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E’ SEMPRE CREMLINO VS QUIRINALE – L'AMBASCIATORE RUSSO A ROMA ALEXEY PARAMONOV TORNA AD ATTACCARE MATTARELLA: “QUI IN ITALIA, DA ALCUNI DEGLI ALTI COLLI ROMANI, CI SENTIAMO SPESSO ACCUSATI. LA RUSSIA SAREBBE COLPEVOLE DI TUTTI GLI ATTUALI PROBLEMI DELL'ORDINE MONDIALE ODIERNO, CHE SI TRATTI DELL'EUROPA DELL'EST, DEL MEDIO ORIENTE O DELL'AFRICA. ACCUSE CHE NON CORRISPONDONO AL VERO, PALESI FALSITÀ” – TANT'È, HA AGGIUNTO PARAMONOV, CHE SOLO GRAZIE AI “NUMEROSI AMICI ITALIANI” IL BAROMETRO DELLE RELAZIONI TRA ITALIA E RUSSIA NON È SLITTATO VERSO LA "TEMPESTA TOTALE" - LE SUE PAROLE SONO STATE PRONUNCIATE DURANTE UNA FESTA NELLA SUA RESIDENZA A CUI HANNO PARTECIPATO ALMENO CINQUECENTO PERSONE – E GRAZIE ALLA LEGA, ALLA CAMERA E’ ARRIVATA LA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA PER LA RIMOZIONE GRADUALE DELLE SANZIONI A MOSCA…
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
Mercoledì sera di festa nella residenza dell'ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov. Calici, musica e un nuovo attacco frontale al Quirinale: «Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati», ha detto il diplomatico nel suo discorso davanti agli ospiti riuniti.
«La Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell'ordine mondiale odierno, che si tratti dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente o dell'Africa». Accuse che «non corrispondono al vero», secondo Paramonov, anzi «palesi falsità». Tant'è, ha aggiunto l'ambasciatore, che solo grazie ai «numerosi amici italiani» – e in sala ce n'erano almeno cinquecento, pronti all'applauso e accorsi a celebrare la Giornata della Russia – il «barometro delle relazioni tra i due Paesi non è slittato verso la "tempesta totale"».
Il Colle non commenta. Così come sceglie di fare la Farnesina da cui pure filtra un «silenzio gelido».
Del resto, sono veleni non nuovi da parte del Cremlino e dei suoi emissari, che vedono in Sergio Mattarella il nemico politico numero uno in Italia. Per una ragione evidente: il capo dello Stato è stato uno dei critici più fermi della guerra in Ucraina.
La stilettata al Quirinale è ancora più stonata alla luce di un dato politico. Ieri la maggioranza ha modificato la risoluzione che presenterà oggi in parlamento dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue del 18 e 19 giugno. Inserendo, su spinta della Lega, almeno tre passaggi più morbidi nei confronti della Russia.
Uno soprattutto: nel nuovo testo si chiede al governo di «iniziare a costruire un phase-out dell'impianto sanzionatorio a seguito del termine del conflitto, suggerendolo anche come leverage negoziale». Tradotto: l'eliminazione graduale delle misure restrittive contro la Federazione russa. Per la prima volta prospettata in maniera esplicita in una mozione del governo. […]
[…] il testo non parla esplicitamente dell'adesione dell'Ucraina all'Ue, ma solo della necessità che l'allargamento dell'Unione sia un «processo basato sul merito individuale e sulla parità di trattamento tra tutti i Paesi candidati». Anzi «con particolare attenzione ai Balcani occidentali». Candidati di più lunga data rispetto a Kiev. […]
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