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    IL CINEMA DEI GIUSTI - MAGARI NON È IL MOMENTO MIGLIORE IN ITALIA PER DISTRIBUIRE IL NUOVO FILM DEI FRATELLI DARDENNE "TORI E LOKITA", CHE RACCONTA LE PICCOLE, TRISTI AVVENTURE DI UNA RAGAZZA SENZA DOCUMENTI IN BELGIO E DI UN RAGAZZINO CHE DOVREBBE ESSERE SUO FRATELLO, MA NON LO È - SENZA DOCUMENTI, I DUE SI DEVONO ARRANGIARE LAVORANDO PER I PICCOLI TRAFFICI DI DROGA LOCALI GESTITI DA BIANCHI E DA CATTIVI CUOCHI ITALIANI. NON DITELO NÉ ALLA MELONI NÉ A MACRON… - VIDEO


     
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    Tori e Lokita Tori e Lokita

    Marco Giusti per Dagospia 

     

    Magari non è il momento migliore in Italia per distribuire il nuovo film dei fratelli Dardenne "Tori e Lokita", serio, rigoroso, sentito e ovviamente bene accolto lo scorso maggio a Cannes, anche se non aggiunge molto di nuovo ne' alla loro filmografia ne' al loro impegno sociale.

     

    Tori e Lokita Tori e Lokita

    Minimalista come si addice ai due registi belgi, tratta di piccole, tristi avventure di immigrazione di una ragazza senza documenti in Belgio, Lokita, interpretata da Mbundo Joely, che deve mandare i soldi alla mamma strega del villaggio per fare studiare i fratellini e ripagare quelli che l'hanno portata in Europa, e di un ragazzino cresciuto in fretta, Tori, Pablo Schils, che dovrebbe essere suo fratello, ma non lo è, che lei ha incontrato all'orfanatrofio.

     

    Tori e Lokita Tori e Lokita

    Senza documenti, non riuscendo a provare di essere fratelli, i due si devono arrangiare lavorando per i piccoli traffici di droga locali gestiti da bianchi e da cattivi cuochi italiani. Non ditelo né alla Meloni né a Macron. Tutta gente orrenda e senza cuore che quando può approfitta anche di Lokita. "Non sei te che ti devi sentire sporca" le dice Tori  "Sono loro che sono sporchi".

     

    Tori e Lokita Tori e Lokita

    L'unico momento di conforto per i due è proprio nel costruito rapporto tra fratello e sorella, voluto da entrambi, e sancito dall'esecuzione in italiano, perché sono sbarcati in Sicilia, di "Alla fiera dell'Est", ricordate?, il vecchio successo di Branduardi che è in realtà la rielaborazione di un vecchio canto degli ebrei dell'entroterra ligure piemontese, come mi spiegò tanti anni fa Lele Luzzati in quanto ebreo ligure. E per un periodo della sua vita pure profugo.

     

    Tori e Lokita Tori e Lokita

    Le cose si complicano quando Lokita accetta un lavoro claustrofobico di "giardiniera" in una specie di capannone dove si coltiva droga e non può vedere Tori. Bello, sincero, con un gran lavoro dei Dardenne sugli attori, magnifici, e sulla ricostruzione realistica di tutta la storia e l'ambientazione, magari ha una parte centrale un po' ovvia, ma è qualcosa che va visto senza snobismo cinefilo con gli occhi aperti per capire cosa accade davvero in Europa, tra Italia e Francia. In sala.

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