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    I MOTORI NON ROMBANO - IL MERCATO DELL'AUTO E’ ANCORA IN CALO: A GIUGNO MENO 24% - DALL’INIZIO DELL’ANNO SI REGISTRA IL 39,5% IN MENO DI IMMATRICOLAZIONI - FLESSIONI A DUE CIFRE PER TUTTI I GRANDI MARCHI: IL GRUPPO FCA HA IMMATRICOLATO A GIUGNO IL 28,2% IN MENO DELLO STESSO MESE DEL 2019 - GIAN PRIMO QUAGLIANO, PRESIDENTE DEL CENTRO STUDI PROMOTOR: “UNA VERA RIPRESA È LONTANA”


     
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    Da ansa.it

     

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    E' ancora in calo il mercato europeo dell'auto. A giugno in Europa Occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) - secondo i dati dell'Acea, l'associazioni dei costruttori europei - sono state immatricolate 1.131.843 auto, con un calo del 24,1% rispetto allo stesso mese del 2019. Il consuntivo dei primi sei mesi dell'anno è di 5.101.669 immatricolazioni, il 39,5% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso.

     

    Il gruppo Fca ha immatricolato a giugno in Europa, Efta e Regno Unito 64.927 auto, il 28,2% in meno dello stesso mese del 2019. La quota scende dal 6,1 al 5,7%. Nei sei mesi le auto vendute dal gruppo sono 290.562, in calo del 46,3% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. La quota è pari al 5,7% (era il 6,4%).

     

    Per quanto riguarda i brand, le immatricolazioni di Fiat sono 47 mila pari a una quota del 4,2%, quelle di Lancia 3.500 (0,3%), le vendite di Alfa Romeo sono oltre 3.200 (0,3%), mentre Jeep, infine, immatricola quasi 10.800 vetture (1%).

     

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    Tra i principali mercati europei, Fca (Fiat in particolare) ha registrato risultati positivi in Germania, dove grazie al programma commerciale "Di più" conferma a giugno il dato di maggio: mentre il mercato complessivo perde nel mese il 32,3%, il Gruppo ottiene una quota del 4,9%, +1,5 punti percentuali. Fiat incrementa le vendite dell'1,4% e ottiene una quota del 4,1%, in crescita di 1,3 punti percentuali.

     

    Anche nel Regno Unito Fca fa meglio della media del mercato: a fronte di un calo complessivo del 34,9%, incrementa la quota di 0,3 punti percentuali, ottenendo l'1,9% del mercato. Bene anche i brand con la quota Fiat all'1,4% (+0,2%), quella Alfa Romeo allo 0,2% (+0,1%) mentre Jeep è stabile allo 0,3%. Bene anche nei Paesi Bassi dove, a giugno, il mercato complessivo perde il 40,2% mentre Fca incrementa le vendite dell'8,8%, ottenendo una quota del 3,2%, in crescita di 1,4 punti percentuali. Fiat, con +37,5% di vendite ottiene una quota del 2,9%, +1,6 punti percentuali.

     

    Numerosi i modelli Fca che ottengono positivi risultati in giugno: pur essendo il segmento A tra i più colpiti dalla pandemia (vendite in calo del 35% nel mese) le Fiat 500 e Panda si confermano le più vendute in Europa. La 500 ottiene una quota del 17,2% (+2 punti percentuali rispetto all'anno scorso) e la Panda del 15,8% (+2,7 punti percentuali).

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    Insieme, le due vetture detengono il 33% di quota, miglior risultato di sempre per giugno dal lancio dei due modelli. bene anche le Jeep Cherokee - che in un segmento in calo del 13,3% incrementa le vendite del 39,6% - e Wrangler le cui immatricolazioni aumentano del 11,8%. In lieve crescita la quota nel suo segmento dell'Alfa Romeo Giulia: 1,15% rispetto a 1,1% di un anno fa.

     

    "Rispetto al calo di maggio (-56,8%) - commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor- il mercato europeo dell'auto a giugno è ripartito, ma una vera ripresa è lontana e per colmare il divario con il 2019 il percorso è lungo e accidentato". "Il semestre - spiega - vede tutti i mercati dell'area in profondo rosso con un calo minimo del 21,4% in Finlandia e massimo del 54,4% in Croazia.

     

    In questo contesto brilla una piccola luce. Viene dal mercato francese che cresce dell'1,2% su giugno 2019, primo effetto del massiccio piano di incentivi varato dal Governo Macron che ha destinato all'auto 8 miliardi".

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    Nei sei mesi anche il mercato francese è in profondo rosso, come gli altri quattro principali, con cali del 50,9% in Spagna, del 48,5% nel Regno Unito, del 46,1% in Italia, del 38,6% in Francia e del 34,5% in Germania). "In Italia - osserva Quagliano - il terreno da recuperare è moltissimo. Mentre Francia, Germania e altri paesi europei hanno già in vigore incentivi significativi per il rilancio del settore, in Italia il Decreto Rilancio non prevedeva incentivi alla rottamazione per le vetture ad alimentazione tradizionale che erano nel 2019 il 92,4% delle immatricolazioni.

     

    La lacuna è stata colmata da un emendamento dell'onorevole Gianluca Benamati, condiviso da maggioranza e opposizioni, che prevede incentivi anche per le Euro 6 virtuose sul piano delle emissioni. Questo provvedimento entrerà in vigore però solo dal primo agosto. E' quindi lecito attendersi che le immatricolazioni a luglio saranno ancora al di sotto dello stesso mese del 2019. Per un rilancio del mercato italiano dell'auto già nel 2020 occorre che il Governo approvi senza indugi anche altre misure efficaci per rilanciare l'economia".

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