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    DAGOREPORT! SE MATTARELLA E I SUOI CONSIGLIERI, A PARTIRE DAL POTENTE SEGRETARIO GENERALE UGO ZAMPETTI, APPREZZANO IL RAPPORTO “RAGIONEVOLE” CON GIORGIA MELONI, NON SI PUÒ DIRE ALTRETTANTO PER QUANTO RIGUARDA MATTEO SALVINI. IL QUIRINALE NON LO PUÒ VEDERE NEMMENO DIPINTO - MATTARELLA HA FIRMATO LA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE NON AVEVA NULLA DI ANTI COSTITUZIONALE. MA SUPERSERGIO HA GIÀ FATTO CAPIRE A BRUXELLES CHE I LORO EVENTUALI “NIET” SUL NO-POS FINO A 60 EURO E SUL TETTO AL CONTANTE, IMPOSTE DAL POPULISMO SENZA LIMITISMO DEL VICE PREMIER SALVINI, SARANNO ACCOLTI CON PIACERE DAL COLLE (E DALLA MELONI)


     
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    GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

    DAGOREPORT

    “I moniti di Mattarella sono come il placedo: ti illudi che ti curi, invece è acqua fresca”, editorialeggia Marco Travaglio. E aggiunge: “Se avesse voluto  dare l’altolà, non avrebbe firmato la manovra”.

     

    Il direttore del “Fatto quotidiano” deve sapere che Mattarella ha apposto la sua firma per il semplice motivo che la manovra del governo Meloni non aveva nulla di anti costituzionale. Il capo dello Stato non entra nel merito del no-Pos fino a 60 euro o del tetto al contante.

    MATTEO SALVINI VIGNETTA ELLEKAPPA MATTEO SALVINI VIGNETTA ELLEKAPPA

     

    Può magari fare degli appunti ma quando la Costituzione non viene violata non può che mettere la sua firma. Come del resto la Ragioneria di Stato ha l’unico compito di riscontrare se la manovra è a posto con i conti dello Stato

     

    Mattarella e i suoi consiglieri, a partire dal potente segretario generale Ugo Zampetti, sanno bene che una volta inviata all’attenzione dell’Unione Europea, ci penserà poi Bruxelles a bocciare certe norme della manovra imposte dal populismo del vice premier Matteo Salvini.

     

    BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA

    Impegnatissimo ad alimentare una bombastica caccia alla visibilità mediatica che durerà fino ai primi mesi del 2023 col voto della Regione Lombardia, cuore della Lega, al fine di scacciare il pericolo di una vittoria di Letizia Moratti. Una sconfitta sarebbe fatale per il suo futuro.

     

    E qui entra in campo il Quirinale: se Mattarella e i suoi apprezzano il rapporto “ragionevole” con Giorgia Meloni, non si può dire altrettanto di Matteo Salvini. Il Quirinale non lo può vedere nemmeno dipinto. E ha già fatto capire a Bruxelles che i loro eventuali “niet” alla manovra finanziaria sul no-Pos fino a 60 euro e sul tetto al contante saranno accolti con piacere dal Colle (e da “Io so’ Giorgia’’). 

    matteo salvini giura da ministro davanti a mattarella e meloni matteo salvini giura da ministro davanti a mattarella e meloni

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