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    IL CINEMA DEI GIUSTI – “L’INGANNO PERFETTO” HA QUALCHE BANALITÀ E CADUTA MA POCO IMPORTA, PERCHÉ QUEL CHE CONTA È VEDERE QUEI DUE MONUMENTI INGLESI DI IAN MCKELLEN E HELEN MIRREN, CHE FANNO GLI INNAMORATI E I SIMPATICI PER POI RIVELARSI BEN DIVERSI DA COME SI MOSTRANO – I DUE PROTAGONISTI SONO ADORABILI ANCHE SE SI DOVESSERO CORCARE DI BOTTE E ASSIEME SONO UN VERO DIVERTIMENTO – VIDEO


     
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    L’inganno perfetto di Bill Condon

    Marco Giusti per Dagospia

     

    Loro due, Ian McKellen e Helen Mirren, sono adorabili qualsiasi cosa facciano. Assieme sono un vero divertimento. Magari il loro primo film di coppia, L’inganno perfetto, diretto dal Bill Condon di Uomini e mostri, scritto da Jeffrey Atcher e tratto da un racconto di Nicholas Searle, ha qualche banalità e qualche caduta, specialmente quando la storia si dipana e vengono a galla i segreti dei due protagonisti.

     

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    Ma, alla fine, poco ci importa, perché quel che conta è proprio vedere questi due monumenti inglesi, ormai non più giovanissimi, con delle sane rughe del tempo, che fanno gli innamorati, i simpatici per poi rivelarsi ben diversi da come si mostrano. Cosa, del resto, che pensiamo un po’ da subito. E allora qualsiasi sguardo, qualsiasi risatina appare come un complesso gioco di recitazione, ma anche un vero e proprio divertimento tra due protagonisti così navigati della scena teatrale inglese e di quella cinematografa internazionale.

     

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    Ognuno di loro mette un bel po’ di pepe e di complicità nella costruzione di due personaggi che vogliono apparire banali e non lo sono affatto. Diciamo che sappiamo da subito che Roy Cortney, cioè Ian McKellen, non è un simpatico vecchietto con problemi di deambulazione in cerca di compagnia, ma una vecchia carogna che vive truffando il prossimo, soprattutto le vecchie signore, insieme al complice Vince, Jim Carter, e non ha pietà per nessuno.

     

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    Lei, Betty McLeisch, cioè Helen Mirren, si presenta invece come la vecchia signora da spennare, ricca vedova, con una casetta anonima fuori Londra che ha appena comprato, e un nipote però, Russell Tovey, che non ce la racconta tutti, specializzato nella caccia ai vecchi nazisti. Roy e Betty si incontrano, vanno insieme al cinema a vedere Inglorious Bastards di Quentin Tarantino, fanno qualche commento sul finale del film, mangiano assieme, si fanno compagnia, poi lei ospita lui nella sua casetta fuori Londra anche se al nipote non piace affatto. Intanto, Roy seguita nelle sue attività criminose e nel suo piano per spennare di ogni avere Betty.

     

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    Ma siamo solo all’inizio della storia. Inutile dire che si vede con grande piacere. Non solo i due protagonisti sono adorabili anche se si dovessere corcare di botte, ma Bill Condon è un buon regista che, al terzo film assieme, conosce perfettamente Ian McKellan. La storia non è un granché. Pazienza. In sala da giovedì 5 dicembre. 

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