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    IL “PIZZINO” DI DOMBROVSKIS A MELONI AND COMPANY: “LE TEMPISTICHE SONO STRETTE. INIZIARE A RIDISCUTERE IL PNRR PUÒ FAR RALLENTARE L’ATTUAZIONE DEI PIANI, CON IL RISCHIO DI NON RIUSCIRE A UTILIZZARE TUTTI I FONDI” – IL VICE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA AVVERTE L’ITALIA E FA CAPIRE CHE È FINITA LA PACCHIA SUL PATTO DI STABILITÀ: “LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA CONTINUERÀ AD APPLICARSI ANCHE NEL 2023. MA DALL’ALTRO LATO STIAMO GIÀ ASSISTENDO A UN'INFLAZIONE RECORD E L'IRRIGIDIMENTO DELLA POLITICA MONETARIA DELLA BCE STA GIÀ PORTANDO A CAMBIAMENTI SUI MERCATI. È UN ASPETTO CHE GLI STATI DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE”


     
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    Marco Bresolin per “La Stampa”

     

    Dombrovskis Dombrovskis

    Apportare piccoli aggiustamenti al Piano nazionale di ripresa e resilienza è possibile se ci sono «circostanze oggettive», ma pensare di poterlo ridiscutere è pericoloso: c'è il rischio di perdere tempo e di conseguenza i fondi perché «le tempistiche di attuazione sono molto strette».

     

    Valdis Dombrovskis raffredda le aspettative di chi sogna di entrare a Palazzo Chigi e di riscrivere il Pnrr. Il vicepresidente della Commissione, responsabile dell'Economia, spiega a La Stampa che i margini per un intervento in questo senso sono estremamente limitati e che anche le tentazioni di uno scostamento di bilancio per rispondere al caro-energia andrebbero tenute a bada perché è necessario mantenere «un prudente equilibrio».

    SALVINI - MELONI - BERLUSCONI BY GIANNELLI SALVINI - MELONI - BERLUSCONI BY GIANNELLI

     

    Il governo italiano che uscirà dalle elezioni potrebbe chiedere di rinegoziare il Pnrr: si tratta di una via percorribile?

    «Al momento ci aspettiamo che gli Stati membri si facciano avanti con una revisione dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza in due diversi contesti. Il primo è basato sul fatto che ci sarà una riallocazione dell'ultima tranche di sussidi: di conseguenza, specialmente i Paesi che avranno fondi aggiuntivi dovranno aggiustare i rispettivi piani con ulteriori investimenti e riforme per ricevere le risorse addizionali. Il secondo è invece nel contesto del programma RepowerEu al fine di preparare i capitoli dedicati».

     

    È previsto un aggiustamento legato ai maggiori costi dovuti all'inflazione?

    paolo gentiloni valdis dombrovskis paolo gentiloni valdis dombrovskis

    «Stiamo affrontando anche questa questione e nelle ultime linee-guida abbiamo esplicitamente incluso l'inflazione tra le circostanze oggettive che possono ostacolare il raggiungimento dei traguardi o degli obiettivi. In ogni caso, però, vogliamo che la revisione non porti a un abbassamento del livello di ambizione dei piani e non torni indietro rispetto ai traguardi e agli obiettivi concordati».

     

    Ma è possibile una revisione dei piani per motivi "politici", visto che in Italia ci sono le elezioni e il nuovo governo potrebbe avere altre priorità?

    MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI A CERNOBBIO MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI A CERNOBBIO

    «Il regolamento è chiaro su quelle che sono le basi per una revisione dei piani. E vale la pena far notare che le tempistiche di attuazione sono piuttosto strette. Quindi, anche da quel punto di vista, iniziare a ridiscutere tutto può far rallentare l'attuazione dei piani, con il conseguente rischio di non riuscire a utilizzare tutti i fondi».

     

    Il Portogallo ha chiesto esplicitamente di estendere oltre il 2026 il periodo entro il quale andranno realizzati tutti gli investimenti: si può fare?

    «Noi pensiamo che sia importante che ora gli Stati si concentrino sull'attuazione dei piani. Quei fondi erano stati concepiti per spingere la ripresa economica post Covid e ora stiamo affrontando un altro rallentamento dovuto all'aggressione russa contro l'Ucraina, quindi è importante che gli Stati membri utilizzino effettivamente quei fondi per sostenere l'economia e per agevolare le riforme e gli investimenti».

    Il primo ministro lettone Valdis Dombrovskis Il primo ministro lettone Valdis Dombrovskis

     

    In questa fase c'è la necessità di intervenire con sostegni pubblici a favore delle famiglie e delle imprese per combattere il caro-energia, ma per Paesi come l'Italia i margini di manovra sono limitati: sarebbero accettabili interventi in deficit?

    «Bisogna trovare un equilibrio prudente. Da un lato la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità continuerà ad applicarsi anche nel 2023 e dunque, sotto questo punto di vista, non esistono obiettivi quantitativi di deficit da rispettare. Ma dall'altro lato stiamo già assistendo a un'inflazione record e l'irrigidimento della politica monetaria della Bce sta già portando a cambiamenti sui mercati e sul costo di finanziamento del debito sovrano.

    GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO GIORGIA MELONI MARIO DRAGHI BY DE MARCO

     

    Si tratta di un aspetto che gli Stati membri devono prendere in considerazione.

    Per questo è importante che le misure di sostegno siano ben mirate e temporanee. Oggi non è possibile fornire un sostegno su vasta scala come è stato fatto in risposta alla crisi del Covid perché gli Stati sono usciti dalla pandemia con livelli di debito molto più alti.

     

    Inoltre è importante che tali misure di sostegno non siano in contraddizione con quello che è l'obiettivo della Bce, vale a dire la riduzione dell'inflazione. Bisogna trovare il giusto equilibrio».

     

    LETTONIA ENTRA NELL'EUROZONA - Il primo ministro Valdis Dombrovskis LETTONIA ENTRA NELL'EUROZONA - Il primo ministro Valdis Dombrovskis

    Ieri la Commissione ha proposto un nuovo strumento per vietare l'import di prodotti realizzati con il lavoro forzato. Non c'è il rischio che questo possa avere un ulteriore impatto sui prezzi dei beni?

    «Non ci aspettiamo un grande impatto perché è vero che le società che oggi importano prodotti realizzati con il lavoro forzato aumenteranno i costi, ma rappresentano comunque una quota minoritaria dell'economia».

     

    Il nuovo strumento è disegnato per colpire in particolare la Cina?

    «Il provvedimento si applicherà a tutte le società, dentro e fuori dall'Ue, non si tratta di una misura discriminatoria verso questo o quel Paese. Gli Stati dovranno istituire un'apposita autorità nazionale che avrà il potere di condurre indagini e fare ispezioni per verificare se determinati prodotti sono stati realizzati con il lavoro forzato. In caso positivo potrà vietarne l'import, toglierli dal mercato e confiscarli».

    mario draghi daniele franco mario draghi daniele franco mario draghi al meeting di rimini 4 mario draghi al meeting di rimini 4

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