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    NON E' CHE CONTE, SOTTO SOTTO, VOGLIA FAR CADERE IL GOVERNO A OTTOBRE? - VISTE LE SMANIE DEL M5S, ENRICO LETTA E' COSTRETTO A RICORDARE I CONFINI DEL "CAMPO LARGO" (SULLA TENUTA DELL’ESECUTIVO E DELLE ALLEANZE INTERNAZIONALI) E LANCIA UN ULTIMATUM: "SE CONTE TOGLIE LA FIDUCIA A DRAGHI, ADDIO ALLEANZA PD-M5S” – I DEM IN SUBBUGLIO: GLI STRALI CONTRO I GRILLINI DELL'EX CAPOGRUPPO ANDREA MARCUCCI E DELLA CORRENTE DEL MINISTRO DELLA DIFESA, LORENZO GUERINI...


     
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    Carlo Bertini per “la Stampa”

     

    conte letta conte letta

    «Bene la discussione interna ai partiti, ma il limite deve essere la tenuta del governo e le alleanze internazionali»: sono questi i termini, declinati in vario modo dal leader e dai vari big, con cui il Pd di Enrico Letta porrà due paletti a Giuseppe Conte nel plenum della Direzione. Avvertendolo che se verrà superato un paletto, togliendo la fiducia al governo ad esempio, verrebbero meno i presupposti per un'alleanza. Il sospetto dei dem è che a ottobre Conte voglia far cadere il governo.

     

     

    La certezza è che non stia facendo nulla per preservare l'alleanza, avendo pure detto che non si sente vincolato. Con la recessione alle porte e una guerra aperta, Letta a questo punto ha bisogno di mettere le cose in chiaro. Specie di fronte ad un partito in subbuglio, come dimostrano le uscite dei dirigenti meno teneri con i grillini - come l'ex capogruppo Andrea Marcucci vicino a Renzi, o come Alessandro Alfieri, coordinatore della corrente del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

    enrico letta giuseppe conte matteo salvini matteo renzi meme by carlo enrico letta giuseppe conte matteo salvini matteo renzi meme by carlo

     

    «Un anno fa - questo un passaggio del discorso del leader Pd - abbiamo detto: il governo Draghi è il nostro governo. Lo abbiamo dimostrato nei fatti e ci ha rigenerati. Lo diciamo ancora più forte oggi. È vero: spesso è faticoso, ma mai come ora servono coesione e serietà». Questo perché «la recessione è un rischio concreto, dietro l'angolo». L'allarme lanciato da Letta è proprio il rischio crisi economica: «Le altre forze politiche vogliono il conflitto sociale? Noi no. E al governo chiediamo, dopo il passo avanti con il decreto Aiuti, tre parole: lavoro, lavoro, lavoro».

     

    Detto questo, per Letta «il Pd ha riguadagnato centralità, forza e generosità.

    GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

     

     

    Stiamo lavorando a una coalizione larga e sono molto convinto che questo lavoro porterà i suoi frutti soprattutto in vista delle politiche». Il segretario dem certo rivendicherà le alleanze raggiunte nel 70% dei comuni che vanno al voto il 12 giugno. Data che comporta però pure un'insidia, i referendum sulla giustizia, sui quali il Pd non è compatto.

     

    Ma Letta schiera il partito su cinque no. Motivando così la decisione: abrogare tutta la Severino (che va modificata per tutelare i sindaci onesti) consentirebbe anche ai mafiosi di candidarsi - questa la spiegazione. Togliere la possibilità di comminare misure cautelari per il rischio di reiterazione del reato darebbe ad esempio a uno stalker libertà di azione. Gli altri quesiti sono assorbiti dalla riforma approvata alla Camera e ora al Senato, che la Lega vorrebbe si votasse dopo il referendum: il voto dell'avvocatura sul Csm e niente più firme per le candidature dei magistrati, mentre la Camera ha trovato una mediazione su un solo passaggio di funzione: il referendum vuole azzerarli, come antipasto della separazione carriere.

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