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    IL MONZA DA QUANDO C'E' BERLUSCONI NON HA MAI VINTO. E SILVIO CAMBIA SUBITO L'ALLENATORE: VIA ZAFFARONI, ECCO L'EX MILAN BROCCHI - DAL “CATTIVO SARTO” ZACCHERONI A TABAREZ “CANTANTE DI SANREMO”, IL RAPPORTO COMPLICATO DEL CAV CON I SUOI TECNICI – IERI AL BRIANTEO IN TRIBUNA C’ERA CAPELLO - VIDEO STRACULT CON POZZETTO


     
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    Monica Colombo per corriere.it

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    Quando Silvio Berlusconi, nostalgico dei fasti e dei riti calcistici, decise di acquistare, attraverso la cassaforte di famiglia, il Monza mai avrebbe immaginato di trovarsi di fronte a un Tourmalet da scalare.

     

    Aveva ipotizzato il raggiungimento della Serie A in due anni, puntando alla promozione nella serie cadetta in questa stagione. Dal 28 settembre, giorno del closing, a oggi in cinque partite ha ottenuto tre sconfitte e due pareggi (prima del suo insediamento la squadra aveva collezionato 9 punti in tre partite) Aveva immaginato di costruire una squadra italiana di bravi ragazzi, senza tatuaggi né barbe, con i capelli corti e un atteggiamento rispettoso nei confronti di arbitri e avversari. Il Monza ha incassato reti da giocatori dal corpo disegnato come pirati dei Caraibi. In questo momento la sua creatura ha 11 punti in classifica, lontana sette lunghezze dalla vetta e con l’allenatore sempre più in bilico.

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    Decisivo per le sorti di Zaffaroni, che pur di assecondare il diktat presidenziale ha schierato la difesa a quattro e le due punte, sarà il pranzo di oggi ad Arcore. Sarà il momento delle riflessioni e delle decisioni, dalle quali non è esclusa la chiamata di Christian Brocchi, vecchio pallino del Cavaliere. «Chi ci crede vince. Andate in campo e vincete con tre gol di scarto» ordinò Silvio ai suoi la scorsa settimana al Brianteo prima del pari con la Triestina. Peccato che poi tre gol sono sì arrivati, tre giorni dopo, ma nella porta dei brianzoli a Vicenza, davanti agli occhi di Paolo Scaroni che del club veneto diventerà presto socio e azionista.

     

    paolo berlusconi capello galliani paolo berlusconi capello galliani

    Ieri, sotto lo sguardo di Adriano Galliani e di Fabio Capello, la squadra ha perso in casa con il Teramo. Berlusconi vorrebbe allestire una squadra composta se non proprio tutta da brianzoli almeno da lombardi. Una specie di Atletico Bilbao della Padania: in questo senso va letto l’imminente ingaggio a gennaio del centrocampista Marco Fossati del Verona. Prodotto del settore giovanile del Milan, è nato a Monza. «Presidente, i bravi ragazzi sono adatti da dare in marito alle figlie, non da far giocare a pallone» ha provato a spiegargli Galliani in uno dei recenti incontri. Silvio ha riso, chissà se gli darà retta. O se procederà oggi con l’avvicendamento in panchina. Dopo aver definito Zaccheroni «un sarto che non fa buon uso della stoffa», Tabarez «un cantante di Sanremo», Allegri uno che, detto alla veneta «non capisse un c...», chissà che soprannome affibbierà a Zaffaroni. Anche del brivido degli esoneri, forse, aveva nostalgia.

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