genny savastano salvatore esposito

“SE QUALCOSA NON VA NEL CINEMA ITALIANO DEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI QUALCUNO QUALCHE DOMANDA DOVREBBE PORSELA…” – L’ATTACCO DI SALVATORE ESPOSITO AL CARROZZONE “ROMANOCENTRICO” DEL CINEMA ITALIANO: “CONTINUO A VEDERE TANTISSIMI ATTORI RELEGATI A NESSUN RUOLO. SI È CONVINTI CHE SOLO ALCUNI POSSANO PORTARE QUALCOSA AL NOSTRO CINEMA, NON È COSÌ - IN ITALIA CONTINUO A RICEVERE SEMPRE LE STESSE PROPOSTE. SIAMO CRESCIUTI CON UN CINEMA ROMANO-CENTRICO, DOVE L'ITALIANO CON CADENZA ROMANA VIENE PERCEPITO COME ITALIANO, MENTRE QUELLO CON CADENZA NAPOLETANA È PERCEPITO COME NAPOLETANO. COSÌ ECCO LE STESSE FACCE NEGLI STESSI RUOLI. SE PRODUCI 400O FILM L'ANNO E IL 90% NESSUNO LI RICORDA, BISOGNEREBBE RIFLETTERCI…”

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Estratto dell’articolo di Arianna Finos per “la Repubblica”

 

salvatore esposito (2)

Quarant'anni, nozze alle porte, un film con Anthony Hopkins e Al Pacino.

Salvatore Esposito parla di Avemmaria, scritto e diretto da Fortunato Cerlino, e traccia un bilancio personale e una riflessione senza sconti sul cinema italiano.

 

[…] Come vive i suoi quarant'anni? E di che cosa ha ancora fame?

«Con più consapevolezza […] Quando entri davvero nel mondo del cinema scopri realtà che non immaginavi neanche potessero esistere. Ma ho ancora tanto da dimostrare. Mi sento molto poco sfruttato dal cinema italiano e ho ancora moltissimo da raccontare».

 

Perché dice questo?

«Se qualcosa non va nel cinema italiano degli ultimi quindici anni qualcuno qualche domanda dovrebbe porsela. Continuo a vedere tantissimi attori relegati a nessun ruolo o a ruoli di secondo piano. Si è convinti che solo alcuni attori possano portare qualcosa al nostro cinema, non è così».

 

salvatore esposito

Serve un cambiamento?

«Non c'è la volontà. In Italia continuo a ricevere, o a non ricevere, sempre le stesse proposte. Siamo cresciuti con un cinema romano-centrico, dove l'italiano con cadenza romana viene percepito come italiano, mentre quello con cadenza napoletana è percepito come napoletano. Così ecco le stesse facce negli stessi ruoli. Se produci quattrocento film l'anno e il 90% nessuno li ricorda, bisognerebbe rifletterci».

 

Il pubblico, però, non l'ha mai lasciata, da "Gomorra" a "Piedone".

«Genny Savastano non era certo un eroe positivo, ma l'affetto della gente è andato sempre crescendo. Ma lo sa che alla mia agente una direttrice di casting ha detto che non andavo bene perché avevo un viso troppo bonario?».

 

salvatore esposito paola rossi 2

E allora ha scelto di lavorare all'estero.

«Sto per annunciare un progetto con due divi da Oscar. E poi Maserati, sui fratelli che hanno fondato la casa automobilistica. Sto scrivendo anche la seconda trilogia letteraria, dopo Lo sciamano».

 

Ha mai pensato di trasformare "Lo sciamano" in una serie o film?

«Sì. L'ho proposta a diversi produttori. Dicono che il thriller in Italia non ha abbastanza pubblico. Ma poi guardi la Spagna e Netflix: vengono prodotti decine di thriller tratti dai romanzi. Il pubblico è più curioso e aperto dei produttori».

 

[…] C'è stato un prezzo da pagare per arrivare fin qui?

«Forse sì. Essere così concentrato sul mio percorso, sulla carriera, sul lavoro e sulla scrittura mi ha portato a delegare tante cose. Col tempo mi sono accorto che affidarle ad altre persone ha creato dei disastri. Se potessi tornare indietro delegherei molto meno». […]

la proposta di matrimonio di salvatore esposito a paola rossi 1salvatore esposito taxxi 5 salvatore esposito @sky20annisalvatore esposito paola rossi 1