERGIO 2

    Marianna: Comunque, questa è opera di Satana e basta.

    Assunta: È opera di Satana, non lo so di chi è l’opera.

    Marianna: Mamma, è opera di Satana.

    Assunta: Però io so che non me la sento di fare questo viaggio.

     

    Ricordati che devi morire

     

    Maria Giulia: Quando ti ho detto c’è il califfo la Hijra (l’emigrazione) è un obbligo... è obbligatorio. Coloro che non fanno Hijranella (per) la terra del l’Islam pagheranno tutto nel giorno del giudizio con il fuoco dell’inferno, e con l’ira di Allah l’Altissimo... che Dio mi salvi... che Allah l’Altissimo ci preservi da questo destino infelice, speriamo nella preghiera. Non fare come gli ipocriti. Come quelli che dicono noi siamo musulmani ma non hanno l’islam nel cuore... fanno soltanto esercizio fisico... 5 preghiere al giorno e basta, ok? Ricordati mamma che quando sarai morta nessuno ti aiuterà, nessuno. Quando sarai morta il destino è già scritto, hai capito? Nessuno potrà aiutarti e non ci sarà perdono alcuno per coloro che hanno disobbedito a Allah l’Altissimo.

    MARIA GIULIA SERGIO COL PADRE MARIA GIULIA SERGIO COL PADRE

     

    Assunta: Io se non mi trovo bene dopo con te me la prenderò perché tu mi hai costretta a venire.

     

    Prima i debiti

    M. Giulia: Ah! Ascolta papà, parliamo di una cosa seria, pà ascolta pà, perché tu vai di nuovo, cos’hai deciso di andare a lavorare.

    Sergio: Sì.

    FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1 FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1

    M. Giulia: Ma perché? Perché?

    Sergio: Perché? Perché papà già cinque anni sono stato così, quattro anni e mezzo.

    M. Giulia: Ma cosa devi fare, ma Subhana Allah (Lode ad Allah), cosa devi fare a lavorare per questi maledetti kuffar (miscredenti)?

    Assunta in sottofondo: D i gl i che devi togliere i debiti che abbiamo.

     

    Sì, sì, ho capito

    M. Giulia: Noi non possiamo stare in mezzo ai miscredenti maledetti.

    Sergio: Sì, sì.

    MARIA GIULIA SERGIO MARIA GIULIA SERGIO

    Maria Giulia: Noi dobbiamo venire qui, nella terra della Siria.

    Sergio: Nella terra della Siria, sì...

    M. Giulia: Dove c’è il califfo.

    Sergio: Esatto, esatto.

    FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO

     

    Guarda la fotogallery


    ultimi Dagoreport