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    "IO MIO PADRE NON L'HO NEANCHE CONOSCIUTO E NON RIESCO A PERDONARE" - LUIGI CALABRESI JR, FIGLIO DEL COMMISSARIO ASSASSINATO 50 ANNI FA: "SONO PIÙ FUMANTINO DEI MIEI FRATELLI, PER ME TALVOLTA È MEGLIO TACERE. LEONARDO MARINO HA CHIESTO PERDONO, GLI ALTRI NO. E NON SO NEMMENO SE SAREI CAPACE AD ANDARLI A INCONTRARE, NON MI PIACCIONO NEI LORO COMPORTAMENTI..."


     
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    Piero Colaprico per “la Repubblica”

     

    gemma luigi calabresi gemma luigi calabresi

    Luigi, sua madre era incinta e lei è nato sei mesi dopo l'omicidio di suo padre, il commissario Luigi Calabresi, il 17 maggio 1972, vittima dei terroristi.

     

    Mi scuso per la domanda: come ha ricostruito dentro di lei la figura paterna?

    «Dai racconti di mamma, dei nonni, degli zii. Mamma aveva sette tra fratelli e sorelle, ci coccolavano, io allora ero piccolo e prima di affrontare le notizie e leggere le cronache sono ovviamente passati anni. Ma che fosse un uomo buono lo so. Lo so grazie alla mia famiglia, agli amici, ai tanti che avevano a che fare con lui, quindi la prima idea me la sono fatta grazie ai ricordi degli altri. Il resto è venuto piano piano, anche con le visite al cimitero».

     

    Cioè?

    «Sono l'unico dei tre figli che va sulla sua tomba regolarmente da sempre, più o meno una volta ogni due mesi. Posso chiacchierarci. E posso piangere, nessuno fa caso se piangi al cimitero».

     

    LUIGI PAOLO MARIO CALABRESI GEMMA CAPRA LUIGI PAOLO MARIO CALABRESI GEMMA CAPRA

    O se alzi la voce

    «Beh, sì, ho avuto anche momenti di rabbia. Capita. Magari c'è stata un'udienza faticosa, o un articolo antipatico, che risvegliava sentimenti negativi. Ma là lo ritrovo ogni volta e mi è capitato anche di ridere».

     

    A volte, quando si va al cimitero, si "parla" con persone che non ci sono più, ma con le quali abbiamo parlato. Lei con suo padre non ha mai parlato da vivo.

    «Mia madre da sempre è religiosa, "Il Signore ti vede, anche i parenti che sono in quello che chiamiamo Paradiso ti vedono".

     

    Quindi io andavo al cimitero e dicevo: "Papà, sono qui, e sono capace di affrontarti. E adesso ti dico che cosa ho combinato". Non sono religioso come mamma, certamente lo sono più di Mario e Paolo, e così a mio padre raccontavo anche perché avessi fatto o non fatto una certa cosa. A volte ai genitori non puoi o non vuoi dire perché, sai che magari rischi il rimprovero, se non un ceffone.

     

    MARIO CALABRESI MATTARELLA MARIO CALABRESI MATTARELLA

    Con lui ho sempre potuto parlar chiaro, andandogli a raccontare il bello e il brutto di me. E nei decenni non ho cambiato idea sul fatto che fosse un uomo integerrimo».

     

    C'è anche una storia che riguarda il nome di sua figlia.

    «Chiara. Vabbè, gliela dico. Mamma non l'aveva mai confidato a nessuno, ma dopo due maschi erano convinti: "Sarà una femmina". E avevano pensato solo a un nome femminile, ed era Chiara. Papà è morto, e sono arrivato io, il terzo maschio. Mamma mi ha dato i nomi in fotocopia, Luigi Antonio Giuseppe, come papà.

     

    gemma calabresi con il secondo marito tonino milite (dietro, i figli luigi, paolo, mario e uber) gemma calabresi con il secondo marito tonino milite (dietro, i figli luigi, paolo, mario e uber)

    Anni dopo, quando è nata mia figlia, non sapevamo ancora che nome darle, e ho detto "Ha una faccia da Chiara, chiamiamola così". Esco dalla sala parto, dico ai parenti che è una femminuccia e che l'avremmo chiamata Chiara. Mia madre sbianca.

     

    "Che hai?". "È il nome che avrebbe voluto tuo padre". E così mi piace pensare che mi abbia messo le mani sulla testa e abbia voluto essere nonno, partecipare alla nostra festa».

     

    Sua madre, e lo si capisce dall'ultimo libro, "La crepa e la luce", ha fatto un lunghissimo percorso, che alla fine si è concluso con il perdono per gli assassini. Posso chiederle che cosa pensa sia del perdono, sia di chi ha ucciso?

    «Il percorso di mamma non l'ho fatto. Forse quando arriverò alla sua età. Forse, nel nome della serenità che lei ha raggiunto. Non faccio fatica a capirla, ma io porto questo cognome, ne ho vissute varie e non ho perdonato, anche se ho fatto anch' io la mia strada, e ho incontrato Leonardo Marino».

     

    Che cosa ha chiesto all'uomo che ha fatto scoprire mandanti ed esecutori?

    luigi calabresi omicidio luigi calabresi omicidio

    «Guardi, sono andato con mio fratello Paolo per ascoltare dalla sua bocca la storia. E a Paolo l'avevo detto prima, io chiedo tutto quello che voglio. E così quello che volevo sapere l'ho saputo e ho ridato umanità a uno che vedevo come un assassino. Ho compreso da dove veniva, che vita difficile aveva avuto. Certo, fai sempre fatica a giustificare.

     

    Ma meno a comprendere. Però Marino ha chiesto perdono, gli altri no. E non so nemmeno se sarei capace ad andarli a incontrare, non mi piacciono nei loro comportamenti».

     

    Sono passati 50 anni e, se posso dirlo, lei sembra in pace con il mondo.

    GEMMA MARIO CALABRESI GEMMA MARIO CALABRESI

    «Noi figli orfani non siamo purtroppo mosche bianche. Ho parlato con alcuni, se la vivono con la rabbia, la voglia di vendetta, com' ero anch' io da giovane. E devo proprio ringraziare mamma, che ci ha insegnato a sorridere.

     

    Ad apprezzare la vita, sempre. La ringrazio perché ha trovato un altro compagno, quando avevo quattro anni, quindi un padre meraviglioso l'ho avuto, Tonino Milite, ed è sepolto a 100 metri da papà Gigi. Uno artista e uno poliziotto. Faccio un mix tra i due, e mi dispiace quando vedo i figli di vedove che non si sono riprese. I momenti bui ci saranno sempre e so bene che vivere cercando di tenere lontano la tristezza non è facile, ma è possibile».

    funerali luigi calabresi funerali luigi calabresi

     

    Sua madre allora ha fatto un buon lavoro?

    «Ha trasformato il lutto in una maniera per farci crescere con più valori, con più rispetto. Sì, senza lei sarebbe stato più complicato».

     

    Questa è la prima intervista che lei rilascia a un quotidiano. Perché sinora ha taciuto?

    commissario calabresi commissario calabresi

    «Ho solo risposto alle domande di un libro di Bruno Vespa, per il resto mamma ci rappresenta e Mario è un personaggio pubblico. È il nostro portavoce. A volte si discute a casa, su che cosa dire, ma la calamita resta lui. Sono d'accordo con i miei, io e Paolo restiamo in pubblico un passo indietro. Anche perché sono il più fumantino, per me talvolta è meglio tacere».

    GEMMA MARIO CALABRESI GEMMA MARIO CALABRESI IL COMMISSARIO CALABRESI OMICIDIO 2 IL COMMISSARIO CALABRESI OMICIDIO 2 GEMMA MARIO CALABRESI GEMMA MARIO CALABRESI MARIO CALABRESI MARIO CALABRESI gemma capra calabresi gemma capra calabresi foto della famiglia calabresi gemma, tonino e uber (davanti) e luigi, paolo e mario (dietro) foto della famiglia calabresi gemma, tonino e uber (davanti) e luigi, paolo e mario (dietro) licia pinelli gemma capra calabresi licia pinelli gemma capra calabresi gemma capra mario calabresi gemma capra mario calabresi mario calabresi con i fratelli paolo e luigi, insieme a tonino milite mario calabresi con i fratelli paolo e luigi, insieme a tonino milite leonardo marino leonardo marino adriano sofri adriano sofri luigi calabresi luigi calabresi ovidio bompressi giorgio pietrostefani ovidio bompressi giorgio pietrostefani il commissario luigi calabresi il commissario luigi calabresi mario calabresi mario calabresi omicidio calabresi omicidio calabresi adriano sofri, il suo avvocato massimo di noia e giorgio pietrostefani adriano sofri, il suo avvocato massimo di noia e giorgio pietrostefani gemma calabresi e i figli gemma calabresi e i figli

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