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    LA SAGA DI "NOVAX DJOKOVID" CONTRO IL GOVERNO AUSTRALIANO È GIÀ MATERIA PER SCENEGGIATORI: NETFLIX STA LAVORANDO A UNA SERIE TV SU DJOKOVIC - TRA I GIOCATORI MONTA IL MALCONTENTO CONTRO IL TENNISTA SERBO – L’APOLLO GRECO TSITSIPAS: “CI FA PASSARE PER IDIOTI” - IN SERBIA RISCHIA UNA CONDANNA DI TRE ANNI E IERI SI È AGGIUNTA LA SPAGNA CHE...


     
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    djokovic djokovic

    Paolo Rossi per “la Repubblica”

     

    Oggi o mai più? No, tranquilli. La saga di Novak Djokovic contro il governo australiano non vedrà stamattina la parola fine e anzi è già materia per una futura serie tv: Netflix ci sta lavorando, è ufficiale. Perché non si chiude oggi? Anche se il ministro dell'Immigrazione, Alex Hawke, svestisse i panni del moderno Ponzio Pilato (anche ieri è rimasto in silenzio) e cancellasse di nuovo il visto del tennista serbo, è già pronto un nuovo appello degli avvocati del numero uno del mondo.

     

    Anzi, i legali sperano che la decisione governativa (che attendono avversa alle loro aspettative) arrivi oggi, in modo da avere più tempo per ricorrere: lo staff di Djokovic spera di poter ripetere in tribunale la vittoria entro domenica in modo da poter essere pronto a disputare il derby contro il connazionale Kecmanovic al primo turno. Eh, sì. Ieri era in programma il sorteggio del torneo, che ha davvero confermato il totale imbarazzo (e anche la confusione) che regna in Australia: la cerimonia è stata ritardata dagli Australian Open in attesa di notizie dai politici e poi, solo quando si è avuta certezza che il premier Morrison non si sarebbe espresso sull'argomento, è andata avanti.

    Djokovic arriva a Melbourne Djokovic arriva a Melbourne

     

    Djokovic è stato dunque inserito come testa di serie numero uno. E, se la presenza verrà confermata, potrebbe incrociare Matteo Berrettini nei quarti e Rafa Nadal in semifinale (Sinner è nell'altra parte del tabellone, quella di Medvedev). Se invece uscirà dal tabellone prima dell'inizio dello Slam verrà sostituito da un lucky loser. Se verrà espulso a torneo iniziato, ne beneficerà lo sfidante del giorno, che avanzerà senza doverlo affrontare.

     

    E proprio tra i giocatori comincia a manifestarsi il malcontento: se Nadal è stato molto abile nel tenere la sua posizione ma non criticare il rivale, ecco che il portoghese Joao Sousa, l'ungherese Fucsovics, il greco Tsitsipas («qualcuno ha giocato con le proprie regole, ci fa passare per stupidi»), l'olandese Haase hanno pubblicamente contestato il leader della classifica. Si immagina una lista più lunga di altri colleghi che la pensano allo stesso modo.

    djokovic con una fan a marbella djokovic con una fan a marbella

     

    Non sono i soli: le indiscrezioni australiane rivelano che il governo è favorevole alla cancellazione del visto e all'espulsione, in attesa che i funzionari dell'immigrazione completino il controllo sulla serie di errori e discrepanze (inclusa la violazione dei requisiti di isolamento in Serbia, le dichiarazioni errate sul suo modulo e le incongruenze alla data del suo test Covid). In caso dell'annunciato secondo ricorso, Djokovic sarebbe costretto a rientrare in un centro di detenzione per immigrati. Oggettivamente il serbo si è infilato in un cul-de-sac. Anche il ritorno in Serbia non sarà dei più benevoli: rischia una condanna di tre anni e ieri si è aggiunta la Spagna che, dopo aver dichiarato che nulla tracciava la presenza di Djokovic nel Paese, ora sta cercando di verificare se ha bypassato le regole d'ingresso.

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